Colombia, la violenza dei narcos ferma una partita di calcio

In Colombia c’è una situazione da guerra civile, a causa di una rivolta di un cartello di narcotrafficanti, che ha portato all’annullamento di una partita.

Si doveva giocare nella notte la sfida tra Jaguares de Cordoba e Independiente de Medellin, valida per la diciannovesima giornata del campionato colombiano. Invece, il match non è neppure iniziato, e le ragioni sono tra le più drammatiche possibile: l’Independiente ha scelto di non presentarsi alla trasferta, data la situazione di pericolo che si è creata nel paese in questi giorni, specialmente nel dipartimento di Cordoba.

La ragione è lo “sciopero armato” delle Autodefensas Gaitanistas de Colombia, un gruppo paramilitare meglio noto come Clan del Golfo, dedito principalmente al narcotraffico su scala internazionale e considerato oggi tra i principali e più pericolosi cartelli al mondo.

I narcos bloccano il calcio (e non solo) in Colombia

Cosa sta succedendo in Colombia? Tutto è iniziato sul finire della scorsa settimana, quando il governo di Ivan Duque ha annunciato la sua intenzione di estradare negli Stati Uniti Dario Antonio Usuga detto Otoniel, il famigerato boss del Clan del Golfo, arrestato lo scorso ottobre. Otoniel era considerato il più potente narcotrafficante al mondo, erede di Pablo Escobar e con una taglia da 5 milioni di dollari sulla sua testa per conto della DEA: per catturarlo sono intrvenuti circa 500 agenti.

Questa decisione ha scatenato la rivolta del cartello, che ha proclamato lo “sciopero armato”, ovvero il blocco di “tutte le attività sociali, economiche, educative e culturali” nei dipartimenti di Cordoba, Antioquia e Chocò. I narcos hanno occupato le strade della Colombia armati, minacciando chiunque provasse a opporsi al blocco, e il governo non è stato finora in grado di rispondere. Lo “sciopero armato” dovrebbe durare fino a domani, martedì 10 maggio.

In questo clima teso, l’Independiente de Medellin ha deciso di rinunciare al viaggio fino alla regione di Cordoba, in questo momento tra le più pericolose del paese, dove avrebbe dovuto affrontare lo Jaguares. “Nessuna partita di calcio – ha spiegato il club in un comunicato – è più importante dell’incolumità delle persone“. Per conto suo, i rivali cordobensi hanno fatto sapere che erano state predisposte tutte le misure di sicurezza, in accordo con le autorità, perché la partita potesse svolgersi regolarmente: questo potrebbe avere conseguenze, dato che a questo punto lo Jaguares potrebbe chiedere la vittoria a tavolino.

Nel frattempo, la violenza dei narcos del Clan del Golfo ha già causato 6 morti e 180 veicoli assaltati, più altri casi di violenze varie in giro per la Colombia.

Siamo su Google News: tutte le news sul calcio CLICCA QUI