venerdì, Aprile 12, 2024

É il caos intorno al trasferimento di Alphonso Davies

Alphonso Davies è al centro di una...

L’Empoli è un altro miracolo di Nicola

La salvezza dell’Empoli potrebbe essere l’ennesimo miracolo...

Che cosa sta cucinando questo Gasperini

Gasperini e la sua Atalanta hanno espugnanto...

Lazio-Milan sullo sfondo: cosa ne sarà di Sarri e Pioli

Serie ALazio-Milan sullo sfondo: cosa ne sarà di Sarri e Pioli

Sarri e Pioli si affrontano questa sera in un Lazio-Milan che sa di addio: screzi, critiche, divergenze e voci di mercato

Lo scorso anno, in una sera di gennaio, il Milan di Pioli rinunciò definitivamente a difendere lo scudetto conquistato sei mesi prima. La sconfitta contro la Lazio fu l’ennesima partita di una terribile serie iniziata all’Epifania contro la Roma e proseguita con le sconfitte contro Inter e Sassuolo in campionato e ancora contro i nerazzurri in finale di Supercoppa italiana. Se l’anno del Milan continuò sotto gli auspici della Champions League, quelli della Lazio proseguirono in Conference, dove l’AZ spense le loro velleità europee oggi più accese che mai. Si, perché la gara dell’Olimpico è per entrambe le squadre l’anticamera obbligatoria alle sfide europee della prossima settimana, decisive per il prosieguo di una campagna che costituisce il vero senso della stagione per entrambe. La Lazio affronterà il Bayern nel ritorno degli ottavi di Champions League dopo la grande vittoria casalinga, mentre il Milan affronterà lo Slavia Praga in Europa League nella prima delle due gare valide per ottenere un pass per i quarti di finale della competizione. L’andamento in campionato suggerisce di prestare attenzione ai punti in palio all’Olimpico, ma allo stesso tempo – e per ragioni diametralmente opposte – il richiamo europeo è troppo forte per essere ignorato. Una partita che arriva dopo una settimana letteralmente di fuoco per entrambi gli allenatori. Sarri continua il suo botta e risposta a distanza con Lotito con quest’ultimo che difende strenuamente la rosa e la campagna acquisti fatta. L’allenatore invece ha giustificato la sconfitta contro la Fiorentina evidenziando nuovamente le incongruenze tra le sue richieste e ciò che ha ottenuto. Dopo il secondo posto della scorsa stagione e l’insoddisfazione di Sarri, l’addio alla fine del campionato appare scontato. Il futuro potrebbe essere Fiorentina o addirittura Napoli, suggestione lanciata nelle ultime settimane ma che appare decisamente improbabile considerato il rapporto logoro tra Sarri e De Laurentiis. Anche Stefano Pioli non se la passa bene, allenatore sempre in bilico tra la riconferma e l’addio. Questa volta il presidente del Milan Gerry Cardinale non ha usato giri di parole, non è soddisfatto di non essere al primo posto. Una bocciatura per l’allenatore che proprio in conferenza stampa ha chiuso ogni discorso sulla lotta scudetto. Anche qui frizioni e futuro in bilico con lo stesso Stefano Pioli anche lui accostato al Napoli. La sensazione è che questo sarà l’ultimo Lazio-Milan sia di Sarri che dell’allenatore rossonero.

Leggi anche: Stefano Pioli, il futuro al Milan e i possibili scenari

Lazio-Milan partita di incroci

Dimissioni Sarri: perché l'allenatore è deluso e come stanno le cose
Fonte: Image Photo Agency

Se l’Europa è il filo conduttore che accompagna le due squadre all’Olimpico, anche diversi legami del passato intervengono a rendere questa gara snodo cruciale per i due tecnici. Sappiamo della storia d’amore tra Pioli e la Lazio, finita a causa delle divergenze con Lotito nell’estate 2016 nonostante gli ottimi risultati. In quella Lazio giocava già Felipe Anderson – autore di 19 gol e 14 assist nel corso della gestione Pioli – ed esordiva Danilo Cataldi, che a vent’anni veniva scelto dal tecnico come perno basso del centrocampo a tre disegnato all’Olimpico. Gli incroci non finiscono di certo qui: abbiamo Romagnoli ex capitano rossonero dello Scudetto vinto due stagioni fa, e ancora una campagna di Europa League che unisce diversi giocatori di entrambe le squadre. Jovic fu vice capocannoniere dell’edizione 2018-19 con il Francoforte alle spalle di Olivier Giroud, che con 11 gol vinse il titolo di capocannoniere e sollevò la coppa vincendo in finale contro l’Arsenal, sua ex squadra. Quel Chelsea era allenato da Maurizio Sarri, che oltre a Giroud contava su Pedro – oggi alla Lazio – e su Ruben Loftus Cheek, autore di dieci reti stagionali, una delle quali in semifinale contro il Francoforte di Luka Jovic. 

Potrebbe interessarti anche:

Check out other tags:

Gli articoli più letti