Gabriele Zappa Cagliari

Sotto traccia, a fari spenti. Il Cagliari del neo direttore sportivo Pierluigi Carta ha piazzato un colpo destinato a diventare uno dei più interessanti di questa strana sessione di calciomercato: Gabriele Zappa.

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L’acquisto di Gabriele Zappa è al tempo stesso un’operazione lungimirante e basso rischio, in gran parte giustificata dai numeri che il classe ‘99 ha fatto registrare nella sua prima annata tra i professionisti con la maglia del Pescara e dagli ampissimi margini di miglioramento. Tra i pochissimi a salvarsi dalla sciagurata stagione del Delfino (vittorioso nella doppia sfida al Perugia nei playout), si appresta dunque a compiere il grande salto dopo aver seriamente rischiato di sprofondare in terza serie. Chissà come sarebbe finita in caso di retrocessione, nonostante un campionato ben al di sopra delle più rosee aspettative.

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Battesimo di fuoco

Un biglietto da visita importante quello con cui si era presentato in ritiro la scorsa estate, la prima volta tra i “pro” dopo i successi ottenuti a livello giovanile con la Primavera dell’Inter (Supercoppa, Viareggio Cup e campionato nel 2017/2018). Tante speranze, zero certezze. Il battesimo del ragazzo lombardo si tiene in riva all’Adriatico, in una piazza passionale ed esigente come Pescara, dove tuttavia tutto quanto ottenuto in precedenza non conta più nulla e ogni traguardo bisogna conquistarselo con lavoro e sacrificio. 

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Gabriele Zappa ha la testa giusta, voglia di arrivare e lo dimostra soprattutto durante il primo periodo, trascorso in panchina a osservare i compagni più esperti. Eppure nel gennaio 2019 il Pescara del presidente Sebastiani aveva investito circa 3 milioni per acquistarlo dall’Inter, lasciando al club nerazzurro il cosiddetto diritto di “recompra” (formula nata in Spagna e utilizzata in alcune operazioni di mercato). 

Qualcuno insomma avrebbe potuto storcere il naso, ma non lui che riesce a conquistarsi stabilmente un posto in squadra soltanto a gennaio senza praticamente più uscire dall’undici titolare nonostante i vari avvicendamenti sulla panchina biancazzurra. Terzino destro moderno in grado di garantire una costante spinta offensiva, comincia ad essere utilizzato in posizione più avanzata dove diventa devastante, riuscendo a mettere a segno 5 reti e 2 assist. Una metamorfosi improvvisa, divenuta un’arma fondamentale per il Pescara nel girone di ritorno.

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Gabriele Zappa, caratteristiche tecniche

Fisicità, progressione, intelligenza tattica e uno sconosciuto senso del gol. Gabriele Zappa decolla sulla fascia destra di competenza, rotta percorsa infinite volte come evidenziato dalle varie heatmap. Un cavallo di razza instancabile dall’andatura elegante, vero e proprio incubo delle difese avversarie spesso infilate in contropiede dalla sua velocità. Qualità e quantità ne fanno l’assoluto dominatore della corsia di destra, fornendo una soluzione al problema del gol per un Pescara nel frattempo mai del tutto tranquillo e invischiato fino all’ultimo nella lotta per non retrocedere.

Nicola Legrottaglie è il primo a intuirne anche le doti da laterale offensivo, schierandolo sulla linea dei centrocampisti o addirittura nel tridente dietro la prima punta. I tre gol (tutti decisivi) in quattro partite realizzati a cavallo tra gennaio e febbraio confermano così le impressioni del tecnico pugliese, contribuendo definitivamente all’esplosione di Zappa.

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E così, quando l’Inter impegnata su altri fronti decide di far scadere il termine per esercitare l’opzione di riacquisto, ecco che il Cagliari irrompe su uno dei giovani profili più interessanti dell’ultimo campionato cadetto. Perfetto per il 4-3-3 di Eusebio Di Francesco, Gabriele Zappa appare oggi come l’uomo giusto al posto giusto. A Cagliari troverà l’ambiente ideale dove maturare è un allenatore da sempre abituato a lavorare con i giovani, maestro nell’esaltarne le qualità.