Fuorigioco semiautomatico serie A: cosa è e cosa significa

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Il fuorigioco semiautomatico sarà attivo in Italia dalla prima giornata di ritorno: cosa è e come funziona questa tecnologia vista ai Mondiali

Un calcio sempre più votato alla tecnologia, in grado di poter ridurre l’errore umano – in questo caso dell’arbitro – al minimo. E’ il futuro di uno sport che solo negli ultimi anni si è aperto al progresso, con l’inserimento dapprima della goal line technology e poi addirittura del VAR.

Gli errori sno diminuiti, ma non ancora azzerati, anche perché è ancora determinante la centralità dell’arbitro di campo. Il fuorigioco, però, è pronto ad essere rivoluzionato. E’ stato sempre croce e delizia dei guardalinee e delle moviole, forse la situazione più complessa da individuare a livello di gioco. Ebbene, già con il VAR vi sono stati netti miglioramenti in tal senso, ma la Serie A è pronta ad abbracciare una soluzione (quasi) definitiva al problema.

Stiamo parlando del fuorigioco semiautomatico – SAOT il suo acronimo – che a partire dalla prima giornata del girone di ritorno sarà attivo nel nostro campionato. L’esperimento, d’altronde, ha funzionato eccome agli scorsi Mondiali di calcio, tanto da convincere il governo del calcio italiano.

Fuorigioco semiautomatico: come funziona

Ma in cosa consiste il fuorigioco semiautomatico? E’ un nuovo aiuto tecnologico che in primis riduce i tempi decisionali e di attesa; la stima, infatti, è addirittura di 20 secondi per poter individuare se si tratti di offside oppure no.

Un gran progresso, se considerato come nelle ultime giornate, abbiamo assistito anche ad attese di svariati minuti in attesa che il VAR tracciasse le linee per evidenziare o meno il fuorigioco. L’arbitro, però, è bene dirlo, continuerà ad essere responsabile della decisione finale, al pari degli assistenti; il fuorigioco semiautomatico aiuta solo i direttori di gara soprattutto quando si tratta di individuare fuorigioco millimetrici.

In ogni campo vi saranno 12 telecamere in grado di tracciare 50 fotogrammi al secondo, per una precisione che rasenta la perfezione sulla posizione in campo dei calciatori. Anche il pallone è monitorato ogni secondo per 50 volte e questo permette agli addetti ai valori di poter individuare dove si trovano sfera e piedi (o, comunque, ogni possibile punto del corpo del calciatore passibile di fuorigioco) in ogni istante.

Queste camere – ha detto De Siervo nella conferenza stampa di presentazione – sono settate per avere nell’ampiezza massima la copertura del campo e si tratta di un sistema che rispetto a quello televisivo si sovrappone“.

L’arbitro riceverà via auricolare l’informazione sul fuorigioco o meno, mentre chi guarderà la gara davanti alla televisione dovrà abituarsi alla “barriera” vista anche ai Mondiali.

E’ stato poi il designatore degli arbitri di A e B Gianluca Rocchi a spiegare in conferenza stampa come nel dettaglio sarà utilizzato. “Se un giocatore non è punibile, viene escluso dalla macchina, perché il sistema individua chi è più in fuorigioco. E’ il VAR ad indicare il calciatore da considerare e controllare che sia corretto il movimento di stacco. Il margine è a livello di millimetri ed il VAR certificherà le situazioni bordeline. La linea non andremo a metterla su due metri di fuorigioco, ma faremo vedere un margine di mezzo metro” ha chiosato, ammettendo di come si tratti di un vero e proprio upgrade rispetto al fuorigioco segnalato dal VAR finora.