Conte alla Juventus: ora il momento è giusto per entrambi

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Antonio Conte pare destinato a lasciare il Tottenham a fine stagione, e ora il momento è più che mai propizio per un suo ritorno alla Juventus.

Una stagione con troppi alti e bassi, le consuete critiche al mercato e ora anche fatti recenti mettono in discussione il futuro di Antonio Conte al Tottenham. Nei giorni scorsi, l’allenatore pugliese aveva detto di voler pensare solo al presente, dopo lo shock della morte di Vialli, ma con il processo plusvalenze che ha portato all’inibizione per 30 mesi di Paratici, attuale dirigente degli Spurs, le cose a Londra si fanno ancora più complesse. Al punto che anche Gianluca Di Marzio, su Sky Sport dice che Conte non sarà più l’allenatore del Tottenham nella prossima stagione: “Non è scattata la scintilla, il contratto è in scadenza e il club non gli ha chiesto il rinnovo” sostiene l’esperto di calciomercato. Una notizia che sembra avvicinarlo moltissimo alla Juventus, un’ipotesi che fino a pochi mesi fa era abbastanza improbabile.

Conte alla Juventus: ora il ritorno è possibile

Il discorso è ovviamente ancora molto lontano dal dirsi chiuso, con la stagione ancora da terminare sia per i londinesi che per i bianconeri, ma le condizioni negli ultimi giorni sono chiaramente mutate. Partiamo dal lato Juventus: se il Collegio di garanzia del CONI confermerà la sentenza di venerdì, molto probabilmente la squadra torinese non giocherà in Champions League nella prossima stagione (forse neppure nelle coppe europee), e una rifondazione sarà non più rinviabile. Da tempo gira voce di una clausola del contratto di Allegri con Juventus (che dura fino al 2025 per 7 milioni a stagione) che consentirebbe al club di rescinderlo in caso di mancata qualificazione alla Champions. Se questo fosse vero, la Juve potrebbe licenziare il tecnico toscano senza doverlo continuare a pagare, e potrebbe quindi fare un investimento su un nuovo tecnico per ricostruire.

Nel frattempo, la dirigenza bianconera è stata completamente rivoluzionata, con l’addio di Andrea Agnelli alla presidenza. È risaputo che Conte avesse non pochi problemi con l’ex-presidente bianconero, e l’allontanamento di quest’ultimo permetterebbe di riaprire il discorso per un ritorno a Torino. Certo, resta una questione economica non da poco da risolvere. La Juventu non naviga in ottime acque, e al momento deve stare attenta alle spese, visto l’occhio dei pm sui propri bilanci. Inoltre, Conte al Tottenham percepisce 17 milioni di euro a stagione: un’enormità rispetto alla cifra già molto alta che prende oggi Allegri. Questo è stato finora l’ostacolo principale a un suo ritorno alla Juventus. Ma in questo momento le cose per il tecnico italiano sono un po’ diverse rispetto a qualche mese fa. Innanzitutto, lo status internazionale di Conte è oggetto di discussione: al Tottenham non sta ottenendo i risultati sperati, e per essere il quarto allenatore più pagato al mondo ha vinto veramente poco a livello internazionale (nessuna coppa, per essere chiari). Difficile che possa trovare un altro ingaggio di questo tipo la prossima estate: c’è sempre l’ipotesi PSG, ma non è detto che Galtier possa essere licenziato dopo una sola stagione in panchina. Il resto delle big europee, al momento, non sembra aver bisogno di lui, e di sicuro non a queste cifre.

Inoltre, lo stesso Conte ha recentemente lasciato intendere di volersi concentrare di più sulla sua famiglia, e per comodità potrebbe essere spinto a tornare in Italia. Dove, obiettivamente, riesce difficile oggi immaginarlo su una panchina diversa da quella della Juventus. Da un alto, il club bianconero potrebbe fare un sacrificio e investire sul ritorno di Conte, e l’allenatore potrebbe fare a sua volta un sacrificio e abbassarsi notevolmente l’ingaggio per chiudere la trattativa. A livello tecnico, avrebbe probabilmente mano libera (considerando che, al momento, il club bianconero è pure senza direttore sportivo), ottenendo un potere molto ampio. In più, si troverebbe in una situazione simile a quella della sua prima esperienza alla Juventus, nel 2011: squadra da rifondare da zero, nessuna competizione internazionale. Non sarebbe il suo progetto ideale, dove può arrivare e vincere subito, ma avrebbe l’occasione di gestire un progetto più a lungo termine in maniera più diretta di quanto abbia mai potuto fare finora.