Il miglior allenatore di Francia al PSG: alla scoperta di Christophe Galtier

Sarà Christophe Galtier il nuovo allenatore del PSG: un nome poco spettacolare e poco noto fuori dalla Francia. Scopriamo che è il nuovo tecnico dei parigini.

Era forse l’ultimo e più atteso tassello per completare la rifondazione del PSG, almeno fuori dal campo: il nuovo tecnico della ricchissima squadra francese di proprietà qatariota sarà Christophe Galtier.

Non certo il nome più altisonante in circolazione, dopo che per mesi si erano rincorse voci su Allegri, Conte e Zidane: Galtier è sostanzialmente sconosciuto al di fuori della Francia e di un ristretto novero di appassonati. Eppure si tratta di un allenatore esperto, per quanto poco mediatico: ha 55 anni, un solido ma anche sfortunato curriculum alle spalle, e idee tattiche molto moderne, che ne fanno probabilmente l’unico tecnico transalpino che possa rientrare nella ristretta cerchia dei cosiddetti “maestri” di calcio.

Chi è Cristophe Galtier: la sua carriera

Nato a Marsiglia nel 1966, da giovane è stato un discreto difensore, vestendo le maglie di vari club francesi tra gli anni Ottanta e Novanta, in particolare OM e Lille, prima di chiudere la carriera in Cina.

Già negli ultimi anni da giocatore ha iniziato a fare il vice, ovviamente a partire dal Marsiglia, dove ha collaborato con Abel Braga e Javier Clemente. A partire dal 2001 ha iniziato a viaggiare per il mondo: prima è stato il vice-allenatore dell’Aris Salonicco, poi a fatto l’assistente del suo maestro Gerard Gili al Bastia, e infine si è legato ad Alain Perrin, seguendo in varie avventure: Al-Ain, negli Emirati; Portsmouth, Sochaux, Lione e infine Saint-Etienne.

Quando Perrin, a dicembre 2009, è stato licenziato dai Verts, Galtier ha preso il suo posto, aprendo un ciclo di sette stagioni e mezza durante il quale il club è tornato a lottare nella medio-alta classifica, ha vinto una Coppa di Lega (primo titolo dallo scudetto del 1981) e ha ripreso a figurare nelle coppe europee.

Davanti ai problemi economici del club, Galtier ha deciso di trasferirsi nel più ambizioso Lille, dove ha messo in piedi un ambizioso progetto tattico, arrivando contro ogni pronostico a vincere il campionato nel 2021. Ancora una volta invischiato in un club in crisi finanziaria, l’estate successiva si è trasferito al Nizza, conquistando un ottimo quinto posto in Ligue 1.

Come gioca Christophe Galtier

La Francia sarà anche la fornace di decine di ottimi giocatori, ma non sembra avere lo stesso talento nel plasmare i tecnici (tant’è vero che il miglior allenatore francese in circolazione, in termini di risultati, è Zidane, formatosi in Spagna). Galtier fa eccezione, soprattutto perché in patria non ci sono altri tecnici con idee moderne e propositive come le sue.

Nel corso dell’ultimo decennio si è affermato come un allenatore offensivista e radicale, affascinante per quanto lontano dai riflettori dei media internazionali. Già al Saint-Etienne, e ancor di  più al Lille, ha messo in mostra un gioco spettacolare, fatto di pressing alto e costruzione dal basso, controllo del gioco e verticalizzazioni per le punte. Facile immaginare che Mbappé si troverà benissimo nel suo impianto tattico.

Ai Verts prediligeva un modulo 4-2-3-1, mentre ai Rouges ha sperimentato un 4-4-2 atipico, senza dei veri e propri esterni di centrocampo ma con dei registi spacciati per ali e sfruttando molto le sovrapposizioni dei terzini. A Parigi, sulla fascia destra, avrà Hakimi, che pare il giocatore perfetto per questo tipo di gioco.

Basso profilo, alta competenza: perché è stato scelto dal PSG

Il primo motivo per cui Christophe Galtier è stato contattato per questo incarico è ovviamente Luis Campos, il nuovo direttore sportivo del PSG che giàaveva brillantemente collaborato con l’allenatore marsigliese ai tempi del Lille. Galtier sa che, nel tritacarne parigino, avrà dalla sua parte il più importante dirigente del club, e probabilmente anche Mbappé, semi-onnipotente dopo la firma del nuovo contratto e legatissimo a Campos dai tempi del Monaco.

Ma questa scelta riguarda anche il nuovo approccio sportivo che vuole seguire il presidente Al Khelaifi: una gestione più ordinata, meno prime donne fini a loro stesse e più investimenti mirati. Un PSG che sia meno una raccolta di figurine di lusso e più una squadra di calcio. E che soprattutto sappia valorizzare il suo eccezionale settore giovanile, che ogni anno sforna talenti che vengono sistematicamente venduti per pochi soldi per non ingombrare la rosa.

Anche in questo può aiutare Galtier. Al Lille, in pochi anni, ha lanciato tutta una generazione d’oro che annovera anche tanti nomi noti della Serie A: Maignan, Ikoné, il neo-romanista Celik, Osimehn. E poi Botman, Renato Sanches, Pépé, David. Ai tempi del Saint-Etienne, era stato lui a lanciare un attaccante straordinario come Aubameyang. Ora, a Parigi, ci si domanda cosa farà con ragazzi come Michut, Pembelé e Kalimuendo.