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Cos’è l’indice di liquidità che blocca il calciomercato in Serie A

Mai come in questi giorni l’argomento cardine in tema calciomercato riguarda principalmente l’indice di liquidità. Si tratta di una regolamentazione imposta dalla FIGC alle squadre che partecipano alla Serie A. Una regola che, in effetti, sta già bloccando il mercato di molte squadre della massima divisione italiana. Ma in che cosa consiste, nello specifico?

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Che cos’è l’indice di liquidità

L’indice di liquidità riguarda il rapporto tra due aspetti separati ma in realtà simili, oltre che molto specifici. Cioè il rapporto tra le Attività Correnti (quindi AC) e le Passività Correnti (ovvero PC). Questa tipologia di coefficiente dunque opera con l’intento di calcolare la capacità finanziaria di un singolo club della Serie A di poter pagare i debiti con i suoi creditori, come spiegato recentemente anche da La Gazzetta dello Sport.

In realtà la regolamentazione non è una novità vera e propria, poiché la FIGC l’ha resa efficiente già dall’anno 2015. Pur essendo una regola già esistente, in questi anni non si è parlato molto dell’indice di liquidità perché i club non avevano mai avuto grosse o particolari difficoltà nel rispettarlo. O quantomeno non si era poi dimostrata una questione decisiva per le spese di calciomercato.

Ogni anno, però, il limite minimo dell’indicatore da seguire viene abbassato. E in questa stagione estiva di calciomercato molti club stanno trovando difficoltà perché – come spiegato anche da Calcio e Finanza – il limite è di 0,8 che poi è stato spostato a 0,6 per via della pandemia nel corso della sessione di calciomercato pre inizio Serie A.

Sampdoria e Lazio in difficoltà

Al momento – sempre come riportato dalla Gazzetta – le squadre che si troverebbero più in difficoltà con questa impostazione sarebbero Sampdoria e Lazio. Entrambe le squadre, difatti, hanno vissuto un mercato piuttosto bloccato. La Sampdoria di Ferrero ha infatti agito prevalentemente attraverso prestiti e ritorni di prestiti, al di là dell’arrivo in panchina dell’ex tecnico del Parma Roberto D’Aversa.

La Lazio (che ha investito molto su Sarri come guida tecnica) vive invece una situazione anche più complessa, poiché ha un’evidente necessità di dover vendere per poi comprare. L’indiziato principale a lasciare il club dovrebbe essere “El Tucu” Correa, finito nel mirino dell’Inter per sostituire Lukaku ma pure di altre squadre. Solo vendendo (e facendolo a cifre alte), però, i biancocelesti potranno sperare di acquistare altri calciatori.

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L’obiettivo finale, ovviamente, resta quello di rientrare nei limiti fino alla data di scadenza del calciomercato, fissata per quest’anno al 31 agosto. Lo strumento migliore per superare l’ostacolo dell’incide di liquidità, in pratica, è uno solo: vendere per poi mettersi nelle condizioni di comprare. Un’azione che in tempi normali sarebbe anche normale. Ma che, al momento, non va data per scontata.

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Claudio Agave
Giornalista pubblicista dal 2017. Direttore della testata theWise Magazine, redattore per il sito gonfialarete.com, scrittore. "Il calcio é la cosa più importante delle cose meno importanti"

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