Quanto ha speso Berlusconi per portare il Monza in Serie A

Il Monza ha conquistato la Serie A per la prima volta nella sua storia, e gran parte del merito va ai grossi investimenti di Silvio Berlusconi. Ecco quanto ha speso.

Con la vittoria di ieri sera nella finale dei playoff sul Pisa, il Monza ha raggiunto la promozione in Serie A per la prima volta nella sua storia, e questo successo significa anche il ritorno nel massimo campionato italiano di Silvio Berlusconi e Adriano Galliani, rispettivamente ex-proprietario e dirigente del Milan negli anni Novanta e Duemila.

A ben vedere, gran parte del merito dell’ascesa del club lombardo va proprio a Berlusconi, arrivato nel settembre 2018, con la società ancora in Serie C. In questi quattro anni, l’ex-patron del Milan ha investito molto nei brianzoli, sostenendo spese assolutamente fuori scala rispetto alle altre società delle serie inferiori italiane.

Gli investimenti (e i debiti) di Berlusconi nel Monza

Dal 2018, si stima che Berlusconi abbia speso almeno 70 milioni di euro per far salire il Monza dalla Serie C alla Serie A, più di quanto hanno spesso nello stesso periodo altri club della massima divisione italiana.

Solo nella stagione 2020/2021, quella seguita al ritorno in B e chiusa al terzo posto in classifica e con una semifinale dei playoff, il Monza ha speso 20 milioni di euro solo di cartellini, acquistando giocatori come il nazionale giovanile portoghese Dany Mota, José Machin, Carlos Augusto e Mirko Maric.

Ma in realtà le grosse spese riguardano gli stipendi, con un monte ingaggi che lo scorso novembre valeva 21,3 milioni (in B, solo il Parma spende di più su questo fronte), grazie alle cifre pagate a giocatori fuori categoria come Gabriel Paletta, Gaston Ramirez e, nella scorsa annata, anche Mario Balotelli e Kevin Prince Boateng.

Tutto questo è possibile grazie unicamente ai soldi di Berlusconi, che alimentano il Monza e coprono annualmente le perdite sempre maggiori del club. Nel 2019, alla fine del primo anno di gestione, gli ammanchi erano pari a 9 milioni di euro; la proprietà ha provveduto a ripianare il deficit con fondi proprio, ma dopo un anno si è ritrovata cone nuove perdite, stavolta per 27 milioni. Coperte anche queste, ha chiuso il bilancio del 2021 con un nuovo passivo di 31 milioni di euro.

Berlusconi può tappare i buchi grazie ai fondi della sua azienda Fininvest, che possiede il 100% delle quite del Monza, ma al momento il club lombardo non ha alcun piano per autosostenersi, e nella prossima stagione dovrà forzatamente aumentare le spese per mantenere la categoria (Berlusconi e Galliani parlano di volersi piazzare regolarmente tra le prime dieci della classifica). Attualmente, la Serie A garantisce fondi insufficienti per coprire queste spese sul lungo periodo, se consideriamo che solo la prima classificata arriva a guadagnare 33 milioni di euro.

Anche perché la verità è che Berlusconi è ben lontano dall’essere il pozzo senza fondo che era venti o trent’anni fa: lo scorso ottobre, Fininvest dichiarava debiti per 216 milioni di euro, in crescita rispetto all’anno precedente e in buona parte dovuti anche all’impegno per coprire le perdite del Monza.

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