La strana storia di Michael Owen che detesta guardare film

Michael Owen è stato uno dei migliori calciatori della sua generazione, ma è anche un tipo particolare. Ad esempio, odia i film. Sì, proprio così.

I grandi geni hanno sempre delle incredibili particolarità e bizzarrie che li rendono particolarmente strani agli occhi del resto della gente, ma Michael Owen ha forse quella che le batte tutte, almeno nel mondo del calcio.

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L’ex-attaccante di Liverpool e Real Madrid, vincitore del Pallone d’Oro nel 2001, quando aveva appena compiuto 22 anni, ha infatti un odio particolare per il cinema: detesta completamente guardare film, ed è una cosa che non ha mai tenuto nascosta.

Michael Owen contro il cinema

Di questa storia si è iniziato a parlare nell’ottobre 2014, quando sul suo profilo Twitter il 34enne ex-calciatore pubblicò un curioso messaggio: “Ho visto il mio ottavo film di sempre sul volo per tornare a casa. Dovevo essere annoiato”.

All’epoca, Michael Owen aveva 34 anni e aveva concluso la sua carriera da calciatore professionista da poco più di un anno, principalmente a causa dei diversi problemi fisici della sua carriera. Il tweet destò una forte perplessità tra i suoi fan, che iniziarono a chiedergli se scherzasse o era serio. Owen rispose che era serio, e che in vita sua aveva davvero visto pochissimi film, e sempre controvoglia.

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In una delle risposte che diede, fornì la lista dei famosi otto film visti, specificando che era stato “costretto” a guardarli: Rocky, Heat – La sfida, Ghost- Fantasma, Jurassic Park, Cool Runnings – Quattro sottozero, Seabiscuit – Un mito senza tempo, Per vincere domani – The Karate Kid e Forrest Gump.

In realtà, però, già l’estate precedente Michael Owen aveva parlato del suo scarso amore per il cinema in un’intervista rilasciata al Guardian, in cui raccontava il suo nuovo lavoro da opinionista televisivo. Quando il giornalista Simon Burnton gli chiese quale fosse l’ultimo film che aveva visto, l’ex-attaccante rispose: “Io non guardo film. Credo di averne visti cinque in tutta la mia vita. È che proprio non ce la faccio. Talvolta qualcuno mi dice ‘Guarda quel film: è fantastico!’, e io ci provo, ma dopo mezzora o quaranta minuti non ce la faccio più“.

A quel punto, la conversazione si spostò logicamente sull’argomento cinema. Burnton gli fece notare che erano tutti film molto vecchi (all’epoca non aveva citato Seabiscuit, Karate Kid e Forrest Gump) e Owen spiegò che li aveva visti quand’era ragazzino e faceva i provini per dei club. Aveva 12 anni, e suo padre lo portava in giro per l’Inghilterra a fare allenamenti con squadre come Arsenal e Manchester United, per trovargli un contratto. “Spesso c’erano 20 ragazzi a fare i provini, tutti lì dalla sera prima, così invece di lasciarti tutta la notte a non fare nulla in hotel ti portavano al cinema“.

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michael owen
Fonte: Insidefoto

Le recensioni di Michael Owen

Tre anni dopo, nell’agosto 2017, il sito di cinema e tv Shortlist ha ripescato quel tweet di Owen e ha deciso di chiedergli delle recensioni di quei pochi film che aveva visto. Ne è uscito un articolo piuttosto divertente, in cui l’ex-Pallone d’Oro ha anche aggiornato la sua lista: innanzitutto, ha visto cinque film della serie di Rocky (“Rocky IV è il mio preferito. Rocky I è spazzatura“) e poi ha ammesso di aver visto Creed (“Avrei preferito vedere un documentario a essere onesto. Mi piacciono le cose reali, non amo essere preso in giro in qualsiasi modo”).

“Ho visto Heat: non un granché. Ho preferito Ghost – ha rivelato Michael Owen, che ha visto il film quando aveva 8 anni – non ricordo esattamente cosa succedeva, ma penso fosse abbastanza emozionante”. Le cose sono andate meglio con Jurassic Park: “L’ho visto due volte nel giro di dieci giorni”. Accadde che andò a Londra per un provino con l’Arsenal, e lui e gli altri ragazzi furono portati al cinema a vedere l’opera di Spielberg; qualche giorno dopo ebbe un provino a Manchester con lo United, e accadde la stessa cosa: “Fu doloroso”.

Cool Runnings lo ha visto invece quando aveva 17 anni e stava per esordire in Premier League. A farglielo vedere fu Louise Bonsall, all’epoca sua fidanzata e oggi sua moglie: “Accettai di vederlo per fare una buona impressione su di lei, ma da quando premette play mi ritrovai all’inferno. Finsi che mi piaceva. Poche settimane dopo le dissi che i film non facevano per me”.

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È questo il mio problema coi film – ha chiarito nell’intervista Michael Owen – Semplicemente non riesco a crederci. Penso ‘Chissà quante volte hanno dovuto rifare questa scena’ o ‘quello era uno stuntman?’. Le grandi scene d’azione sono così inverosimili che scuoto la testa incredulo: gente che spara e corre con i proiettili che semplicemente li mancano, poi saltano da treni in corsa. Come si può credere a una cosa simile?”.

 

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