Europei femminili 2022: le giocatrici da seguire

Guida veloce agli Europei femminili 2022: ecco quali sono le migliori giocatrici delle 16 squadre partecipanti, una per nazionale.

È arrivato il momento degli Europei femminili 2022, che vedranno le Azzurre di Milena Bertolini pronte a competere con le migliori nazionali in Europa dopo lo straordinario quarto di finale dei Mondiali 2019. L’Italia non ha mai vinto il torneo, ma è arrivata in finale nel 1993 e nel 1997; nelle ultime cinque edizioni, le Azzurre non sono mai andte oltr i quarti di finale, raggiunti nel 2009 e nel 2013.

La competizione si svolgerà interamente in Inghilterra, tra mercoledì 6 luglio e domenica 31 luglio 2022, e vi prenderanno parte 16 diverse nazionali da tutto il continente. Ecco allora una veloce guida agli Europei femminili 2022, con le migliori calciatrici di ogni squadra.

L’elenco di tutte le convocate degli Europei femminili 2022 lo trovate QUI.

Europei femminili 2022: le giocatrici da seguire

SARAH ZADRAZIL (Austria)

Centrocampista di 29 anni, Zadrazil gioca come regista nel Bayern Monaco, che quest’anno ha trascinato fino ai quarti di finale della Champions League, ed è una vera star in patria, al punto da essere divenuta la prima calciatrice al mondo scelta come testimonial dalla Red Bull. È cresciuta negli Stati Uniti, studiando alla East State Tennessee, per poi esordire nel Washington Spirits; nel 2016 è tornata in Europa, firmando col Turbine Potsdam, e quattro anni dopo si è trasferita in Baviera.

Oggi è il metronomo del centrocampo di una Nazionale con pochi grandi nomi (su tutte, Viktoria Schnaderbech del Tottenham e Laura Weinroither dell’Arsenal), ma che è in grande crescita, e che soprattutto è reduce dalla sorprendente semifinale conquistata agli Europei del 2017. Ripetere l’impresa non sarà semplice.

 

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TESSA WULLAERT (Belgio)

Fondamentalmente, la storia del calcio femminile belga: 29 anni, Tessa Wullaert è la miglior realizzatrice di sempre della sua Nazionale e la miglior marcatrice delle ultime stagioni del campionato belga. Molto veloce e precisa sotto porta, è alla ricerca dell’occasione per dimostrare il suo valore anche al di fuori dell’ambito locale: tra il 2015 e il 2020 ha giocato con due big come Wolfsburg e Manchester City, ma deludendo; dopo gli Europei, passerà dall’Anderlecht al Fortuna Sittard.

A differenza dei colleghi maschi, il Belgio è ben lontano dall’essere una delle migliori squadra in circolazione, pur potendo contare su un attacco piuttosto efficace, dove assieme a Wullaert gioca la veterano del Lione Janice Cayman.

 

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PERNILLE HARDER (Danimarca)

Chi, se non lei? La centravanti del Chelsea è una delle migliori attaccanti al mondo e un’icona del calcio danese: nessuno ha segnato più di lei con la maglia della Nazionale, nemmeno considerando i maschi. Ed è una vincente nata, dato che dal 2016 vince costantemente il campionato, sebbene abbia cambiato tre club e altrettanti Paesi (Linkoping, Wolfsburg e Chelsea). 30 anni a novembre e già due volte UEFA Player of the Year (2018 e 2020), Pernille Harder sogna un exploit europeo per puntare al Pallone d’Oro.

Purtroppo, il resto della squadra non è sempre alla sua altezza. La Danimarca ha fallito la qualificazione ai Mondiali del 2019, pur avendo raggiunto la finale continentale due anni prima. Il potenziale però è buono, sorpattutto per via di alcune stelle nei settori chiave del campo, come la juventina Sofie Pedersen in mediana o l’esperta Nadia Nadim del Racing Louisville a fare coppia davanti con Harder.

 

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NATALIA KUIKKA (Finlandia)

Senza dubbio la miglior calciatrice finlandese di sempre, la 26enne del Portland Thorns è una tuttocampista di razza con spiccate doti tattiche, che diventano fondamentali in una squadra tutt’altro che completa nei reparti. Laureata in criminologia alla Florida State University, ha iniziato giovanissima a giocare come ala sinistra, per poi spostarsi a destra e diventare un cursore a tutto campo, mentre in Nazionale gioca praticamente da regista centrale, avendo in mano le chiavi del gioco.

La Finlandia non difetta di elementi interessanti e con buona esperienza internazionale (molte “italiane”: Tuija Hyyrynen della Juventus, Nora Heroum della Lazio, Anna Auvinen della Sampdoria), ma è indubbio che si tratti di una squadra di secondo piano. Sarebbe già un ottimo risultato fare qualche punto, dato il girone di ferro con Danimarca, Germania e Spagna.

 

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MARIE-ANTOINETTE KATOTO (Francia)

La Francia di Corinne Diacre ha iniziato un nuovo corso, ben simboleggiato dall’esclusione di due leggende come Amandine Henry e Eugenie Le Sommer. La finalità è chiaramente quella di dimostrarsi all’altezza della fama di miglior movimento calcistico femminile in Europa, puntando su una Nazionale giovane e di eccezionale talento, soprattutto per quanto riguarda l’attacco: giocatrici come Delphine Cascarino, Melvin Malard e Sandy Baltimore sono tra i migliori prospetti  livello mondiale.

E poi ovviamente c’è Marie-Antoinette Katoto, che lo scorso febbraio, a soli 23 anni, è divenuta la miglior marcatrice della storia del PSG femminile. Vanta un record di 24 gol in 28 partite con la Francia, e nella stagione appena conclusa ne ha messi a segno 46 in 44 match. È opinione diffusa che, al momento, sia la principale favorita per il Pallone d’Oro; a patto, chiaramente, di portare la Francia sul tetto d’Europa.

 

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SARA DABRITZ (Germania)

Non la miglior Germania che si ricordi, anzi più facilmente siamo dalle parti dell’esatto opposto: le tedesche vengono da brutti risultati e da una proposta di gioco poco soddisfacente, il ricambio generazionale stenta e la ct Martina Voss-Tecklenburg deve fare a meno di due colonne come Dzsenifer Maroszan e Melanie Leupolz, la prima infortunata e la seconda incinta. Il girone è il più tosto di questi Europei femminili 2022, e la speranza è che la Germania trovi la fiducia che le manca sotto la pressione delle difficoltà.

La squadra ruota dunque attorno a Sara Dabritz, 27enne centrocampista dai piedi raffinati e dalla forte propensione offensiva, che ha appena firmato per passare dal PSG al Lione. Questi Europei la vedono chiamata a un salto di qualità anche in Nazionale, dove a causa delle assenze dovrà prendere in mano la squadra e dimostrare di essere ormai la leader che serve alla Germania.

 

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LUCY BRONZE (Inghilterra)

Il baricentro tecnico e, soprattutto, economico del calcio femminile europeo si sta lentamente spostando dalla Francia all’Inghilterra, e a segnare questo passaggio di consegne è stata innanzitutto Lucy Bronze, con il suo ritorno al Manchester City nel 2020, dopo aver conquistato le vette continentali col Lione. La 30enne terzina destra ha qualità tecniche e atletiche fuori dal comune, al punto da essere quasi una regista esterna, e gran parte del gioco inglese passa dai suoi piedi. Nel frattempo, si è appena accordata col Barcellona.

Ma ovviamente l’Inghilterra non è solo lei: ragazze come Ellen White, Lauren Hemp, Leah Williamson o Beth Mead rapprsentano alcune delle migliori calciatrici al mondo, e assieme formano una squadra agguerrita, affidata alle sapienti mani di Sarina Wiegman, colei che ha portato l’Olanda al titolo europeo del 2017 e alla finale mondiale del 2019. Ora, le Leonesse devono dimostrare, dopo la semifinale di cinque anni fa, di essere effettivamente tra le migliori nazionali al mondo.

 

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RACHEL FURNESS (Irlanda del Nord)

Una storia appassionante, quella di Rachel Furness, enfant prodige del calcio nordirlandese bloccata per due anni da giovane per un grave infortunio al ginocchio che sembrava aver posto fine alla sua carriera. Ha stretto i denti, è tornata ad allenarsi, e pian piano si è riconquitata un posto di primo piano nel calcio europeo, arrivando nel 2019 a firmare col Liverpool.

Oggi ha 34 anni ed è la principale speranza dell’Irlanda del Nord di fare una buona impressione agli Europei, considerando che tra le sue compagne esperienza e qualità sono merce relativamente rara. Questi Europei femminili 2022 sono la prima fase finale di un grande torneo della storia della selezione.

 

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SARA BJORK GUNNARSDOTTIR (Islanda)

È diventata mamma lo scorso novembre, in aprile è tornata in campo con il Lione, e quest’estate si è trasferita alla Juventus per trovare nuovi stimoli: Sara Gunnarsdottir è certamente il nome più noto del calcio femminile islandese, una centrocampista completa che alle solide prestazioni offensive dei primi anni della carriera ha saputo affiancare poi un’ottima attenzione nella fase difensiva.

L’Islanda, rivale dell’Italia nel girone, è un po’ una Cenerentola, nonostante alcune giocatrici di buona esperienza internazionale. La 31enne neo-bianconera è però l’elemento più importante della rosa, ancor di più dopo le necessarie dimissioni dell’allenatore Jon Hauksson, responsabile di commenti infelici sulle sue giocatrici, ubriaco dopo la vittoria decisiva per la qualificazione agli Europei.

 

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CRISTIANA GIRELLI (Italia)

Le Azzurre ripartono dai quarti di finale del sorprendente Mondiale del 2019, che ha fatto da lancio per un ulteriore sviluppo del movimento nel nostro Paese. Tre anni dopo, la rosa è fondamentalmente sempre la stessa, e la ct Milena Bertolini deve cercare di mantenere un non facile equilibrio tra le veterani e le nuove leve. Ecco così che, a sorpresa, dalle convocate è stata esclusa Alia Guagni, che era stata una delle migliori in assoluto in Francia.

La forza dell’Italia risiede ovviamente nel gruppo, ma come negare che tra tutte le giocatrici il talento di Cristiana Girelli spicchi in maniera particolare. La trequartista della Juventus ha brillato meno del solito in Serie A (solo 7 reti: peggior prestazione dell’ultimo decennio in carriera), ma in compenso si è messa in luce a livello internazionale con 9 gol in Champions League, confermando come ormai sia una giocatrice dal valore ben superiore a quello del campionato italiano.

 

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ADA HEGEBERG (Norvegia)

Nel caso servisse specificarlo: la miglior calciatrice al mondo. La 27enne fuoriclasse del Lione – miglior marcatrice della storia della Champions League e Pallone d’Oro 2018 – si è lasciata alle spalle l’infortunio ed è rientrata alla grande, conquistando nuovamente il trono europeo. Di ruolo fa la centravanti, ma con le qualità che si ritrova può giocare praticamente in ogni settore del fronte offensivo ed essere comunque decisiva.

Poche Nazionali al mondo possono vantare il tasso di talento della Norvegia, che sotto la guida di Martin Sjogren ha trovato una continuità di rendimento offensivo che da tempo le mancava. Il ritorno in Nazionale di Hegerberg, auto-esclusasi dal 2017 in protesta contro la Federcalcio di Oslo, ha dato maggiore solidità al progetto, e un attacco con lei e Caroline Graham Hansen non può che essere tra i più temuti e attesi del torneo.

 

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VIVIANNE MIEDEMA (Olanda)

L’elegante e prolifica centravanti dell’Arsenal è tra le numero 9 più richieste al mondo, e a 26 anni è ormai più di una star in ascesa: dopo 5 anni ritornaa calcare i campi del torneo che le diede la consacrazione internazionale, quando fu tra le protagonista della storica conquista del titolo continentale delle Oranje. Questa volta, però, non si tratterà solo di vincere, ma di andare a contendere lo scettro di miglior attaccante d’Europa a Hegerberg e Katoto.

L’Olanda arriva a questi Europei femminili 2022 da detentrice del titolo e vice-campione del mondo, ma nel frattempo un po’ di cose sono cambiate, a partire dall’addio dell’allenatrice Sarina Wiegman (al suo posto c’è lo stimato statunitense Mark Parsons) e dalla stagione poco convincente della regista Danielle van de Donk (il cui posto è insidiato dall’astro nascente Damaris Egurrola). Le olandesi restano comunque quelle da battere.

 

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JESSICA SILVA (Portogallo)

Come per il Belgio, anche per il Portogallo tra maschi e femmine c’è un abisso: le lusitane sono una squadra ancora in costruzione e molto lontana dall’essere competitiva in ambito internazionale, e il loro percorso di qualificazione lo dimostra. Hanno chiuso il girone dietro la Finlandia, non certo una corazzata, e sono state eliminate ai playoff dalla Russia, altra formazione tutt’altra che irresistibile. L’eclusione delle russe a causa della guerra in Ucraina ha portato al ripescaggio del Portogallo, ma sono tutti abbastanza convinti che il percorso sarà molto complicato.

I problemi della squadra si riflettono bene nella carriera di quella che è la stella locale, la 27enne ala del Benfica Jessica Silva: giocatrice di indiscutibile talento, ha giocato con le maglie di Levante, Lione e Kansas City Corrent, ma ha sempre faticato a lasciare il segno con continuità, ed è infine tornata in Portogallo lo scorso gennaio. Per lei, questo Europeo potrebbe essere l’occasione per far vedere di aver finalmente raggiunto la maturità che le è sempre mancata.

 

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ALEXIA PUTELLAS (Spagna)

Pallone d’Oro 2021 e probabilmente la miglior centrocampista centrale in circolazione, almeno in Europa, Alexia Putellas, 28 anni, è la leader tecnica e carismatica di una squadra di immenso talento e di una generazione che dai titoli continentali U17 del 2010 e del 2011 pare sostanzialmente destinata a consegnare alla Spagna il primo grande titolo nel calcio femminile.

Quello spagnolo è un altro movimento estremamente in crescita, di cui il Barcellona di Putellas rappresenta la punta di diamante, e che si presenta a questi Europei quasi da favorita numero una. Quasi, perché in Inghilterra mancherà la stella dell’attacco Jenni Hermoso, infortunata, e così le Furie Rosse rischiano di trovarsi senza un’impareggiabile terminale offensiva che concretizzi tutto il gioco costruito dalle compagne.

(Sfortunatamente, Putellas si è rotta il crociato in allenamento il giorno prima dell’inizio degli Europei, e quindi salterà il torneo.)

 

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STINA BLACKSTENIUS (Svezia)

A 26 anni, è arrivato il momento della verità per l’attaccante svedese. Le sue qualità non sono mai state in discussione, la personalità in campo invece ha spesso difettato; almeno fino adesso, perché il trasferimento all’Arsenal dello scorso gennaio Stina Blackstenius ha dimostrato un salto di qualità in termini di continuità, formando una temibile coppia offensiva con l’olandese Miedema.

In Nazionale le si chiede un ruolo più centrale, da punto di riferimento avanzato, inserita in un sistema di gioco che fa della Svezia una delle squadre più attese, dato il grande talento a disposizione del ct Peter Gerhardsson (Magdalena Eriksson, Fridolina Rolfo, Caroline Seeger, Kosovare Asllani). Le basi ci sono tutte: d’altronde, stiamo pur sempre parlando delle ragazze che hanno conquistato l’argento olimpico un anno fa a Tokyo.

 

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LIA WALTI (Svizzera)

Forse non la più appariscente tra le giocatrici svizzere, di sicuro la più importante per gli equilibri della squadra: Lia Walti, 29enne mediana dell’Arsenal dalla grande concretezza difensiva, è il pilastro su cui si regge la Nazionale elvetica. Non solo a livello tecnico, ma anche in termini di carisma, è un’autentica capitana e una fonte d’ispirazione costante per le sue compagne.

La Svizzera è stata una delle rivelazioni del calcio femminile dell’ultimo decennio, grazie a una crescita continua ispirata dall’allenatrice Martina Voss-Tecklenburg (oggi alla guida della Germania) e a investimenti che ne hanno fatta un’ottima squadra anche tra le donne, mettendo in luce talenti come Ramona Bachmann, Noelle Maritz, Ana-Maria Crnogorcevic e Alisha Lehmann (assente, però, per scelta personale). La fallita qualificazione ai Mondiali del 2019 ha fatto suonare un campanello d’allarme, e questo Europeo servirà a dimostrare che le elvetiche sono già rientrate sulla retta via.

 

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