Perché gli inglesi dicono “It’s coming home” | Origine e significato

L’Inghilterra continua a ripetere il mantra “It’s coming home”. Ma da dove viene questo motto? Perché sta generando polemica?

Questa sera l’Inghilterra ha l’occasione di conquistare la finale degli Europei. Di fronte ci sarà la rivelazione Danimarca, da battere per raggiungere l’Italia nell’atto finale di Wembley. Il cammino inglese sta procedendo a gonfie vele, col pubblico che ripete come un mantra “It’s coming home”. Nonostante la formula itinerante, l’Inghilterra ha praticamente giocato tutto l’Europeo in casa, disputando le tre partite del girone del girone e l’ottavo di finale con la Germania a Wembley. Poi il quarto a Roma, e di nuovo stasera, e nell’eventuale finale, a Londra. Un Europeo in casa quindi, che ha fatto schizzare alle stelle l’entusiasmo inglese e il loro orgoglioso “It’s coming home”.

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“It’s coming home”: la polemica di Schmeichel

In pieno clima prepartita, il portiere della Danimarca, Kasper Schmeichel, in conferenza stampa ieri ha lanciato una frecciatina all’Inghilterra, chiedendosi il perché di quel motto se l’Inghilterra ha vinto un solo trofeo. Come fa a tornare a casa il torneo se l’Inghilterra non ha mai vinto l’Europeo?

Una polemica sicuramente mirata a riscaldare gli animi prima della grandissima sfida di stasera, ma che nasconde anche una diffusa incomprensione. Si pensa infatti, generalmente, che “It’s coming home” sia riferito al Mondiale del 1966, primo e unico grande trofeo vinto dai Tre Leoni, tra l’altro in casa. Il portiere danese ha infatti specificato come l’unico trofeo vinto dall’Inghilterra sia appunto il mondiale, mai l’Europeo.

Allora perché gli inglesi continuano a ripetere “It’s coming home”? È un grande malinteso? Assolutamente no. Il motto è effettivamente legato agli Europei, quelli del 1996, giocati appunto in Inghilterra.

Perché in Inghilterra si dice “It’s coming home”

Se non hanno mai vinto il trofeo, perché quindi gli inglesi dicono che sta tornando a casa? Il riferimento è in realtà al calcio, non prettamente al trofeo, e richiama l’Europeo del 1996, organizzato appunto, con tantissime aspettative, dall’Inghilterra. Il motiverto viene dalla canzone “Three Lions” nel ’96 in occasione dei campionati europei. Musica di Ian Broudie dei Lightning Seeds e resto di due famosi comici britannici: Frank Sinner e David Baddiel.

Il pezzo diventa l’inno ufficiale del calcio inglese per quegli Europei, con la speranza che la Nazionale potesse riportare il calcio a casa, dove era nato, come nel 1966. La realtà è stata poi ben diversa, con gli inglesi che sono caduti in semifinale contro la Germania a Wembley, con il rigore decisivo sbagliato proprio dall’attuale CT Gareth Southgate. La canzone era quindi caduta nel dimenticatoio, almeno finora.

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Il motivetto è tornato in auge in occasione del primo match degli Europei, quando dopo la vittoria con la Croazia, il celebre ex leader degli Oasis, Liam Gallagher, ha scritto su Twitter “It’s coming home”. Da lì questo mantra è tornato a rappresentare il percorso della Nazionale inglese, chiamata al compito, come nel 1996, di riportare a casa il calcio.

Nessun equivoco, ma solo il ripescaggio di una vecchia canzone. Un po’ come successo per l’Italia con “Notti magiche”, che nel 1990 non aveva condotto gli azzurri al successo mondiale in casa, ma ripescata ora soprattutto con le prime partite del girone in casa, a Roma.

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