Come gioca la Nazionale italiana femminile: modulo e stelle

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Alla scoperta della Nazionale femminile dell’Italia, che debutta stasera negli Europei contro la Francia. Ecco come gioca e chi sono le stelle.

Alla fine tocca anche all’Italia: le Azzurre di Milena Bertolini debuttano questa sera negli Europei femminili con una difficilissima sfida contro la Francia, tra le favorite per la vittoria finale. Ma le ambizioni della Nazionale femminile sono piuttosto alte, e la speranza è quella di eguagliare l’ottimo Mondiale del 2019, con una rosa la cui ossatura è rimasta quasi del tutto immutata.

Parlare di titolo sarebbe logicamente esagerato, ma ciò che l’Italia è chiamata a fare nei prossimi giorni è confermare che il percorso di crescita dell’intero movimento stia procedendo in maniera positiva. Per questo, la ct Bertolini ha portato in Inghilterra una squadra quasi immutata rispetto a quella di tre anni fa in Francia, ma inserendo anche alcune giovani di grande prospettiva. Scopriamo allora cosa aspettarci dalla Nazionale femminile e dalle sue giocatrici.

Come gioca la Nazionale femminile: modulo e filosofia

Milena Bertolini è considerata una delle allenatrici più preparate non solo in Italia ma anche in Europa. Il suo approccio tattico è piuttosto offensivo, volto a sfruttare soprattutto i passaggi e il gioco corale di una rosa piuttosto tecnica ma notoriamente poco fisica. A livello di modulo, la ct della Nazionale italiana predilige decisamente il 4-3-3, lo schieramento già visto in campo agli scorsi Mondiali.

L’Italia ha chiaramente alcuni irrinunciabili punti fermi, come Laura Giuliani del Milan tra i pali e una coppia centrale in difesa composta dalla capitana Sara Gama (Juventus) e da Elena Linari (Roma, ma con esperienze all’estero in Atletico Madrid e Bordeaux). Ci sono più dubbi sulle fasce, con due posti contesi da almeno tre giocatrici: la terzina sinistra Lisa Boattin (Juventus), la destra Lucia Di Guglielmo (Roma) e la veterana Elisa Bartoli (Roma), che può destreggiarsi su entrambe le fasce.

Il punto di forza è senza dubbio il centrocampo, che ruota attorno al telanto della regista della Roma Manuela Giugliano, affiancata dall’ex-juventina Aurora Galli (oggi all’Everton), una centrocampista box-to-box fondamentale nel ribaltare la manovra della Nazionale femminile azzurra. Il terzo posto in mediana è un’incognita: le condizioni fisiche non ottimali delle juventine Valentina Cernoia e Arianna Caruso sono un problema, che probabilmente Bertolini coprirà inserendo un’altra bianconera, Martina Rosucci, abituata però a giocare più da trequartista.

Due nomi sicuri in attacco: Barbara Bonansea sull’ala sinistra e Cristiana Girelli da punta centrale. Entrambe sono due giocatrici molto moderne e brave nei ripiegamenti. Girelli in particolare un falso 9 con spiccate caratteristiche tecniche, buon fisico e grande senso della rete.

La terza punta è l’altro grande dubbio della ct azzurra, già presente ai Mondiali: Valentina Giacinti della Fiorentina è una delle migliori attaccanti della Serie A, ma è una centravanti, e il suo inserimento significherebbe modificare il ruolo di Girelli, sacrificandola. L’alternativa può essere la giovane Agnese Bonfantini, attaccante molto duttile che già alla Juventus ha fatto molto bene agendo larga a destra, sfruttando fisico e velocità non indifferenti.

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Chi sono le stelle della Nazionale femminile dell’Italia

Come già detto sopra e in precedenza, come stella dell’Italia va considerata innanzitutto Cristiana Girelli: la numero 10 azzurra è la giocatrice che, a livello tecnico e realizzativo, spicca maggiormente nella squadra, anche se l’ultima stagione è stata per lei piuttosto complicata.

Ciò non toglie che le due giocatrici più note siano molto più facilmente Sara Gama e Barbara Bonansea. Quest’ultima è divenuta famosissima durante il Mondiali di tre anni fa, grazie alla sua decisiva doppietta all’Australia, e resta una figura fondamentale della Nazionale femminile per le sue attitudini tattiche e l’integrazione con Girelli, con cui gioca anche nel club. Gama è semplicemente la capitana, leader carismatica della squadra e calciatrice di grande esperienza: il pilastro su cui si regge tutta l’impalcatura di Milena Bertolini.

Va citata però anche Aurora Galli, unica delle giocatrici azzuure a militare all’estero, peraltro in un campionato di primissimo valore come quello inglese. Il suo apporto al centrocampo dell’Italia è fondamentale, e a 25 anni è oggi una degli elementi più importanti per la Nazionale del futuro.

Cosa è cambiato rispetto ai Mondiali 2019

Chi ha seguito attentamente i Mondiali delle Azzurre tre anni fa si accorgerà che alla Nazionale del 2022 manca innanzitutto un nome: Alia Guagni, la terzina ex-Fiorentina e Atletico Madrid, ora al Milan, era stata una delle migliori giocatrici dell’intero torneo, ma Bertolini non è rimasta convinta dalle sue ultime prestazioni. La sua assenza rischia di essere importante proprio perché sulle fasce manca al momento una ragazza in grado di fare salire la squadra come faceva lei.

In generale, aver confermato l’ossatura di quella Nazionale femminile significa avere una rosa più vecchia. 8 convocate su 23 hanno raggiunto i 30 anni, e per alcune di essere questo potrebbe essere l’ultimo Europeo, se non addirittura l’ultimo torneo internazionale (Daniela Sabatino della Fiorentina ha 37 anni, per dire).

Se da un lato Milena Bertolini deve cercare di confermare quanto fatto vedere tre anni fa, dall’altro deve anche cercare di portare avanti un progetto di rinnovamento generazionale per garantire il futuro della squadra. Bonfantini, Caruso e Lenzini sono le nuove leve da cui ci si aspetta già di vedere qualcosa di importante, anche perché poi ci sarà da conquistarsi un posto ai prossimi Mondiali.