Danilo e Bonucci, due rigori negati al Verona? Cosa dice la moviola

Danilo e Bonucci al centro delle polemiche di Verona Juventus per due rigore negati ai veneti: vediamo però cosa dice a questo riguardo la moviola.

“Non dare un rigore del genere mi sembra una follia” ha dichiarato Salvatore Bocchetti, allenatore del Verona, dopo la sfida persa per 1-0 dai suoi ragazzi in casa contro la Juventus. Un risultato che può starci sulla carta, ma che non soddisfa visto che la formazione scaligera ha molto di cui recriminare, individuando due episodi che avrebbero potuto ribaltare il risultato.

Sono appunto gli episodi che hanno coinvolto Danilo e Bonucci, di cui il primo in particolare ha suscitato le ire del tecnico 35enne, impegnato nella difficile corsa per salvare il Verona, attualmente ultimo in classifica con soli 5 punti conquistati, e già a -5 dallo Spezia quart’ultimo. Ma hanno ragione i veronesi a lamentarsi?

Verona Juventus, i casi di Danilo e Bonucci alla moviola

Due episodi discutibili, che avrebbero potuto dare la vittoria al Verona, almeno secondo l’opinione di Bocchetti, anche perché avvenuti a fine partita: a circa 15 minuti dal 90°, Danilo tocca con la mano in area con braccio largo su tiro di Veloso, ma l’arbitro Di Bello non ravvisa il rigore, e subito dopo anche il Var indica di proseguire.

Il rigore che arriva poco dopo, quando Bonucci atterra Verdi in area e Di Bello questa volta manda la squadra di casa a tirare dal dischetto, ma dal Var interviene prontamente Guida,che consiglia al direttore di gara di ritornare sulla sua decisione. Il rigore viene revocato, e la partita va così a concludersi sull’1-0 per la Juventus. Ma analizziamo più nel dettaglio i casi di Danilo e Bonucci.

L’episodio di Danilo: perché non è rigore

Secondo La Repubblica questo è rigore, perché “Danilo aumenta sensibilmente il volume corporeo” a causa del braccio largo. Di diverso avviso, invece, i tre principali quotidiani sportivi, che assolvono il difensore bianconero per il suo intervento.

Tuttosport, per esempio, spiega che “il brasiliano viene considerato in movimento naturale di caduta” e quindi il braccio largo sarebbe una diretta conseguenza di quel movimento: il tocco c’è, ma il gesto viene identificato da Di Bello e dal Var Guida naturale e non volontario.

L’episodio di Bonucci: perché non è rigore

Nessun dubbio, invece, sul secondo episodio, a causa del quale il Var ha tolto al Verona un rigore già assegnato dall’arbitro. Analizzando le immagini, Guida ha notato che in questo caso è Bonucci ad arrivare per primo sul pallone, e solo successivamente urta Verdi che va a terra, ma senza mai essere entrato in possesso della palla. Su questo punto, tutta la stampa sportiva concorda.