HomeCalcio EsteroCol Bragantino, Red Bull sta conquistando anche il Brasile

Col Bragantino, Red Bull sta conquistando anche il Brasile

Il Bragantino è una delle squadre sudamericane più interessanti del momento: merito, ancora una volta, del grande marchio Red Bull

La bella vittoria in Copa Sudamericana contro il Rosario Central rilancia le ambizioni internazionali del Bragantino, club con sede nel cuore dello stato di San Paolo che, fino a un paio di anni fa, veniva etichettata come una delle nobili decadute del calcio brasiliano.

Poi, come spesso, accade a queste latitudini, è arrivato qualcuno a risollevarne le sorti, annusando la convenienza nel rilevare a prezzo stracciato una realtà con enormi potenzialità. Quel ‘qualcuno’ è Red Bull, multinazionale austriaca che commercia in bevande energetiche, un’azienda che da tempo ha deciso di buttarsi anche nel mondo del calcio.

Bragantino, un acquisto strategico

Dopo aver cominciato la propria esperienza facendo palestra nella più familiare Salisburgo, Red Bull ha preso in mano una franchigia in MLS – a New York – per poi, una volta imparati i segreti del mestiere, sbarcare anche in Bundesliga, dove con il Lipsia non ha ancora vinto nulla ma ci è già andato ben vicino.

Il Sudamerica, tuttavia, rimane un continente strategico perché il calcio è sport comune e di talento ce n’è parecchio. Proprio emulando l’altra grande holding calcistica in circolazione, il City Football Group, Red Bull ha puntato oltre oceano, ma a differenza della concorrenza non si è fermata in Uruguay, bensì ha fatto tappa nei sobborghi di San Paolo.

L’acquisizione del Bragantino è stata strategica, perché la piazza ha potenziale in termini numerici e, soprattutto, la sede è non lontana da una delle più grande metropoli del mondo. In questo caso la multinazionale ha cercato di correggere l’errore del 2017, quando fondò il Red Bull Brasil senza successo.

Due anni dopo, accortosi dello sbaglio nella valutazione, il CEO Dietmar Mateschitz ha dato mandato di acquistare un club già ‘pronto’. Così il Bragantino, in due stagioni, ha scalato le tappe: prima è arrivata la promozione in massima serie, poi un decimo posto che è valso la qualificazione alla Copa Sudamericana.

Il presente del Bragantino

Il Brasileirao 2021 è cominciato molto bene, con la squadra che per diversi mesi ha occupato la prima posizione della classifica nonostante un’età media molto giovane e tanti ragazzi che si stanno appena affacciando al professionismo.

D’altronde, il fatto di creare una rete di club serve proprio a questo: mantenere l’attenzione su più zone del mondo differenti alla caccia del potenziale talento. Il Bragantino è una società sana dal punto di vista economico e, ora, anche con qualche asset in più a supporto, come il rimodernato centro sportivo rimesso in sesto dalla proprietà.

Le parole d’ordine sono diverse, e in comune hanno tutte il fatto di essere sottocategorie del termine ‘programmazione’. La competenza nella scelta dei dirigenti e degli allenatori, la capacità di scovare giovani importanti, la possibilità di investire cifre discrete fanno da corredo a un progetto molto ambizioso, che solo una potenza come Red Bull poteva imbastire in un paese come il Brasile.

Una squadra giovane

A proposito di gioventù, a gennaio il Bragantino ha dato la panchina a Mauricio Barbieri, allenatore under 40 reduce da due esperienze tra Flamengo e Goias, ma vecchia conoscenza del board visto che in passato aveva allenato il Red Bull Brasil.

Le stesse della squadra sono diverse, la maggior parte delle quali sotto i 25 anni di età come l’esterno (e bomber) Artur, il centrocampista centrale classe 2002 Bruno Praxedes e il trio di 20enne composto dalla mezzala Ramires più i due esterni offensivo, Helinho e l’argentino Cuello.

Il Bragantino è una macchina perfetta, in campo – dove gioca un calcio rapido, aggressivo e di qualità – e fuori, tanto che nemmeno la partenza del leader Claudinho, finito allo Zenit dopo aver giocato una grande Olimpiade, sembra aver scalfito la solidità di un progetto così saldo e ambizioso.

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Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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