Allegri cambia la Juventus: spazio al 3-5-2?

La Juventus contro il PSG è tornata al vecchio modulo che fece la fortuna del suo ultimo ciclo vincente: il 3-5-2 diventerà il modulo standard dei bianconeri?

Qualcuno ha festeggiato, martedì sera, quando ha scoperto che la Juventus sarebbe scesa in campo a Parigi con il 3-5-2: un ritorno al passato, agli anni in cui i bianconeri, prima con Conte e poi con il primo Allegri, dominavano la Serie A e facevano due finali di Champions League.

Viene da chiedersi ora se non sia questo il futuro dei bianconeri di oggi, con Allegri che dopo aver provato a tornare alla difesa a quattro, suo schieramento ideale ai tempi di Cagliari e Milan e riportato in bianconero da Sarri e Pirlo, ora potrebbe decidere un’altra modifica tattica alla sua squadra.

Juventus, i vantaggi del 3-5-2

Il passaggio al 3-5-2 visto a Parigi ha dato risultati altalenanti, dando maggiore fiducia solo nella ripresa, ma in generale ha fatto sembrare Vlahovic meno isolato in attacco rispetto alle precedenti uscite. Kostic, che finora non ha brillato schierato da ala, si trova sicuramente più a suo agio a fare l’esterno sinistro a centrocampo, come visto a Francoforte, e per le sue qualità anche Cuadrado potrebbe rivelarsi più pericoloso in zona offensiva schierato in questo ruolo sulla destra.

Poi viene la questione della difesa. Sia Bonucci che Bremer hanno fatto le cose migliori in carriera in uno schieramento a tre, e questo consentirebbe di dare maggiore stabilità al reparto arretrato, a cui probabilmente si aggiungerebbe Danilo come interno destro. In questo modo, la Juventus potrebbe anche gestire meglio la scarsità di terzini nella sua rosa, passando a un modulo che prevede unicamente due esterni in campo.

Juventus, i contro del 3-5-2

Se il nuovo modulo sperimentato da Allegri al Parco dei Principi sarebbe congeniale per la gestione della difesa dei bianconeri, il problema si sposterebbe in attacco: la rosa della Juventus e il calciomercato estivo sono stati chiaramente improntati alla costruzione di una squadra che deve giocare con l’attacco a tre o con tre mezzepunte dietro al centravanti.

Un fronte offensivo a due avrebbe l’ovvio problema di come schierare degli esterni come Di Maria e Chiesa, così come il giovane Soulé, che sono tutti attaccanti esterni. Allegri sembra convinto di poter ottenere ottime cose da una coppia offensiva composta da Vlahovic e Milik, ma un attacco di questo tipo avrebbe nei fatti una sola riserva, e cioé Kean.

Una sorpresa potrebbe essere se l’allenatore toscano decidesse di passare invece a un 3-4-3, che però rappresenta un modulo da lui mai sperimentato. È più facile, allora, che il 3-5-2 visto a Parigi rimanga una soluzione d’emergenza, funzionale in questo momento in cui le scelte in avanti sono limitate dagli infortuni.