Everton Soares
Fonte: Instagram @evertons

Dal nord del Brasile al gol in finale di Copa America: chi è Everton Soares, la stella del Gremio che piace al Napoli

Il recente triennio del Gremio verrà ricordato per parecchio tempo. Tre stagioni molto importanti, durante le quali l’Imortal di Porto Alegre ha avuto una crescita esponenziale, riuscendo a sedersi definitivamente al tavolo delle big del continente. Il merito, in primis, va ascritto al grande lavoro imbastito dal tecnico Renato Portaluppi, capace di portare il club gaucho sul tetto del Sudamerica nel 2017, con la vittoria in Libertadores.

Quel Gremio era una macchina perfetta, efficace, bella da vedere ma anche pragmatica all’eccesso, costellata di uomini chiave come Arthur – poi passato al Barcellona – e Luan, braccio armato offensivo al quale, per motivi oscuri, nessuno ha mai dato un’opportunità europea. E poi c’è Everton Soares, il prossimo uomo mercato dei biancoblu: proprio in queste ore, infatti, il Napoli avrebbe infittito i colloqui con il Gremio per portarsi a casa quello che probabilmente, a oggi, è uno dei migliori calciatori sudamericani in circolazione.

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Everton Soares meglio di Arthur: incasso record per il Gremio

Dopo due anni di corteggiamenti con il vecchio continente, Everton Soares sembra finalmente pronto a fare il grande salto. A confermarlo, anche se indirettamente, è Romildo Bolzan, presidente del Gremio: “Abbiamo diverse richieste per i nostri calciatori. Everton? Probabilmente questa volta sarò costretto a salutarlo”, ha dichiarato alla stampa brasiliana.

Ovviamente la trattativa non sarà affatto semplice; in primis, perché la concorrenza sul classe 1996 originario di Maracanaú è molto forte. In secondo luogo, il Gremio chiede almeno 25 milioni di euro per liberarsi della sua stella.

Una cifra decisamente alta, che permetterebbe al club gaucho di iscrivere a bilancio la cessione più onerosa di sempre, più di quella che vide Arthur prendere un aereo e raggiungere Barcellona un paio di anni fa. D’altronde, Everton è un po’ il giocatore del momento, almeno in Brasile: la sua è un’ascesa cominciata nel 2016 e continuata, costante, via via fino a oggi.

Con l’Imortal ha messo insieme 47 gol e 17 assist in 179 apparizioni tra Brasileirão e coppe, numeri di primissimo livello che gli hanno permesso, nel 2019, di conquistarsi la chiamata di Tite per la Copa America, giocata e vinta dal Brasile grazie anche a una sua rete, segnata in finale contro il Perù.

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Alla scoperta di ‘Cebolinha’: Everton Soares è pronto per l’Europa

Il gol con la maglia bianca della Seleção, storicamente maledetta, è invece servito per entrare definitivamente nel cuore dei tifosi brasiliani. Se alla gente Everton piace per i suoi colpi di classe e la sua imprevedibilità, gli allenatori lo apprezzano in quanto profilo in grado di svariare su tutto il fronte offensivo. È un calciatore particolarmente associativo, con colpi individuali capaci di spaccare le partite.

Pur avendo nella fascia sinistra la sua mattonella preferita – da lì, infatti, può accentrarsi con più facilità per tentare la giocata con il suo piede forte -, di recente Renato lo ha utilizzato anche da attaccante centrale. Il Napoli, acquistandolo, ripeterebbe più o meno l’operazione tentata un anno fa con Hirving Lozano, che però – al contrario del brasiliano – in Europa aveva già maturato un’esperienza in un campionato ‘cuscinetto’ come la Eredivisie.

Poi le cose sono andate come sappiamo, ma l’idea della società è quella di consegnare a Gattuso un esterno in grado di saltare l’uomo e creare la superiorità numerica con continuità. A 24 anni appena compiuti, ‘Cebolinha’ – significa ‘cipollotto’, soprannome affibiatogli da un compagno di squadra per la sua somiglianza con un fumetto brasiliano – è chiamato al primo vero test in carriera. E la Serie A, in tal senso, può essere il campionato adatto per testarne l’adattabilità con l’Europa.

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Da nord a sud del Brasile, con vista Europa: Napoli lo aspetta

Tutto ciò che ha ottenuto fino a oggi, Everton se lo è sicuramente conquistato. Dopo aver iniziato con il futsal, emulando la maggior parte dei suoi connazionali, ‘Cebolinha’ è entrato nel settore giovanile di un piccolo club del suo paese. Ma nel nord del Brasile, nel profondo dello stato del Ceará, le possiblità di emergere non sono poi così numerose: per fortuna il suo talento è cristallino e gli permette di tentare il grande salto a San Paolo, dove viene provinato dal São Bernardo e poi da diversi altri club dello stato.

Le cose non vanno bene, per cui ci si accontenta del Fortaleza, club nel quale Everton Soares, finalmente, si mette in mostra. Durante un torneo giovanile lo nota un osservatore del Gremio, che lo soffia in extremis ai rivali cittadini dell’Internacional. Nel 2012 sbarca quindi a Porto Alegre e, il resto, è storia recente: prima il debutto nel torneo statale, poi quello nel Brasileirão e infine la conquista di un posto da titolare grazie a prestazioni sempre più importanti.

Nell’anno della Libertadores si è rivelato un importante ingranaggio della macchina perfetta assemblata da Renato, che l’anno successivo – dato l’infortunio di Luan – lo ha investito dei galloni di pietra angolare della squadra. Poi il Brasile, il gol in finale di Copa America e la consacrazione. Da Maracanaú al Maracanã con vista Napoli. Che non sarà proprio la stessa cosa, ma ci assomiglia parecchio.

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