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Fonte immagine: @fcin1908it (Twitter)

Federico Dimarco sta trovando parecchio spazio a Verona: l’Inter, perennemente in emergenza, avrebbe dovuto fare valutazioni diverse?

La sconfitta di Marassi e il pareggio dell’Olimpico contro la Roma hanno gettato nello sconforto i tifosi dell’Inter: un punto solo in due partite, d’altronde, è davvero poco se si hanno sogni di Scudetto. Lo sanno bene in dirigenza, lo sa anche Antonio Conte, che proprio contro i giallorossi è finito al centro di feroci critiche per via della gestione dei cambi a partita in corso.

La qualità fuori, la quantità dentro. Risultato? Il baricentro indietreggia di una ventina di metri a la Roma pareggia. Ma l’Inter ha davvero così poche soluzioni? Forse sì, ma la colpa non è solo del principio di spending review stabilito dalla proprietà cinese, ma anche della gestione di alcuni giovani che, a posteriori, forse sarebbero potuti tornare molto utili. In primis, Federico Dimarco, finito al Verona.

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Fonte immagine: @fcin1908it (Twitter)

Dimarco, perennemente in Erasmus

Federico Dimarco è senza dubbio uno dei laterali mancini più impattanti della stagione. La sua crescita è evidente ed esponenziale, perché fino a un paio di anni fa la paura maggiore è che il ragazzo, sul quale peraltro influisce una lunga militanza nelle giovanili azzurre, potesse perdersi. Invece, dopo il prestito al Parma, da oltre un anno si è stabilito al Verona.

Mai scelta fu più azzeccata, perché prima di tutto l’aria di provincia gli ha permesso di sgrezzarsi e crescere con calma, coltivando un potenziale che prima si era solo vagamente intuito. In secondo luogo, va detto che Dimarco ha avuto la grande fortuna di incontrare Ivan Juric, che su di lui ha fatto un lavoro straordinario trovandogli la collocazione ideale.

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Le prestazioni di Di Marco sono ormai talmente di livello che il ragazzo milanese ha soffiato il posto da titolare a Lazovic, uno dei pilastri del primo Hellas di Juric. Impossibile lasciarlo fuori, soprattutto dopo aver visto le perle balistiche delle quali è capace. Veri e propri colpi di genio che spaccano le partite, come successo di recente contro Torino e Crotone.

Il ruolo perfetto

Federico Dimarco nasce terzino, si evolve come laterale, fa una puntatina anche in zona offensiva e, all’occorrenza, gioca addirittura come terzo di difesa. Tutti questi spostamenti, probabilmente, lo hanno confuso a tal punto che, in un certo periodo, non si capiva più che ruolo fosse realmente adatto a lui. Semplicemente, Juric gli ha regalato una fascia intera per sprigionare la sua velocità e l’atletismo che, quando sta bene, lo contraddistingue.

Il resto lo fa un carattere forgiato dalle mille difficoltà affrontate in questi anni, passati per la maggior parte a staccarsi di dosso l’etichetta di predestinato. Dopo la sforbiciata vincente contro il Toro ha dedicato la rete al figlio che nascerà a breve: “È un momento in cui tutto gira bene – ha detto – sono contento per me e per la squadra”. Un Verona che lui stesso ha contribuito a rendere più forte e imprevedibile.

Ma all’Inter non serviva?

Il cartellino di Federico Dimarco appartiene ancora all’Inter. Almeno per ora, perché di recente i nerazzurri hanno provato a inserirlo in più trattative, in modo tale da utilizzarlo come contropartita. Per esempio, quando l’Inter voleva Kumbulla aveva proposto proprio Dimarco in cambio. Poi non se ne fece nulla, ma fu lo stesso calciatore a chiedere di essere nuovamente mandato in Veneto.

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L’Inter, mentre Dimarco si sta confermando come uno dei laterali mancini più incisivi del campionato, a sinistra ha diversi problemi. Kolarov ormai è diventato un centrale, Darmian è adattato, Young idem e fisicamente non dà più certezze: in questo scenario, forse il classe 1997 con un breve passato anche nel Sion avrebbe potuto fare molto comodo. Valutazione sbagliata? Probabile, ma a Verona non la pensano così.

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