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Tutti pazzi per Gomez: perché Papu piace così tanto?

In uscita dall’Atalanta, Papu Gomez sta sfogliando la margherita per decidere dove accasarsi: ma perché l’argentino piace così tanto?

Alejandro Gomez è il giocatore più forte della Serie A? Forse sì, forse no, ma in ogni caso è questione di opinioni soggettive. Ciò che è verto, invece, è che Papu è stato senza dubbio uno dei calciatori più decisivi degli ultimi campionati, durante i quali ha contribuito in maniera decisiva a trascinare l’Atalanta ai grandi traguardi raggiunti dal club bergamasco.

Gomez, però, non è più la pietra angolare del progetto nerazzurro. Tutt’altro, perché la lite di dicembre con Gasperini ha rotto un giocattolo quasi perfetto. Tutto è successo nell’intervallo della partita di Champions League contro il Midtjylland, quando l’argentino non avrebbe gradito la reprimenda del Gasp riguardo alcuni movimenti da tenere in campo.

Sono volate parole grosse, si dice, e da lì il divorzio tra le parti è stato ufficiale. Gomez ha giocato ancora contro l’Ajax, poi si è sempre accomodato in tribuna. Gasperini ha spiegato che ci sono state delle situazioni spiacevoli, non ricucibili, sicuramente gravi, verso le quali la società ha deciso di schierarsi al fianco del proprio allenatore. Morale della favola: Gomez è in vendita.

papu gomez roma
Fonte immagine: @Fantacalcio (Twitter)

Status, qualità, duttilità

Papu è sul mercato e, nonostante la carta di identità segni quasi 33 anni, davanti alla sede dell’Atalanta c’è una coda di pretendenti da far invidia ai top club europei. Al di là dei nomi, quasi tutti prestigiosi, viene da chiedersi come mai la stella di una squadra della middle class sia così ricercato. In primis, è questione di status: Gomez viene riconosciuto trasversalmente come un leader carismatico, un calciatore attorno al quale si può costruire qualcosa di produttivo.

In secondo luogo, Papu ha qualità tecniche fuori dal comune. Il suo baricentro basso gli permette di creare il panico nello stretto, dribblando e sterzando anche contro più avversari. Con i piedi sa fare davvero di tutto, è abile a svariare su tutto il fronte offensivo (pur amando partire principalmente da sinistra) e soprattutto, nonostante non sia più giovanissimo, si sacrifica molto per la squadra.

Particolare, quest’ultimo, che avrebbe fatto deflagrare il rapporto con Gasperini: Gomez, a richiesta di sacrificarsi di meno, ha detto no. Davvero un peccato, perché in campo l’argentino è davvero un valore aggiunto anche dal punto di vista tattico. Può fare la punta, l’esterno o giocare più accentrato a rimorchio del centravanti, sfruttando un background forgiato nelle sue precedenti esperienze, divise tra Arsenal de Sarandi, Catania e Metalist.

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Fonte immagine: @GoalItalia (Twitter)

Tutti vogliono Papu Gomez

L’Atalanta vorrebbe monetizzarlo al massimo e chiede tra i 10 e i 15 milioni di euro. Tanti, per un calciatore dichiarato in rottura ai quattro venti, ma anche giusti, se si considerano i prezzi attuali. Infatti Gomez ha estimatori un po’ ovunque. Nelle ultime ore si è paventata l’ipotesi del Siviglia, che lo inserirebbe nelle rotazioni offensive al posto dell’uscente Vazquez. Un grosso upgrade, così come lo sarebbe per squadra di metà classifica come la Fiorentina.

Già, perché va anche detto che l’Atalanta mal digerirebbe il fatto di doverlo cedere a una diretta concorrente per la corsa Champions. Il problema è che questo è il livello adatto a Gomez, una Serie A di alto profilo. Ci ha provato l’Inter, ci sta pensando la Roma, lo ha sondato il Napoli. Gli operatori di mercato, addirittura, assicurano che anche Milan e Juventus abbiano provato a convincerlo ad accettare i rispettivi progetti.

Gomez, che sul piatto ha anche alcune ricchissime offerte dai paesi arabi, non vorrebbe allontanarsi da Bergamo, perché se è vero che l’amore con l’Atalanta è terminato, la sua famiglia si è stabilita in città e pare trovarsi molto bene. Ma il calcio apre improvvisamente porte inaspettate e un giocatore di questo tipo, avanti con l’età ma assolutamente decisivo ancora oggi, può davvero pensare di spuntare un ultimo e importante contratto milionario. Il tempo stringe: chi lo vuole, si faccia avanti.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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