Come cambia il Milan dopo il mercato di gennaio

Il Milan è la squadra che si sta muovendo di più nel mercato di riparazione, con l’intenzione di regalare a Pioli i tasselli giusti per la corsa Scudetto

Vincere lo Scudetto è possibile, ergo serve provarci con tutte le forze. Devono aver pensato questo Maldini e Moncada quando in società ci si è seduti a un tavolo per delineare le strategie in vista del mercato invernale del Milan. I rossoneri, freschi campioni d’inverno, hanno la possibilità di compiere un’impresa e, proprio per questo motivo, la proprietà ha dato il via libera per intervenire in entrata.

Servivano rinforzi per puntellare la rosa, uno per reparto: i dirigenti hanno fatto un ottimo lavoro, intervenendo celermente su una squadra che in questi mesi – pur tra mille defezioni – è riuscita comunque a mantenere uno standard di prestazione molto alto. Così, in meno di venti giorni, il Milan ha acquistato un centrocampista e una punta, mentre per il tanto agognato difensore centrale si stanno già limando gli ultimi dettagli.

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Fonte immagine: @marco_ramiccia (Twitter)

Milan, per l’attacco arriva Mandzukic

Il Milan cambia, questo è indubbio. Probabilmente, sarebbe meglio dire che alza il livello, soprattutto perché ora Pioli ha a disposizione una squadra molto più profonda dal punto di vista numerico. Aumentare le rotazioni era fondamentale, soprattutto in una stagione come questa, scandita da tanti impegni ravvicinati e acuita dal fattore Coronavirus. Che, di recente, ha spuntato l’attacco del Milan: a supporto, per prevenire ulteriori difficoltà, è stato preso Mario Mandzukic.

Il centravanti croato, già accolto con soddisfazione da Ibrahimovic, è reduce da un 2020 abbastanza deludente, in cui ha collezionato meno di 600 minuti di gioco ufficiali, per di più in Qatar, dopo essersi lasciato molto male con la Juventus. Ha firmato fino a fine stagione con rinnovo automatico in caso di qualificazione in Champions League, percepirà 1,8 milioni netti da qui a giugno e su Instagram si è già detto pronto ad andare in battaglia.

Meité e Tomori, risorse low cost

A centrocampo il Milan si è rinforzato con Soualiho Meité, centrale arrivato dal Torino con una formula molto vantaggiosa. Infatti, i granata avranno subito 500mila euro e poi, eventualmente, incasseranno il diritto di riscatto fissato a 8 milioni più 1,5 legati a eventuali bonus. Il francese è già sceso in campo contro il Cagliari, giocando una ventina di minuti. Pioli, in emergenza, ha così il vice Kessié, con Meité che finalmente tornerò a giocare in una mediana a due, abbandonando la posizione di mezzala che non gli si è mai cucita addosso.

Fikayo Tomori, invece, porterà fisico e atletismo in mezzo alla difesa di un Milan che, di recente, ha dovuto addirittura rispolverare Musacchio da quanto era in emergenza. L’operazione si chiuderà in prestito con diritto di riscatto, che il Chelsea ha fissato a 30 milioni di euro. I Blues non vorrebbero perdere il controllo di un ragazzo molto talentuoso, ma nello stesso tempo a certe cifre monetizzerebbero ben volentieri.

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Fonte immagine: @marco_ramiccia (Twitter)

Junior Firpo, l’ultima idea

Junior Firpo potrebbe essere la classica ciliegina sulla torta. Il Milan cerca un vice Theo Hernandez e la scelta sarebbe ricaduta sul mancino dominicano, che al Barcellona non sta più trovando spazio. Firpo vorrebbe partire e trovare spazio altrove, i rossoneri avrebbero l’idea di imbastire un’operazione simile a quella che ha permesso al club di prendere Theo e Brahim Diaz dal Real Madrid.

Firpo si sposerebbe molto bene con il calcio di Pioli, pur essendo meno incisivo rispetto allo spagnolo in fase offensiva. Classe 1996, era esploso al Betis prima di essere acquistato a peso d’oro dai catalani. Ma in blaugrana non si è mai espresso sui livelli di Siviglia e ora può partire, con il Milan pronto a prenderlo per concludere un mercato di gennaio da assoluto protagonista.

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Andrea Bracco
Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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