Lazio, il miracolo di Sarri: terza in Serie A con solo 60 milioni spesi

felipe anderson lazio
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La Lazio sta sorprendendo tutti per gioco e risultati, e gran parte del merito va a Maurizio Sarri, capace di trarre il meglio da una rosa poco costosa.

Dice che il suo obiettivo è l’utopia, Maurizio Sarri: “Se mi accorgo che abbiamo raggiunto il 100% faccio le valigie e vado via”. La sua Lazio continua a sorprendere, ancor di più dopo che questa sera ha regolato per 2-0 l’Atalanta a Bergamo, raggiungendola a 24 punti in classifica e prendendosi il terzo posto in classifica.

C’è il gioco e ci sono i risultati, che stanno facendo ripensare al suo Napoli, ma la vera notizia è che in poco più di una stagione il tecnico toscano è stato in grado di rivoluzionare completamente la squadra pur senza spendere cifre astronomiche sul mercato. Proprio il confrontocon l’Atalanta, che viene da un ciclo di risultati positivi più lungo e quindi aveva già una base solida su cui costruire, racconta molto: la Dea ha investito 98 milioni nella campagna acquisti della scorsa estate, mentre i biancocelesti meno della metà, 39,7 milioni.

Quanto sono costati i rinforzi di Sarri alla Lazio

Per dare a Sarri giocatori di cui aveva bisogno, Tare e Lotito hanno infatti speso cifre abbastanza contenute: stiamo parlando di appena 61,1 milioni di euro. Nella scorsa stagione sono arrivati giocatori come Mattia Zaccagni, Pedro, Elsied Hysaj, Toma Basic e Felipe Anderson; in quella attuale si sono aggiunti Alessio Romagnoli, Matias Vecino, Matteo Cancellieri, Ivan Provedel, Luis Maximiano, Nicolò Casale e Marcos Antonio.

Il più costoso è stato il portiere portoghese del Granada, costato 10,1 milioni e al momento da considerare l’unico vero buco nell’acqua della dirigenza della Lazio, dato che ha giocato appena 6 minuti (venendo espulso subito all’esordio col Bologna), per poi essere relegato a fare il vice di Provedel.

Il merito di Sarri è stato quello di saper rivitalizzare una rosa in cui tanti elementi meritavano o un rilancio o una conferma ad alti livelli: è quello che è successo da un lato con Felipe Anderson e Romagnoli, dall’altro con Zaccagni e Provedel. Poi ci sono state le conferme di Milinkovic-Savic e Immobile (non una cosa da poco, visto che la punta biancoceleste era considerata inadatta a questo tipo di gioco, dopo le prestazioni in Nazionale), oltre che di Luis Alberto, un altro giocatore inizialmente messo in discussione.

Il saldo sul mercato in questo anno e mezzo circa è stato anch’esso molto contenuto, perché se da un lato la Lazio ha acquistato, dall’altro ha venduto (su tutti Joaquin Correa, ceduto all’Inter per un totale di 29,6 milioni). A fronte di questi 61 milioni investiti in nuovi arrivi, la società capitolina ha incamerato 45 milioni dalle cessioni.