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E quindi, finalmente vedremo Gallardo in Europa?

Marcelo Gallardo è finito nel mirino del Real Madrid, individuato come possibile sostituto di Zidane: pro e contro di uno scenario decisamente interessante

“Non lo so cosa succederà. Come sempre parlerò con il club e decideremo insieme il da farsi”. Parole d’allarme, non nuove ma sicuramente preoccupanti, quelle pronunciate da Marcelo Gallardo all’indomani dell’eliminazione dalla Copa Libertadores del suo River Plate, buttato fuori dal Palmeiras nonostante l’eroica prestazione sfoderata a San Paolo. Mentre il suo collega Abel Ferreira gli intimava di andare avanti a testa alta, di essere il migliore di tutti, il Muñeco probabilmente stava già riflettendo sul proprio futuro.

Che, giocoforza, non potrà essere in eterno a Nunez. Per tanti motivi, ovviamente: in primis, perché Gallardo è ormai un patrimonio del calcio mondiale, un allenatore attorno al quale si è scatenato un hype così alto che, ormai, il suo approdo in Europa viene invocato un po’ da chiunque, in maniera assolutamente trasversale. Poi, perché l’argentino ha idee di gioco moderne, quasi innovative.

Addirittura, in Argentina lo definiscono un allenatore atipico per i canoni locali, perché la sua carriera in panchina si è interamente sviluppata al di là dell’Oceano Atlantico, ma la formazione è prettamente europea. Nel Vecchio Continente Gallardo è cresciuto, si è sgrezzato e smaliziato passando diversi anni in Francia, tra Monaco e PSG. Proprio a Parigi si era vociferato di un suo possibile approdo nel post Tuchel, prima dell’insediamento di Pochettino che, sbarcando in Ligue 1, ha indirettamente spianato la strada al Muneco per un’altra panchina prestigiosa.

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Fonte immagine: @blancoslive (Twitter)

Gallardo al Real Madrid è un rischio?

La sconfitta di Copa del Rey contro l’Alcoyano ha dato la spallata (forse) decisiva alla panchina di Zinedine Zidane, già tempestato di critiche per aver perso in semifinale di Supercoppa contro l’Athletic. Il francese traballa e, secondo Diario As, il Real Madrid avrebbe pensato proprio a Marcelo Gallardo come prossimo allenatore dei merengues.

Idea interessante, perché il tecnico passerebbe direttamente da un top club sudamericano a una big mondiale, con tutti i pro e i contro del caso. Da una parte, ovviamente, c’è da dire che, per quanto la pressione di allenare il River Plate sia alta, il Real Madrid ha una sovraesposizione mediatica senza pari al mondo. Non è semplice rapportarsi con l’ambiente, esigente e pretenzioso oltre modo, attaccato visceralmente a una cultura del risultato quasi spasmodica.

Per questo, forse per Gallardo sarebbe meglio un approccio più soft con l’Europa. Magari in Portogallo, un campionato “cuscinetto” perfetto per adattarsi, o anche in Liga, ma in una società che gli lasci maggiore libertà di sbagliare. Non che sia scontato, ma può succedere. Un club da rilanciare, sulla falsariga di quello che succedendo a Coudet con il Celta, sarebbe l’ideale. Il Real Madrid, invece, è rischio e suggestione assieme. Funzionerebbe?

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Fonte immagine: @blancoslive (Twitter)

Uno scenario con grandi potenzialità

D’altronde, c’è anche da dire che Gallardo sembra veramente un allenatore differente. Giovane ma credibile, per certi versi inesperto ma vincente (il più vincente della storia del River Plate, per inciso), ha sbriciolato record, alzato qualsiasi trofeo tranne il campionato. Inoltre, ha dimostrato di essere un fenomeno nel gestire le competizioni a eliminazione, come la Copa Libertadores e la Sudamericana.

Questo per il Real Madrid, da troppo tempo assente sull’albo d’oro della Champions League, potrebbe davvero essere un plus. Infatti, se sulla manifestazione a tappe come il campionato il Muñeco ha palesato qualche problema – pur andandoci vicino un paio di volte, superato solo da un super Boca Juniors -, nella gestione di una sfida sui 180 minuti l’argentino è tra i migliori in circolazione.

Infine, Gallardo potrebbe far fare il salto di qualità definitivo a quella pletora di ragazzini terribili sui quali il Real Madrid ha investito un sacco di soldi. Detto che Zidane, pur non essendo un formatore, qualcosina ha valorizzato (su tutti, va ascritta alla gestione di Zizou l’esplosione di Valverde), con l’attuale allenatore del River Plate i vari Vinicius Junior, Odegaard, Rodrygo e Reinier (oggi al BVB) avrebbero di che beneficiare.

Infatti, è negli occhi di tutti l’enorme mole di talenti costruiti e modellati da Gallardo nel suo lustro con i Millonarios. Gente sconosciuta come De La Cruz o da rilanciare, dopo esperienze europee deludenti, come Carrascal o Santos Borré, mixate all’attenzione per prodotti del vivaio del calibro di Montiel, Martinez Quarta, Palacios e, ultimo ma non per importanza, Alvarez. Un bel mix di fattori stuzzicanti che hanno fatto accendere i radar di Florentino Perez, sempre più convinto di affidare al Muñeco il Real Madrid che verrà.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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