Inter in vetta, non solo gioco: il dato eclatante

L’Inter sta dominando la stagione grazie al gioco e ai suoi campioni, ma c’è anche un altro dato significativo: ha avuto meno assenze delle sue rivali.

In testa alla classifica lo è solo virtualmente, l’Inter, che in realtà si trova seconda a un punto dal Milan, ma ha una partita da recuperare col Bologna, che le consentirebbe di tornare in cima alla Serie A.

Un risultato frutto dell’ottimo gioco che Simone Inzaghi ha saputo dare alla squadra, e di giocatori decisamente importanti come Lautaro, Dzeko, Barella, Brozovic, Dumfries eccetera. Ma non è tutto qui, perché c’è un dato che aiuta a spiegare ulteriormente la stagione di successo dell’Inter: ha avuto molte meno assenze delle sue dirette contendenti per il titolo, Milan e Napoli.

Inter, il campionato si vince con… gli infortunati

È significativo che, in questa stagione ancora molto complicata sul fronte sanitario, i nerazzurri siano riusciti a essere praticamente risparmiati dal Covid, evitando focolai o anche contagi singoli nel gruppo squadra, cosa che invece è spesso successa ad altri club.

Ma, in generale, l’Inter ha avuto fin qui molta fortuna con le assenze durante la stagione: in totale, i giocatori di Inzaghi hanno perso solo 51 partite per motivazioni fisiche o sanitarie. La situazione più fastidiosa, su questo fronte, è quella del Tucu Correa, che dovrebbe rientrare il 4 marzo da un infortunio alla coscia e che è stato tormentato da vari problemi fisici dal suo arrivo a Milano, mancando dai disponibili in ben 18 incontri.

A parte l’argentino, all’Inter è andata fino a questo momento abbastanza bene, dal punto di vista delle assenze indesiderate. Anche Arturo Vidal, spesso accusato di non essere fisicamente integro, ha subito un solo infortunio, a settembre, che gli ha fatto perdere due partite, e successivamente è rimasto assente per problemi influenzali tra novembre e dicembre, mancando in tuttoper altri 6 match. E questi sono stati i due casi più gravi.

Il confronto con Napoli e Milan

Tutt’altro sta accadendo al Napoli terzo in classifica e allenato dall’ex-interista Luciano Spalletti. I partenopei, in poco più di metà stagione, si sono scontrati con un’impressionante serie di infortuni: Diego Demme ha praticamente saltato tutto il girone d’andata, tra la rottura del legamento e il Covid; Lorenzo Insigne si è fermato per sette diversi motivi fisici e sanitari, e stessa cosa èsuccessa a Ounas; Lobotka, Zambo Anguissa, Lozano e Politano sono al momento ancora in infermeria.

E poi c’è stato ovviamente il brutto infortunio allo zigomo capitato a Victor Osimhen, il miglior giocatore dei campani, che ha privato la squadra del suo bomber per 12 partite.

Peggio ancora è capitato al Milan, il cui momentaneo primo posto in Serie A è quasi un miracolo, considerando le numerose assenze con cui si è dovuto confrontare Stefano Pioli. Cominciamo con la lesione al polso di Maignan, che ha costretto a cautelarsi con l’ingaggio dello svincolato Mirante, e arriviamo alla rottura del crociato da parte di Simon Kjaer. M ain mezzo si possono citare anche i problemi occorsi a Calabria, Florenzi, Rebic, Tomori, Messias e ovviamente ai due centravanti, Ibrahimovic e Giroud, che insieme hanno mancato 21 partite.

I numeri sono abbastanza chiari: mentre l’Inter le assenze cruciali dell’Inter ammontano a un totale di 51 partite stagionali, quelle del Napoli arrivano a 129, mentre quelle del Milan addirittura a 165. Oltre ai loro indubbi meriti, quindi, i nerazzurri hanno potuto fare affidamento anche su una invidiabile forma atletica, che ha dato maggiore continuità alla squadra.

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