Il Manchester City non può fare a meno di Gundogan

Duttile, affidabile e ora anche decisivo in zona gol: Ilkay Gundogan è uno dei giocatori fondamentali per il Manchester City di Guardiola

Kevin De Bruyne non c’era, ma alla fine non ha fatto molta differenza. A prendersi la copertina – e non è la prima volta in stagione che accade – della partita tra WBA e Manchester City è stato Ilkay Gundogan, che in assenza del campione belga ha deciso di farsi eleggere come mvp, segnando una doppietta che ha contribuito a spianare la strada al team di Guardiola nella roboante vittoria maturata nelle Highlands.

Una doppietta, quella segnata dall’ex Borussia Dortmund, a corredo di una prestazione pressoché perfetta: “Dovete sapere che prima ancora di essere un calciatore eccezionale – ha detto il manager catalano a fine partita – Gundogan è un uomo eccezionale”. L’investitura non sorprende, perché il centrocampista tedesco è ormai una colonna di questo Manchester City, squadra che – almeno in questa prima metà di stagione – parrebbe essere tornata ai suoi massimi livelli.

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Fonte immagine: @IlkayGuendogan (Twitter)

Gundogan, risorsa irrinunciabile

Così come (pochi, va detto) altri elementi della rosa, Ilkay Gundogan può essere quindi tranquillamente considerato come una delle pietre angolari del Manchester City. Il motivo? In realtà ce n’è più di uno, a cominciare dal fatto che il centrocampista, da quando è sbarcato in Inghilterra, ha portato in dote alcune delle caratteristiche che si sposano perfettamente con quelli che sono stile e filosofia di gioco di Guardiola.

D’altronde, fu proprio il manager catalano a caldeggiarne l’acquisto nell’estate del 2016, quando il Manchester City staccò un assegno da 26 milioni di euro per assicurarselo. Un investimento importante, che al principio – causa qualche problema fisico di troppo – pareva non poter dare i propri frutti. Invece, col passare del tempo, Gundogan è diventato centrale nell’assetto pensato da Guardiola: “Di lui mi fido – confidò in un’intervista qualche tempo fa – è un ragazzo posseduto dai dettagli: va solo capito”.

 

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Duttilità al comando

In effetti, da quando è al Manchester City, Gundogan ha giocato un po’ ovunque. Il contesto tattico molto fluido e in continua trasformazione, ovviamente, richiede una costante evoluzione degli interpreti. Da quando gioca in Inghilterra, l’ex BVB si è mosso da play davanti alla difesa, ma soprattutto da centrocampista centrale (ruolo che predilige). Talvolta, però, Guardiola gli ha chiesto di muoversi in zona più decentrata (mezzala sinistra) o più avanti, da trequartista “costruito”.

Il risultato è sempre stato il medesimo, perché Gundogan si è rivelato affidabile e concreto. Poco più di un anno fa, inoltre, pare che Pep ci stesse lavorando su per trasformarlo anche in difensore centrale, in modo da tappare in maniera definitiva la falla centrale provocata dai tantissimi infortuni. Poi non se ne fece nulla, più indietro “retrocesse” Fernandinho e Gundogan è rimasto a fare ciò che sa fare meglio, muovendosi nel cuore della mediana.

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Fonte immagine: @IlkayGuendogan (Twitter)

Statistiche da capogiro

Con la doppietta segnata a The Hawthorns, Gundogan ha ufficialmente migliorato il suo score stagionale, salendo a quota 7 gol in Premier League. Per trovare il record precedente bisogna andare a ritroso fino al 2018/19, quando si fermò a quota 6, mentre nelle altre stagioni – soprattutto per quanto riguarda il campionato – le statistiche non sono nemmeno minimamente paragonabili.

Probabilmente, però, nessuno si immaginava un rilancio così efficace, visto che – non appena arrivato al Manchester City – dovette fare i conti prima con un infortunio alla rotula e poi con la brutta rottura del legamento crociato. La sua assenza, a posteriori, si può considerare più che penalizzante per Guardiola, visto che il giocatore sta rendendo oggi.

Invece, soprattutto in chiave Champions League, Gundogan può essere davvero un’arma in più, per la sua esperienza e per come si può adattare a giocare sull’avversario, con Pep che anche grazie alla sua versatilità può permettersi di variare spartito anche a match in corso. Sarà la volta buona? Lo sperano i tifosi del City, ma anche lui, che alla Champions League ci è andato a tanto così, prima di perderla rovinosamente contro il Bayern Monaco.

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Andrea Bracco
Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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