HomeCalcio EsteroIn Arabia Saudita a 25 anni: la storia di Matheus Pereira

In Arabia Saudita a 25 anni: la storia di Matheus Pereira

Dopo un’ottima stagione in Premier League, Matheus Pereira ha scelto l’Arabia Saudita, cominciando una nuova vita a soli 25 anni

Nel calcio, scegliere l’Arabia Saudita per un calciatore significa dare un messaggio ben preciso, implicito, che non riguarda le ambizioni sportive che legittimamente un professionista dovrebbe o potrebbe avere. Significa dare peso principalmente ai soldi.

Il che, intendiamoci, non è un comportamento da condannare. Se però lo fa un ragazzo di 25 anni, nel pieno della propria carriera e reduce da un paio di stagioni estremamente positive, ecco che qualche domanda tocca farsela.

Motivazioni e retroscena li conosce solo il diretto interessato, certo è che per il calcio inglese perdere un talento come Matheus Pereira fa male, soprattutto per quanto mostrato dal ragazzo durante la scorsa stagione al West Bromwich Albion.

Ciao Europa: Matheus Pereira sceglie l’Al Hilal

Nonostante la retrocessione, il classe 1996 originario di Belo Horizonte ha deciso infatti di rispedire al mittente varie offerte per rimanere in Premier League accettando la corte del gigante saudita Al Hilal, uno dei club più forti attualmente del continente asiatico.

Lì, Matheus Pereira guadagnerà più del doppio rispetto a ciò che prendeva nella periferia di Birmingham, ha firmato un contratto di quattro anni e, soprattutto, non dovrà misurarsi con un contesto calcistico di prima fascia. Meno pensieri, meno pressioni, più soldi: che altro?

Ah sì, il WBA almeno ha incassato bene: per l’esterno offensivo brasiliano, i sauditi hanno staccato un assegno da 18 milioni di euro. Mica male, soprattutto di questi tempi.

Una scelta di convenienza

Ma perché Matheus Pereira ha deciso di abbandonare il calcio di alto profilo per andare in Arabia Saudita? Il motivo principale, ripercorrendo la sua storia personale, parrebbe essere legato a semplici motivi di convenienza, dato che nel 2008 – quando ancora viveva in Brasile – fu costretto a emigrare in quanto il padre perse il lavoro a causa di una grossa crisi economica.

Arrivato in Portogallo, è riuscito a entrare nel settore giovanile dello Sporting dopo un breve periodo in un piccolo club della periferia di Lisbona, ma ad Alcochete non si è mai affermato. Così ha cominciato a girare in prestito, tra Chaves e Norimberga, dove addirittura arrivò a pensare di appendere gli scarpini al chiodo.

Una volta approdato al WBA, Matheus Pereira è finalmente riuscito a trovare la propria dimensione, guidando la squadra alla promozione in Premier League e rifiutando, l’estate scorsa, una ricca offerta del Monaco.

In questi anni il brasiliano ha sistemato finalmente tutta la propria famiglia, soddisfando quella che è sempre stata la sua priorità più grande. Per non tornare più a rivivere come ai tempi in cui, da adolescente, doveva farsi i chilometri a piedi per andare ad allenarsi. Giocare il giusto e massimizzare i profitti: per questo ha scelto l’Al Hilal, nuova e ricca fermata di una carriera che poteva essere altro.

 

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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