Polemiche e il rifiuto a riscaldarsi: c’è un caso Isco al Real Madrid

Durante la partita col Granada Isco, inizialmente in panchina, avrebbe rifiutato l’ordine dello staff di Ancelotti di andare a riscaldarsi

Prima Philippe Coutinho durante una della ultime partite del Barcellona, ora il caso del rifiuto a riscaldarsi scoppia in casa Real Madrid. Il protagonista è Isco, uno dei giocatori maggiormente messo ai margini di Merengues, chiamato – durante la partita contro il Granada – a prepararsi per entrare in campo.

Isco, polemiche per il riscaldamento

Il particolare è stato raccontato da un giornalista spagnolo, che ha ricostruito la dinamica dell’accaduto. Isco era stato inizialmente mandato a scaldarsi assieme a Camavinga e Jovic, ma quando questi due sono stati mandati in campo lo spagnolo si sarebbe risentito.

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Per tutta risposta il trequartista si sarebbe nuovamente accomodato in panchina, nonostante i ripetuti richiami dello staff di Ancelotti che lo intimava a continuare gli esercizi. Inviti ignorati e partita continuata seduto quasi fino alla fine, con aria corrucciata annessa e prontamente ripresa dalle telecamere spagnole.

Umiliato e ai margini, Isco è prigioniero del Real Madrid

Così, a dieci minuti dalla fine, Ancelotti ha comunque deciso di vestire i panni del pompiere e di coinvolgere ugualmente il calciatore, spedito in campo al posto di Modric. Tuttavia, è ovvio che in casa Real Madrid un caso esista, e andrà affrontato al più presto.

Addio Real Madrid

Arrivato al club nel 2013 dietro al pagamento di un assegno da 30 milioni di euro al Malaga, il centrocampista offensivo spagnolo ha un contratto in scadenza nel prossimo mese di giugno quando, finalmente, la società si toglierà dal bilancio un ingaggio monstre mai giustificato per ciò che si è visto in campo.

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Uno stipendio che di fatto ha sempre allontanato le eventuali pretendenti per Isco, che però a parametro zero – e rivedendo un po’ le proprie pretese economiche – potrebbe finalmente cambiare aria per approdare in una squadra in grado di dargli fiducia e minuti.

Nelle ultime settimane sono stati fatti anche i nomi di Juventus e Milan, entrambe interessate allo spagnolo, che in Serie A – a quasi 30 anni – tornerebbe a essere uno di quei profili di prima fascia che tanto promettevano ai tempi di Malaga.

A oggi, invece, ha avuto pochissimo minutaggio e soltanto per partite già messe in ghiaccio, tipo quella stravinta a Nuevo Los Carmenes, oppure per dare turnazioni a titolari e seconde linee. Troppo poco, per un talento che ha perso la maggior parte di una carriera piena di battute d’arresto e delusioni.

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