juventus women
Fonte Immagine: @juventus (Instagram)

La Juventus Women domina il calcio italiano femminile da quattro stagioni, in maniera anche più netta della sua controparte maschile: come siamo arrivati a questo punto?

Ieri hanno sollevato la Supercoppa italiana, la seconda consecutiva; sono in testa al campionato, dopo aver vinto tutte e dieci le partite fin qui disputate (tra cui gli scontri diretti con Fiorentina, Milan e Roma). La Juventus Women è ormai da quattro stagioni lo schiacciasassi del campionato femminile, nettamente superiore alle avversarie e quasi imbattibile (ha perso appena 4 partite di Serie A su 70 disputate, l’ultima il 27 marzio 2019 col Sassuolo).

Attualmente, punta sicura al quarto campionato consecutivo, che significa banalmente che ha vinto tutti quelli a cui ha partecipato. È detentrice della Coppa Italia, vinta nel 2019 (la scorsa edizione è stata sospesa a causa della pandemia) e della Supercoppa italiana, che perso l’unica volta nel 2018. Ma come è nata questa superpotenza del calcio femminile italiano?

Un po’ di Cuneo, un po’ di Brescia

La storia del calcio femminile in Italia è sostanzialmente una storia di dilettantismo e di squadre spesso scollegate dai più noti club maschili (o, al massimo, che ne riprendevano nomi e colori su permesso di questi ultimi, pur restando società distinte). Quel periodo, iniziato nel 1968, è stato segnato da squadre come la Torres e il Bardolino, ma si è di fatto concluso nel 2017, quando il campionato è stato vinto per la prima volta da un club diretta emanazione di una società maschile: la Fiorentina, fondata all’inizio della stagione precedente.

juventus women
Fonte Immagine: @ritaguarino11 (Instagram)

L’apertura alle succursali femminili è stato un passo decisivo nella crescita del movimento in Italia, e i bianconeri sono stati tra i primi a impegnarcisi, fondando nel luglio 2017 la Juventus Women. La squadra esisteva già a livello giovanile, ma con la riforma voluta dalla FIGC poté fare il salto in Serie A, rilevando il titolo sportivo del Cuneo. Per la guida tecnica, fu scelta Rita Guarino, torinese e con un grande passato da attaccante nella Torres e in Nazionale. Guarino aveva iniziato la propria carriera nella Juve Piemonte, uno di quei club femminili che riprendevano nome e colori di quelli maschili, e nel 2017 era allenatrice dell’Italia Under17.

Leggi anche:  Perché Megan Rapinoe è sorpresa per il premio della FIFPro

Rispetto agli altri club, sempre alle prese con problemi economici, la Juventus Women poteva contare su risorse assolutamente fuori scala nel calcio femminile italiano. Grazie ad esse, la società bianconera comprò praticamente in blocco l’ossatura del Brescia, piccolo club che era stato campione d’Italia nel 2016 e aveva poi conteso il titolo alla Fiorentina.

Sara Gama, Valentina Cernoia, Martina Rosucci, Barbara Bonansea, Cecilia Salvai e Martina Lenzini si trasferirono alla Juventus Women, seguite da alcune delle migliori calciatrici degli altri club di Serie A (Lisa Boattin e Aurora Galli dall’AGSM Verona, Arianna Caruso dalla Res Roma, Sofia Cantore e Benedetta Glionna dalla Fiammamonza) e da degli acquisti internazionali (Ingvild Isaksen dallo Stabaek, Tuija Hyyrynen dal Fortuna HJorring, Laura Giuliani dal Friburgo).

La costruzione dei successi della Juventus Women

Gli equilibri del calcio femminile italiano cambiarono radicalmente: in un colpo solo, la Juventus Women si era assicurata l’ossatura della Nazionale e aveva nettamente indebolito una delle principali rivali nella corsa al titolo. Lo status dilettantistico delle giocatrici permisse alla società bianconera di costruire una squadra a costo molto basso, non dovendo corrispondere al Brescia o alle altre squadre il costo del cartellino delle calciatrici.

juventus women
Fonte Immagine: @cristianagirelli (Instagram)

Il Brescia resistette, investendo sulle giovani e arrivando ancora secondo in campionato, agli ottavi di Champions League e vincendo la Coppa Italia. In estate, però, la squadra si sciolse: la crescita dei costi del campionato e l’impossibilità di competere economicamente con le succursali dei club maschili affossarono la squadra. Il titolo sportivo e gran parte delle sue giocatrici furono trasferiti al Milan, mentre la stella Cristiana Girelli si accasò alla Juventus Women.

Leggi anche:  Quali sono i nomi dei ruoli nel calcio femminile?

Questo processo di rivoluzione della Serie A femminile è stato decisivo per i successi delle bianconere: essendo approdata nel settore molto presto, la Juventus ha potuto approfittare del momento e, con un progetto strutturato e ambizioso, assicurarsi subito il meglio disponibile in Italia. A questo, negli anni, ha fatto seguito una campagna acquisti ricercata, che ha portato in rosa alcuni importanti nomi internazionali (Eniola Aluko, Sofie Junge Pedersen, Lianne Sanderson, Linda Sembrant) e delle giovani straniere di prospettiva (Andrea Staskova, Dalila Ippolito).

L’ostacolo europeo

Sebbene in Italia non abbia rivali, la Juventus Women si ritrova oggi in un limbo da cui è difficile uscire: troppo forte per la Serie A, troppo debole per l’Europa. In tre anni di partecipazioni alla Champions League, le bianconere non hanno mai vinto una partita, venendo sempre eliminate ai sedicesimi di finale. La Champions femminile funziona diversamente da quella maschile: le squadre dei principali campionati accedono direttamente alla fase a eliminazione diretta, che si articola in cinque turni di andata e ritorno.

Nella sua prima apparizione, la Juventus Women uscì a sorpresa contro le danesi del Brondby, pareggiando 2-2 a Torino e poi perdendo 1-0 in trasferta. Nei due anni successivi, contro le bianconere si è messo pure il sorteggio, che le ha messe subito di fronte a due delle squadre più forti d’Europa, il Barcellona (0-2 e 1-2) e nelle scorse settimane il Lione (2-3 e 0-3). Per contro, la Fiorentina disputerà a marzo gli ottavi di finale, dopo aver eliminato lo Sparta Praga.

Da questo punto di vista, la Juventus Women è un po’ lo specchio del calcio femminile italiano, che ancora non è riuscito a fare il salto di qualità (tecnico, ma prima ancora economico) per mettersi al livello dei principali movimenti del continente. Al momento, il divario tra la più forte squadra italiana e le migliori formazioni spagnole, francesi, inglesi e tedesche è ancora molto ampio, quasi quanto quello che separa le bianconere dalle loro avversarie in Serie A.

Leggi anche:  Il calcio femminile e il rapporto con i media
juventus women
Fonte Immagine: @unojuventinoanapoli (Instagram)

Seguici sul nostro sito, resta aggiornato CLICCA QUI e contattaci sui nostri social: Instagram, Facebook, Twitter e Flipboard!