HomeNotizieStorie degli Europei: Inghilterra-Germania del 1996

Storie degli Europei: Inghilterra-Germania del 1996

Storie degli Europei: nel 1996 Inghilterra e Germania si sfidano a Wembley in semifinale, con la vittoria dei tedeschi ai rigori.

Una lunga storia di conflitti. Il rapporto tra Inghilterra e Germania può essere così descritto: una sequenza incredibile di contese, di sfide. Da quelle tragiche, sui campi di battaglia, della prima metà del Novecento a quelle più emozionati, sui campi da calcio, della seconda metà del secolo. Da “L’ora più buia” di Winston Churchill al controverso gol fantasma di Geoff Hurst. Inghilterra-Germania è una lunga storia di battaglia, e se le prime sui campi di battaglia è bene dimenticarle, le seconde sui campi da calcio è giusto elogiare perché sono state, spesso, memorabili.

LEGGI ANCHE: Storie degli Europei: il record di Berti Vogts

Gli Europei del 1996

“Football comes home”. Il calcio ritorna a casa. Questo è lo slogan che presenta gli Europei del 1996, che si giocano in terra britannica. L’Inghilterra torna a ospitare un grande torneo internazionale a 30 anni di distanza al mondiale del 1966. Il primo, e unico, trionfo dei Tre Leoni. La Nazionale guidata dal CT Venables è la squadra più attesa del torneo. Non solo perché deve fare gli onori di casa, ma anche perché è una squadra molto interessante, guidata da dei campioni assoluti come Shearer, Ince e Gascoigne.

Le attese intorno alla selezione inglese sono altissime e, nonostante un avvio incerto con l’1-1 con la Svizzera, i Tre Leoni non deludono le aspettative, superando brillantemente il girone al primo posto grazie alle vittorie su Scozia e Olanda. Il confronto con gli scozzesi è teso, condito anche da evidenti implicazioni extra-calcistiche. Contro i tulipani va in scena invece un vero e proprio show inglese, con la vittoria netta per 4-1 grazie alle doppiette di Shearer e Sheringham.

LEGGI ANCHE: Storie degli Europei: la Danimarca del 1992 e la tragica vittoria di Kim Vilfort

Nei quarti di finale ad attendere l’Inghilterra c’è la Spagna, seconda nel suo girone alle spalle della Francia. Il match non si schioda dallo 0-0 per tutti i tempi regolamentari. Nemmeno per i 30 minuti aggiuntivi. Si va dunque ai rigori, e gli errori decisivi di Hierro in apertura e di Nadal in chiusura regalano all’Inghilterra la semifinale. All’ultima curva prima della finalissima di Wembley, l’Inghilterra dovrà vedersela con i rivali di sempre della Germania.

Road to Inghilterra-Germania

I teutonici avevano giocato sino ad allora un buon Europeo. Il girone passato brillantemente al primo posto con le vittorie su Repubblica Ceca e Russia e il pareggio con l’Italia. Poi la vittoria ai quarti contro la Croazia grazie alle firme di Klinsmann e Sammer. La Germania non è una Nazionale bella, ma è molto solida. L’Inghilterra invece, dal canto suo, ha tanto talento, ma viene dalla battaglia con la Spagna che aveva tolto parecchie energie.

Il teatro della sfida è Wembley, dove 30 anni prima l’Inghilterra aveva battuto la Germania in una delle più controverse finali mondiali della storia. Un 4-2 suggellato dalla spettacolare tripletta di Geoff Hurst, ma anche dal suo celebre gol fantasma, convalidato nonostante il pallone non avesse varcato la linea di porta, come si è potuto appurare solo più tardi grazie alle riprese. Dopo quel successo però i confronti tra le due Nazionali sono stati un monologo tedesco, con i successi della Mannschaft nei mondiali del 1970 e del 1990.

LEGGI ANCHE: Storie degli Europei: da Panenka a Totti, la storia del cucchiaio

Stavolta però l’aria era ben diversa. Il fatto di giocare a Wembley conferisce un’atmosfera ben diversa alla sfida. Gli inglesi sentono la pressione di giocare in casa e il dovere di non perdere davanti al proprio pubblico. I tedeschi sognano la rivincita nello stadio di quella brutta sconfitta del 1966 e soprattutto volevano infliggere ai rivali l’umiliazione di batterli a casa loro. Nel loro tempio del calcio.

Inghilterra-Germania: la sfida

Si arriva così alla delicata sfida del 16 giugno 1996. L’Inghilterra parte fortissima. Ince ci prova con una tremenda botta da fuori. Poi, sugli sviluppi di un corner, Shearer si libera nel cuore dell’area di rigore e con una precisa incornata segna il gol del vantaggio. Dopo appena tre minuti, l’Inghilterra è avanti. La Germania però non si lascia intimorire e al 16’ trova il gol del pareggio, con Kuntz che riceve un pallone in area di rigore e lo spinge alle spalle di Seaman.

Dopo quest’inizio scoppiettante, i ritmi si abbassano. Il confronto diventa una lotta di logorazione. L’Inghilterra globalmente è più pericolosa, colpendo anche un palo nei supplementari con Anderton e andando a mezzo millimetro dalla rete della vittoria con Gascoigne. La Germania resiste e, trascorsi i 30 minuti supplementari, il match si prolunga ai calci di rigore.

LEGGI ANCHE: Euro 1968, il trionfo dell’Italia e quella monetine decisiva

I tiri dal dischetto porranno fine a un confronto estenuante, come si evince dalle parole del portiere tedesco Andreas Köpke: “Nessuno di noi riusciva a camminare dritto. È stata una lotta folle per 120 minuti”. Nonostante la stanchezza, i calci di rigore sono di una precisione con pochi precedenti e le due squadre insaccano tutti i loro cinque canoni rigori. Si va dunque ad oltranza, ed ecco che Gareth Southgate fallisce il proprio tentativo, facendosi ipnotizzare da Köpke. A questo punto il centrocampista ex Juventus Andreas Möller ha il pallone della vittoria sui piedi e non lo spreca, calciando una bordata centrale che buca Seaman. 

Finisce così Inghilterra-Germania. I teutonici superano i rivali di sempre ai rigori, vendicando almeno parzialmente quella sconfitta di 30 anni prima. La mannschaft andrà poi a vincere quell’Europeo battendo in finale la Repubblica Ceca. All’Inghilterra non rimane che il rimpianto per l’eliminazione dall’Europeo casalingo e l’umiliazione per la sconfitta arrivata proprio per mano della Germania.

Seguici sul nostro sito, resta aggiornato CLICCA QUI e contattaci sui nostri social: InstagramFacebookTwitter e Flipboard! Inoltre, ascolta il nostro Podcast su Spotify!

Danilo Budite
Danilo Budite
Romano, classe '95. Amo il calcio, soprattutto raccontarlo. Scrivo di tutto ciò che mi circonda.

Articoli recenti

Resta aggiornato con Telegram