Koulibaly, insulti razzisti dopo Fiorentina-Napoli: la ricostruzione

Kalidou Koulibaly ieri è stato vittima di uno spiacevole episodio di razzismo: le sue parole e le reazioni del mondo del calcio.

Un altro bruttissimo episodio di razzismo ha visto vittima Koulibaly al termine del match tra Fiorentina e Napoli. L’ennesima dimostrazione di come l’Italia abbia un problema serio col razzismo e di quanto ci sia urgenza di affrontarlo. Dopo il caso che ha riguardato Maignan qualche settimana fa, ora Koulibaly è stato oggetti di insulti razzisti e la situazione non è più sostenibile. Un’altra vergogna si è consumata ieri al Franchi: i dettagli dell’accaduto.

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Insulti razzisti a Koulibaly: cosa è successo

Il Napoli si è imposto sul campo della Fiorentina al termine di un match molto combattuto, che ha regalato ai partenopei la settima vittoria consecutiva in campionato. Dopo il triplice fischio finale, il difensore partenopeo è stato fischiato e insultato insieme a Osimhen e Zambo Anguissa, perdendo le staffe quando si è sentito chiamare “Scimmia”.

“Hai detto scimmia a me? Vieni qui a dirmelo, vieni qui a dirmelo in faccia!”: queste le parole di Koulibaly, trattenuto a forza da un dirigente del Napoli. Comprensibile la reazione del senegalese, che da anni ormai finisce ciclicamente al centro di situazioni del genere e deve subire costantemente questi pesanti e vergognosi insulti.

Alla fine la situazione è rientrata, con Koulibaly condotto negli spogliatoi e la Fiorentina che ha chiesto scusa al giocatore e al Napoli per il comportamento del “tifoso”. Si attendono però ora provvedimenti importanti, perché situazioni del genere non sono più tollerabili.

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Il sostegno del mondo del calcio

Sono arrivato prontamente molti gesti di solidarietà nei confronti del senegalese. Tra tutti il compagno di squadra Victor Osimhen, vittima anche lui di quegli insulti, che su Instagram ha scritto: “Fate capire ai vostri figli quanto sia disgustoso odiare un individuo per il colore della sua pelle”.

La Fiorentina anche si è subito schierata a sostegno del calciatore azzurro, col DG Joe Barone che ha presentato le scuse del club. Anche il Milan, che poco tempo fa ha affrontato una situazione del genere con Maignan, ha preso posizione al fianco di Koulibaly: “Non ci deve essere spazio per il razzismo. Continuiamo a combattere uniti, a sostegno dell’uguaglianza sociale e dell’inclusione”.

Tanti anche i messaggi di altri calciatori, come quello di Diawara della Roma: “Forza grande Koulibaly”, e di esponenti di altri mondi, come Matteo Renzi: “Koulibaly è un grande campione, chi lo ha insultato ieri è un piccolo meschino”.

Infine, è arrivato anche il commento su Twitter dello stesso Koulibaly «”Scimmia di merda”. “Putain de singe”. “Fucking monkey”. Mi hanno chiamato così. Questi soggetti non c’entrano con lo sport. Vanno identificati e tenuti fuori dagli stadi: per sempre».

E ha ragione Koulibaly: questa gente va tenuta fuori dagli stadi. Urgono provvedimenti per una situazione non più sostenibile da tempo.

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