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Dalle rose allargate agli arbitri: cosa cambia in vista degli Europei 2021

Gli Europei 2021 verranno disputati in piena crisi pandemica, ma la Uefa ha studiato una serie di soluzioni per normalizzare il torneo

Gli Europei 2021 sono alle porte e, vista la situazione molto particolare, i commissari tecnici dovranno registrare alcune modifiche studiate e altre concesse dalla Uefa, che, per far sì che tutto si svolga in maniera più lineare possibile, ha cercato di venire incontro alle esigenze di federazioni, allenatori e soprattutto calciatori.

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Non è un mistero che questi Europei 2021, infatti, capitino in mezzo a un’emergenza sanitaria senza precedenti e, di conseguenza, anche tutte le questioni legate alla tenuta fisica, alla preparazione o, banalmente, a positività impreviste, abbiano scombussolato un po’ la gestione delle squadre.

Roberto Mancini, qualche settimana fa, aveva infatti sollecitato l’organo europeo con alcuni spunti da prendere in considerazione. Un assist che la Uefa, questa volta, ha deciso di accettare.

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Fonte immagine: @FIGC (Twitter)

Europei 2021, ecco le rose da 26

La prima novità riguarda la lista dei giocatori convocabili: per gli Europei 2021 i commissari tecnici potranno infatti chiamare 26 calciatori, al fronte dei canonici e abituali 23. Permettere a un ct di allungare la rosa è sinonimo di aumentare le possibilità che lo spettacolo migliori, visto che non si sa mai, in effetti, come le nazionali arriveranno all’appuntamento.

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Per ogni partita, comunque, in distinta ne potranno finire solo 23, con i tre rimanenti che si accomoderanno in tribuna, ma a differenza del passato – quando, per intenderci, venivano aggregate le cosiddette ‘riserve’ fino al giorno prima del calcio di inizio -, questa volta chi rimane fuori può rientrare nella rosa per l’impegno successivo. Curioso, piuttosto, sarà vedere come i ct si giocheranno questa opportunità, se chiamando tre calciatori in più di movimento (scelta più logica) o un quarto portiere.

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Fonte: @faireland (Instagram)

Regolamenti e restrizioni

Tuttavia, quella delle rose allargate non sarà l’unica novità in vista degli Europei 2021: infatti, per salvaguardare la salute e la sicurezza degli atleti, è stato redatto un protocollo apposito in caso di positività al Coronavirus. Chi verrà eventualmente trovato positivo al tampone verrà contato come infortunato, quindi sostituibile fino all’imminente fischio di inizio della partita.

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Nel malaugurato di focolaio, interverrà un’autorità nazionale o locale che predisporrà l’eventuale isolamento: fino a quando la nazionale coinvolta avrà almeno 13 giocatori arruolabili, 12 dei quali di movimento, sarà obbligata a scendere in campo per la partita successiva. Viceversa il match verrà riprogrammato o, ove non fosse possibile, verrà comminata la sconfitta per 3-0 a tavolino.

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Fonte immagine: InsideFoto

Cosa succede a portieri e arbitri

Per i portieri è infine stato studiato un regolamento ad hoc. Se una nazionale non avrà disponibile uno o più estremi difensori, potrà convocarne altri senza particolari restrizioni. Di fatto, ogni squadra avrà accesso a un numero illimitato di portieri. Questa soluzione è stata introdotta per far fronte a eventuali emergenze riguardanti infortuni ma, soprattutto, per quanto concerne le possibili positività in rosa.

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Varrà lo stesso per gli arbitri, già designati per partecipare alla manifestazione. Nel caso di indisponibilità o esigenza di isolamento, a ogni defezione corrisponde una possibilità di chiamarne un altro tra i non selezionati all’inizio. Addirittura è stata inserita una postilla che vale anche per i direttori di gara affiliati ad altre confederazioni. Insomma, l’organizzazione della Uefa sembra non mancare.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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