Come ha fatto il Manchester City a violare il Fair Play Finanziario

Der Spiegel accusa il Manchester City di aver violato il Fair Play Finanziario della UEFA, usando come prova nuovi documenti trafugati di Football Leaks.

Tutto in un giorno: mentre dalla Spagna Marca rivela che il Brasile sarebbe pensando a Pep Guardiola come ct dopo Tite e la UEFA annuncia il nuovo Fair Play Finanziario, Der Spiegel accusa il Manchester City di aver violato le vecchie regole, grazie ai fondi ricevuti dal governo degli Emirati Arabi Uniti.

Non è la prima volta che il Manchester City viene colpito da accuse di questo tipo: nel febbraio 2020 la UEFA era arrivata addirittura ad escludere il club inglese di proprietà emiratina dalle coppe europee, e sempre dopo dei file rivelati da Der Spiegel, ma pochi mesi dopo un nuovo tribunale aveva ribaltato del tutto il verdetto, assolvendo i Citizens.

Le violazioni del Manchester City

Tutto parte, ancora una volta, dalle carte trafugate dall’hacker portoghese Rui Pinto e passate ad alcune importanti testate internazionali, che sono alla base della cosiddetta inchiesta Football Leaks. Der Spiegel, noto e stimato quotidiano tedesco, è una delle testate che si stanno occupando del caso fin da subito, visionando e approfondendo i documenti, pubblicando periodicamente nuove accuse basate sulle fonti di Football Leaks.

Secondo il quotidiano, la società che possiede il City avrebbe aggirato le regole del Fair Play Finanziario pagando ricchissimi compensi ai procuratori dei giocatori della sua rosa, e addirittura ingaggiando un giocatore minorenne tramite un accordo segreto e assolutamente vietato.

Il problema attorno al Manchester City (ma anche relativo al PSG, che si trova in una situazione societaria molto simile) riguarda la natura effettiva della sua proprietà: il club mancuniano è controllato da una multinazionale sportiva chiamata City Football Group Limited, che possiede vari altri club in giro per il mondo e che, a sua volta, è di proprietà di una holding chiamata Abu Dhabi United Group (ADUG). Quest’ultima è infine controllata direttamente da Mansour bin Zayed, presidente dei Citizens e importante esponente della famiglia reale che governa in termini assoluti gli Emirati Arabi Uniti.

ADUG ha sempre insistito sul fatto di non essere un’azienda di proprietà dello stato emiratino, ma controllata proivatamente da Mansour, e indipendente dal governo di Abu Dhabi. Una sottigliezza giuridica che, però, finora aveva retto, difendendo il Manchester City dalle accuse. Ma i documenti in possesso di Der Spiegel rivelano che tutti i pagamenti effettuati da ADUG in favore del City sono stati autorizzati da un ufficio statale, e che addirittura il Primo Ministro Khaldoon Al Mubarak avrebbe usato il suo ruolo politico in patria per assicurarsi che il club inglese venisse rifornito da fondi pubblici.

Per il giornale tedesco, tutto ciò sarebbe la prova che il Manchester City è in realtà controllato e gestito in maniera diretta dal governo degli Emirati Arabi, che così può usare i vastissimi fondi a sua disposizione per rifornire il club attraverso una proprietà che quindi è più che altro di facciata.

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