Conte
Foto Twitter

Nell’intervista postpartita di Inter-Juventus Antonio Conte ha di nuovo puntato il dito, seppure indirettamente, sulla società. Addio in estate?

Tra le tendenze di Twitter sta spopolando proprio in queste ore l’hashtag #ConteOut ma, per una volta, il Conte in questione non è Antonio, bensì Giuseppe, fresco Presidente del Consiglio a parte. Per una sera, una delle cariche politiche più importanti del paese ha fatto ombra al suo omonimo, ma con le spalle decisamente più larghe.

Già, perché mentre l’Europa decide se commissariare o meno l’Italia, Antonio Conte si “gode” i frutti delle sue ultime dichiarazioni. Quelle post Inter-Juventus di Coppa Italia, con le quali ha scatenato l’ennesimo putiferio. E no, non c’entrano le parole su Vidal (“Se si è arrabbiato per il cambio è un problema suo”) o le bordate tirate ad Alexis Sanchez (“I suoi sono numeri impietosi per un attaccante”), ma quello che sarà il futuro dell’Inter.

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Fonte immagine: @QCuore (Twitter)

Conte – Inter, capitolo ennesimo

Cosa è successo? Conte, proprio in coda al match perso 2-1 in casa contro la sua ex squadra, ha risposto ad alcune domande riguardanti la situazione societaria dell’Inter. Lo ha fatto serenamente forse troppo per quelli che sono i suoi canoni standard, manifestando una tranquillità insolita per chi, come lui, si trova a un punto della stagione in cui la squadra deve giocoforza accelerare se vuole avere ambizioni di Scudetto.

“La situazione societaria? – ha dichiarato in mondovisione – Diciamo che è una questione sicuramente particolare. Questo è inutile nasconderlo: siamo partiti con un progetto e il progetto si è fermato ad agosto“. Parole forti, dure, che sottolineano ancora una volta come all’interno del contesto Inter si respiri un’aria pungente, di quelle che si tagliano col coltello.

Conte, d’altronde, ha sempre patito il discorso riguardante il mercato e, proprio come successo per quasi tutto l’arco del 2020, non ha mancato occasione per rimarcare, seppure implicitamente, quanto la dirigenza non lo abbia mai completamente accontentato sul discorso rinforzi. Giova ricordare però che, prima del suo arrivo, i nerazzurri erano appena usciti dal regime di fair play finanziario: ergo, ogni spesa dev’essere ponderata per non rischiare di ricascarci.

Approccio diverso, addio in estate?

Quello di Conte è un approccio differente, manifestatosi in tutta la sua purezza dall’inizio di questa stagione in poi. Infatti, ricordando il tecnico nerazzurro della scorsa stagione, non è raro farsi tornare in mente vari episodi di nervosismo con calciatori, giornalisti e addetti ai lavori. Si è passati dalla busta di minaccia con proiettile alle accuse rivolte alla società, rea di averlo lasciato solo.

Più volte Conte ha ribadito che lui e la squadra sono slegati da qualunque altra situazione, facendo intendere che, semmai dovesse arrivare qualche risultato, il mercato non sarà ascrivibile alla dirigenza né, tantomeno, a una società assente.

Il cambio di atteggiamento potrebbe essere dovuto alla certezza di un addio. Dopo le sfuriate nel post Atalanta e Siviglia, il rapporto tra Conte e l’Inter si è incrinato, forse irrimediabilmente, per poi salomonicamente ricucirsi visto quanto il tecnico pesa sulle casse nerazzurra a livello di stipendio.

Ma la testa è altrove, o almeno questo è ciò che si percepisce: Conte ha capito che vincere sarà difficile e, anche se inconsciamente, ha abdicato, consapevole del fatto – almeno per come interpreta lui la realtà dei fatti – che nessuno potrà dirgli nulla in caso di zero titoli. D’altronde, lui lo aveva detto, parandosi le spalle da ipotetici disastri. A queste condizioni, continuare assieme non solo è inutile, ma anche alquanto deleterio. Per lui e per l’Inter.

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