Il fuorigioco semiautomatico arriva in Serie A: cos’è e come funziona

Il fuorigioco semiautomatico è una novità della Champions League 2022/2023, e ora arriva in Serie A: spieghiamo di cosa si tratta e come funziona.

La Serie A corre in anticipo: dopo il disastro VAR di domenica sera in Juventus Salernitana, quello italiano diventerà il primo campionato di calcio al mondo ad adottare la nuova tecnologia del fuorigioco semiautomatico, già visto all’opera in questo inizio della Champions League 2022/2023.

L’idea era di farla debuttare dopo il suo impiego nei Mondiali in Qatar, tra novembre e dicembre, ma ora la Lega Serie A ha deciso di accelerare i tempi e preparare il debutto di questa tecnologia già a partire da ottobre.

Il fuorigioco semiautomatico in Champions League

Il nuovo sistema per individuare gli offside in tempo breve è già stato messo alla prova fin dai primi minuti di gioco del turno d’esordio dei gironi di Champions, martedì scorso, nel tardo pomeriggio del 6 settembre Rasmus Falk del Copenaghen si è visto annullare un gol per fuorigioco dalla nuova tecnologia adottata dalla UEFA nella competizione.

Questa novità era comunque già stata introdotta dalla confederazione del calcio europeo lo scorso 10 agosto, in occasione della Supercoppa tra Real Madrid ed Eintracht Francoforte, e sarà ovviamente di scena anche ai prossimi Mondiali in Qatar, tra il 20 novembre e il 18 dicembre.

Fuorigioco semiautomatico: come funziona

Il nuovo sistema si chiama propriamente SAOT, cioè Semi-Automated Offside Technology (in italiano, Tecnologia per il Fuorigioco Semi-Automatica), e consiste innanzitutto nell’installazione di una decina di nuove telecamere appese ai tetti degli stadi. Queste nuove apparecchiature sono studiate per “tracciare” i movimenti dei giocatori in campo, seguendoli nei loro movimento sul rettangolo verde.

In questo modo, tramite le loro riprese è possibile ricreare immagini 3D dei giocatori in campo, con una precisione di 29 punti ogni 50 secondi. La stessa cosa avviene con il pallone, grazie però a un apposito microchip inserito nella sfera, che invia alla sala VAR informazioni sullo spostamento della palla 500 volte al secondo.

Con tutta questa montagna di dati, i software a disposizione della UEFA sono in grado di ricreare un’immagine 3D di ogni azioni con una precisione impressionante, che torna molto utile nel momento in cui bisogna individuare una posizione di offside. Il fuorigioco semiautomatico diventa così un importante supporto a disposizione della squadra arbitrale, a cui comunque spetta sempre l’ultima parola in merito alla decisione.

Il fuorigioco semiautomatico ha quindi lo scopo di rendere ancora più rapida l’individuazione di un gol irregolare, evitando di spezzare troppo il flusso del gioco e creare situazioni che spesso si sono viste col VAR, in cui per lunghi periodi di tempo arbitro e giocatori rimangono fermi in campo in attesa della conferma dalla sala VAR in merito alla validità di una rete. Com’è andata la prima volta? In realtà bene ma non benissimo, dato che per annullare il gol di Falk del Copenaghen c’è voluto quasi un minuto, mentre la UEFA aveva stimato appena 25 secondi di attesa.