Dobbiamo ancora credere in Pietro Pellegri?

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Pellegri si è di nuovo infortunato: sembra una maledizione per l’attaccante del Torino, considerato una promessa. Dobbiamo continuare a credere in lui?

Quando pareva pronto ad affrontare un periodo della stagione con una certa continuità ecco l’ennesimo guaio muscolare per Pietro Pellegri, 21enne centravanti del Torino. Non si vede la luce in fondo al tunnel, e viene da chiedersi se si possa ancora sperare di vederlo confermare le grandi speranze riposte in lui pochi anni fa.

L’Odissea degli infortuni di Pellegri

La situazione è abbastanza scoraggiante. Solo in quest’anno solare il centravanti del Torino ha avuto nove infortuni, quasi tutti di natura muscolare. L’ultimo, appunto, al bicipite femorale. Per il resto guai agli adduttori, al polso, al ginocchio e addirittura un paio di settimane di influenza.

Scoraggiante, o addirittura raggelante – va detto – la condizione fisica di Pellegri, 22 anni il prossimo marzo. Un ragazzone che esplose al Genoa diventando il terzo più giovane marcatore nella storia del nostro campionato, e poi persosi al Monaco, che l’aveva acquistato per 21 milioni di euro.

Nel Principato è stato quasi una meteora, con due stagioni saltate praticamente per intero, tra il 2018 e il 2020, ovviamente per problemi fisici (alle ginocchia soprattutto). Molte più le partite saltate che quelle giocate: 98 contro 23. Due gol appena in tre anni e mezzo – un po’ pochino – e la discesa nel dimenticatoio.

Metà campionato al Milan, l’ultimo, prima che il Torino lo acquistasse a titolo definitivo dal Monaco per 5 milioni. Nemmeno poco, per un ragazzo perennemente infortunato. Contratto fino al 2025 e un po’ di dita incrociate onde evitare altri guai fisici, che invece si sono ripresentati con continuità.

Quale futuro per Pellegri

A dire il vero siamo tutti un po’ preoccupati di capire che ne sarà di Pellegri a questo punto. Qquando è in forma è davvero una forza della natura, ma in queste condizioni si è visto talmente poco da rendere impossibile una sua vera valutazione. Proprio contro il Milan quest’anno una partita completa, da giocatore vero, facendo a sportellate davanti a una delle migliori retroguardie della Serie A, col Torino a vincere 2-1. Applausi per lui, bei voti e l’immagine di un calciatore ritrovato.

Pura utopia, solo un barlume di speranza finito ben presto in soffitta. Da allora altri problemi, ricadute, e possiamo solo immaginare la testa di Pellegri, abbastanza giù di morale per essere un cliente regolare dell’infermeria piuttosto che un protagonista sui campi.

Anche in chiave nazionale, sapere come sta potrebbe aiutare non poco Roberto Mancini nella sua eterna ricerca di un centravanti capace di sostituire Ciro Immobile, che non è immortale. Scamacca ok, lo consideriamo dentro e arruolabile, ma Pellegri avrebbe tutte le carte in regola per essere il “9” dell’Italia. Non è di certo inferiore sulla carta ad altri compagni di reparto. Se solo stesse bene, naturalmente. Purtroppo non si vede la luce in fondo al tunnel e la fiducia nei suoi confronti ogni giorno è sempre minore.