Milik ai margini del Napoli: cosa sta succedendo

Il passaggio di Dembélé all’Atletico Madrid preclude l’addio al Napoli di Milik, sempre più ai margini del club azzurro

Arek Milik è uno dei tormentoni di mercato che rischia di protrarsi più a lungo. Il centravanti polacco, nonostante i tanti abboccamenti del recente passato, è ancora al Napoli, dove sta vivendo una situazione molto complicata. Da una parte c’è il calciatore, che ha voglia di andare via ma, evidentemente, non ha ancora trovato nessuno disposto a investire veramente su di lui.

Dall’altra la società, con Aurelio De Laurentiis che ha preso una posizione forte verso il calciatore e il suo entourage. Lo stallo rappresenta solo la naturale conseguenza di un caso che, con i dovuti accorgimenti del caso, forse si sarebbe potuto evitare. Ma indietro non si torna, quindi bisogna capire cosa da oggi potrà succedere a un Milik che, tra una cosa e l’altra, per metà 2020 ha guardato il campo dalla tribuna.

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Fonte immagine: @fcin1908it (Twitter)

Napoli, Milik è ai margini

Bisogna infatti tornare indietro fino allo scorso 8 agosto per ritrovare Milik sul terreno di gioco. Era il match di ritorno degli ottavi di Champions League perso contro il Barcellona, durante il quale il polacco ha messo assieme 11 minuti complessivi. Un canto del cigno che in tanti si aspettavano, visto che il rapporto con il club si era già rotto da un po’.

Gattuso si è adeguato e, con la nuova stagione, non ha nascosto il fatto che Milik non avrebbe più fatto parte del Napoli. Il mercato estivo non ha risolto le cose: tanti abboccamenti, qualche discorso approfondito, ma alla fine il centravanti non è stato convinto a fare le valigie. L’ultima pista percorribile in ordine di tempo si chiamava Atletico Madrid, che nelle ultime ore ha però ufficializzato Moussa Dembélé.

 

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Cosa aspettarsi dal mercato

Niente Spagna, né Premier League e né, tantomeno, qualche concorrente del Napoli in Serie A. In realtà, in epoche diverse, sia Juventus che Inter hanno fatto dei sondaggi molto forti su Milik, che però – proprio per via del suo contratto in scadenza nel giugno del 2021 – chiede un ingaggio molto alto, che evidentemente non tutti possono o vogliono pagare.

Prenderlo a gennaio significherebbe, inoltre, accontentare almeno in parte anche De Laurentiis, al quale ormai non fa quasi più differenze cederlo o tenerlo. Ha perso l’occasione a settembre, ora può emarginarlo in tribuna e augurargli il meglio a fine stagione. La situazione, proprio per questi motivi, rischia di rimanere bloccata fino alla prossima estate.

La rottura dopo il no

Ma come si è arrivati a questa situazione? Al centro, come ben intuibile, c’è un rinnovo di contratto che Milik non ha mai voluto suggellare. Il Napoli ha provato a sedersi al tavolo a più riprese; l’intenzione di Cristiano Giuntoli, infatti, è sempre stata quella di prolungare il vincolo del polacco e poi, semmai, discutere di una sua eventuale partenza. In quel modo, almeno , il Napoli avrebbe avuto il coltello dalla parte del manico in fase di trattativa.

L’ultima offerta risale a novembre, dopo l’ultima sessione estiva di mercato, ma l’agente di Milik non ha trovato la quadra con la dirigenza partenopea e la rottura, da lì in poi, è diventata insanabile. Ora il centravanti si allena a parte: la Juventus potrebbe presto tornare alla carica, ma lo prenderebbe a zero in estate, così come tutte le altre società eventualmente interessate (si è parlato anche di Manchester United).

Infine, c’è da fare un discorso anche legato al fisico: Milik ha solo 26 anni e ha dimostrato di saper segnare, ma in passato ha dovuto affrontare due bruttissimi infortuni ai legamenti crociati delle ginocchia. In questi casi, la ricaduta può essere sempre dietro l’angolo, anche se nelle ultime stagioni i suoi stop sono stati esclusivamente di carattere muscolare. Ma anche questo è un fattore da soppesare sulla bilancia del mercato.

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Andrea Bracco
Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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