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La stagione di Deloufeu finora non è stata un granché

Gerard Deulofeu è senza dubbio una delle delusioni stagionali: arrivato in pompa magna, è uscito ben presto dai radar dell’Udinese

Quando l’estate scorsa l’Udinese aveva annunciato l’arrivo di Gerard Deulofeu, i tifosi bianconeri si erano illusi che la dirigenza fosse riuscita a potenziare il reparto offensivo inserendoci dentro un profilo capace di giocare in più ruoli. In realtà la lettura, almeno sulla carta, era corretta, se non fosse che la stagione dello spagnolo, fino a oggi, non è stata un granché.

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Infatti, a gennaio lì davanti l’Udinese ha fatto girare le porte, modificando il reparto e implementando all’attacco una figura come quella di Fernando Llorente, evidentemente molto più adatto a fare un lavoro che Deulofeu non ha saputo fare nelle occasioni in cui è stato chiamato in causa. Dalle ottime prestazioni con il Watford, nonostante il contesto, a emarginato a Udine: cosa è successo all’ex Barcellona?

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Deloufeu, questione di ruolo

Una delle questioni più ricorrenti che tengono banco quando si parla di Deulofeu riguarda il ruolo, perché negli ultimi anni lo spagnolo ha ricoperto un po’ tutte le posizioni dell’attacco. Avendo giocato in moduli più disparati, Deulofeu ha dovuto adattarsi a vari contesti cercando di esprimersi al massimo. Nelle ultime stagioni, infatti, lo abbiamo visto muoversi da numero nove atipico, da mezzapunta – da solo o in un modulo che ne prevede due – e poi anche da esterno offensivo, posizione ricoperta a inizio carriera.

Deulofeu
Fonte: @gerardeulofeu (Twitter)

Ai tempi del Barcellona Deulofeu era infatti emerso come classica ala, rapida e letale quando puntava in velocità l’avversario per saltarlo con facilità, con o senza palla al piede. I blaugrana lo sacrificarono perché in Catalogna lo spagnolo non trovava spazio, ma al Milan – per quanto il periodo non fosse tra i più felici per i rossoneri – fece intravedere le ottime potenzialità già espresse a livello giovanile.

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Prima del Milan, Deulofeu si è diviso tra Everton e Siviglia. Poi, dopo una parentesi da cavallo di ritorno al Barcellona, è passato a titolo definitivo al Watford, dove ha giocato – a livello di rendimento – probabilmente le migliori stagioni in carriera. La sua fluidità tattica spesso lo ha aiutato a ritagliarsi uno spazio da titolare: come confermato da Transfermarkt, l’esterno spagnolo ha giocato praticamente in ogni posizione. E oggi, quello che è sempre stato un pregio, lo sta limitando oltre modo.

Concorrenza e problemi fisici

E così Deulofeu non è più un elemento fondamentale per l’Udinese, che al momento può vantare pietre angolari di enorme importanza come De Paul e Pereyra, additati a inizio stagione come due dei tre pezzi forti della squadra di Gotti proprio assieme allo spagnolo. Che, oltre tutto, di recente è finito pure in infermeria per un problema fisico che lo sta tenendo fuori già da un mese abbondante.

Secondo quanto riportato dal Messaggero Veneto, che si occupa di seguire da vicino le vicende friulane, il suo rientro non sarebbe previsto nemmeno dopo la sosta. Non ingaggi la posizione tranquilla di classifica, perché alll’Udinese mancano parecchio i gol e gli assist che Deulofeu avrebbe dovuto garantire.

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Inoltre, a supporto della insufficiente valutazione generale, va detto che la concorrenza – con la partenza a gennaio di Lasagna – è pressoché nulla, di conseguenza l’assenza del catalano si sta trasformando in un paradosso. Quando c’è non fa la differenza, ma quando manca Gotti non ha alternative ai soliti titolari. Un bel loop, dal quale l’Udinese non sembra poter uscire facilmente.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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