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Italia Brasile 1994, quando Baggio vide una porta nel cielo

Nella carriera di Roberto Baggio, uno dei momenti chiave è Italia Brasile 1994: la finale del Mondiale americano, in cui il Divin Codino sbaglia l’ultimo rigore dopo aver trascinato gli azzurri a suon di gol e prodezze

Nella vita di ogni appassionato di calcio, ci sono tante partite importanti ma poche che rimangono nella mente per sempre. Appartiene a questa categoria Italia Brasile 1994, ultimo atto di un Mondiale a dir poco romanzesco per gli azzurri guidati da Arrigo Sacchi. Certamente non può essere una partita come le altre per Roberto Baggio, arrivato a quell’evento da trascinatore azzurro e poi protagonista sfortunato del match.

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Nel giorno dell’uscita del film “Il Divin Codino” su Netflix, ripercorriamo quella partita e quell’avventura Mondiale, nella quale Baggio ha regalato vera e propria magia in senso calcistico chiudendo con uno schiaffo dal destino.

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Mondiale ’94, Baggio salva gli azzurri dal flop

Prima di concentraci su Italia Brasile 1994, è opportuno ripensare al percorso dell’Italia al Mondiale americano. Un cammino ricco di insidie fin dalla fase a gironi, con la sconfitta all’esordio contro l’Irlanda e la perdita per infortunio di Franco Baresi. Gli azzurri passano il turno come migliore tra le terze, rendendo ben al di sotto delle proprie possibilità.

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Il più irriconoscibile di tutti è proprio Roberto Baggio che però, da grande fuoriclasse qual è, si sveglia al momento giusto. Agli ottavi di finale contro la Nigeria, sotto di un gol e con poche idee, gli azzurri vengono salvati dal Divin Codino che poi si conferma nelle partite successive. Portano la firma di Baggio, infatti, sia la rete decisiva contro la Spagna ai quarti che la doppietta alla Bulgaria in semifinale. Un percorso sempre più entusiasmante, come quello di Paolo Rossi e dell’Italia nel 1982. Per il titolo iridato, manca solo l’ultimo e più difficile ostacolo.

Italia Brasile 1994
Fonte: Instagram (@roberto_baggio10)

Italia Brasile 1994, il racconto della finale

Tra gli azzurri e la quarta Coppa del Mondo si frappone il Brasile, arrivato in finale grazie ad un mix tra solidità difensiva e grande qualità in avanti. Le due squadre si affrontano il 17 luglio 1994 a Pasadena e, come da tradizione, in casa Italia non mancano i dubbi. Il più grande riguarda le condizioni di Baggio che, nella partita contro la Bulgaria, ha rimediato un infortunio muscolare.

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Il Divin Codino che ha trascinato i suoi compagni a suon di gol e prodezze, non vuole saperne di saltare la finale e scende in campo nonostante le precarie condizioni. Anche Baresi recupera a tempo di record, dopo l’operazione al menisco successiva contro l’Irlanda. Con suoi due leader in campo e con una squadra ogni partita sempre più coesa ed entusiasmante, Sacchi affronta il collega Parreira per diventare la prima Nazionale ad aggiudicarsi il quarto Mondiale.

La partita è povera di occasioni, con i giocatori soffocati da un caldo che è stato il vero protagonista di USA ’94. Massaro e Romario hanno le principali palle gol, ma non mostrano la necessaria lucidità sotto porta. Si arriva dunque ai rigori, per la prima volta nella storia di una finale Mondiale. Una serie sfortunata per l’Italia fin dall’inizio, con l’errore di Baresi e la successiva parata di Taffarel su tiro di Massaro.

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Tocca a Baggio il compito di regalare un’ultima speranza agli azzurri, sperando poi in un eroe dell’ultimo rigorista brasiliano Bebeto. Il Divin Codino, solitamente quasi infallibile dal dischetto, calcia alle stelle quasi come se avesse visto una porta nel cielo (il titolo della sua autobiografia). Questo errore scatena la festa brasiliana, regala agli azzurri una delusione enorme e a Baggio un incubo ricorrente, nonostante le numerose soddisfazioni successive nella sua straordinaria carriera

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Paolo Lora Lamia
Classe ’92, ho la vocazione del giornalismo sportivo fin dall’adolescenza. Adoro il calcio, la sua storia e una narrazione sportiva tesa ad emozionare più che a creare polemiche. Giornalista pubblicista dal 2019, cofondatore di Mondoprimavera.com, collaboratore presso Gruppo GEDI e La Giovane Italia e opinionista sportivo per Toscana TV. Ho un debole per il calcio inglese (e per il Liverpool in particolare).

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