Cosa aspettarci da Giovanni Sartori al Bologna?

Il Bologna ha annunciato il nuovo Responsabile dell’Area Tecnica, Giovanni Sartori. Classe 1957, nato a Lodi, dopo avere giocato (era nella rosa del Milan campione d’Italia nel 1979), ha iniziato ad allenare, come vice, al Chievo prima di diventarne direttore sportivo.

Nel 2014 è passato poi all’Atalanta, dove è rimasto fino alla fine di questa stagione.

In questo gioco di porte scorrevoli, il Bologna saluta, dopo sei anni, Riccardo Bigon e lo ringrazia “per la dedizione e la professionalità ogni giorno dimostrate, augurandogli le migliori soddisfazioni per il prosieguo della sua carriera”.

Cosa dobbiamo aspettarci, però, da Sartori al Bologna?

Giovanni Sartori, una sicurezza sul mercato

Tanto al Chievo come all’Atalanta, Sartori è riuscito sempre a pescare a basso prezzo giocatori poco conosciuti o considerati sul viale del tramonto per poi valorizzarli. Qualche nome di quando era al club veronese: Amauri, Barzagli, oppure Corini, Corradi e Perrotta. Alcuni di questi sono diventati addirittura campioni del mondo.

In otto anni all’Atalanta, invece, Giovanni Sartori ha perfezionato le sue strategie, rendendo la Dea una vera e propria macchina di plusvalenze, migliorando contemporaneamente la sua posizione in classifica anno dopo anno e raggiungendo una storica qualificazione alla Champions League.

Da Kessié a Caldara, da Conti a Gosens, da Bastoni a Gagliardini, la lista è lunghissima e solo nell’ultima stagione si è visto una sorta di logoramento di questa strategia, culminata inevitabilmente con la separazione.

Cosa aspettarsi al Bologna

Al Bologna, Giovanni Sartori troverà curiosamente uno di quei giocatori pescati “dal nulla” all’Atalanta e rivenduto bene (13 milioni): si tratta di Musa Barrow, uno degli attaccanti più in vista della squadra di Mihajlovic.

Il club emiliano negli ultimi anni sta cercando faticosamente di emergere da una sorta di aurea mediocritas di risultati, pur avendo giocatori molto interessanti pescati nel sottobosco e diventati uomini-mercato.

Il Bologna però ha anche una rosa futuribile su cui lavorare, con qualche buco nella rosa che Sartori proverà a tappare alla sua maniera, pescando qualche nome inaspettato o rivitalizzando gente ritenuta sul viale del tramonto.

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