Inter cosa significa che il club dovrà avere 60 milioni di attivo

Il numero magico dell’Inter, questa estate, è 60 milioni: è questa la cifra di attivo che il club nerazzurro dovrà far registrare a settembre. Spieghiamo perché e cosa significa.

I tifosi dell’Inter si sentono ripetere questa cifra ormai almeno da maggio: 60 milioni di attivo entro il 1° settembre, cioè alla chiusura del mercato. Guadagni importanti necessari a evitare un peggioramento della situazione finanziaria del club, che nonostante i sacrifici della scorsa estate continua a essere complicata (il bilancio registra ancora un passivo di 120 milioni, e a breve sarà necessario un altro settlement agreement con la UEFA).

Ma in cosa consistono più esplicitamente questi numeri, e quali conseguenze avranno sul mercato dell’Inter nei prossimi due mesi? Cerchiamo di chiarire i punti più oscuri del discorso dei “60 milioni di attivo” necessari ai nerazzurri.

Inter: la verità sui 60 milioni di attivo

Per prima cosa, occorre chiarire che il saldo positivo che dev’essere registrato dall’Inter riguarda la differenza tra acquisti e cessioni, e non in generale tra tutte le spese e tutti i guadagni del club. Il che ha un’ovvia ricaduta in termini di mercato: l’Inter dovrà cedere necessariamente qualche pezzo grosso per fare un attivo di 60 milioni, e l’ipotesi più accreditata al momento riguarda Skriniar.

La deadline per registrare questi numeri, però, è slittata avanti: non si tratta, infatti, del 1° settembre 2022, come si legge spesso in giro, ma del 30 giugno 2023, ovvero quando si chiuderà il bilancio della prossima stagione. In mezzo, quindi, non c’è solo l’attuale finestra di mercato, ma anche quella di gennaio 2023: il tempo per raggiungere l’obiettivo è dunque abbastanza ampio.

L’obiettivo dell’Inter e di Marotta, comunque, è di raggiungerlo se possibile già quest’estate, per dover evitare cessioni eccellenti a stagione in corso, rischiando di compromettere la corsa scudetto della squadra di Simone Inzaghi.

Inter, 60 milioni di attivo necessari: a che punto siamo

Una cessione di peso sarà dunque necessaria, forseanche più di una. La verità è che, al momento, i nerazzurri sono abbastanza indietro sull’obiettivo fissato dalla proprietà: il saldo attuale della campagna acquisti è in negativo di 17,5 milioni di euro.

Finora, l’Inter ha acquistato Onana, Asllani, Bellanova, Mkhitaryan e Lukaku, per un esborso totale di 25 milioni: se il portiere camerunense e il centrocampista armeno sono arrivati a parametro zero, le altre novità hanno tutte avuto un costo. Asllani è arrivato per 14 milioni, Lukaku per 8 e Bellanova con un prestito oneroso a 3 milioni. In tutto questo, inoltre, non si stanno contando i bonus eventuali (ad esempio, quelli di Lukaku sono legati alla conquista dello scudetto) e il possibile riscatto del terzino ex-Cagliari, fissato a 7 milioni.

Sul fronte delle cessioni, invece, i nerazzurri hanno concluso solamente due uscite: quella di Di Gregorio al Monza (4 milioni) e quella di Gravillon al Reims (3,5 milioni). Ecco perché urge almeno un’altra partenza, se non di più: per Skriniar, Marotta chiede infatti 80 milioni (ma la sua cessione andrebbe coperta con l’arrivo di Bremer, che potrebbe costare intorno ai 25 milioni), ma in ballo c’è anche l’addio di Pinamonti, da cui l’Inter spera di ottenere altri 20 milioni. Non dovessero bastare, sul mercato finirebbe anche De Vrij, valutato 15-20 milioni.