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Asta Fantacalcio, tutte le strategie utili da usare

Intuito o usato sicuro all’asta del fantacalcio? In questi giorni sale la febbre da rilanci, si studia la strategia, si cercano spunti, ma soprattutto si analizza ciò che è successo nelle prime due giornate, che sono state un po’ il bigino di ciò che ci potrà attendere.
E mai come quest’anno, forse, la forbice tra le prime e le ultime della classe si è ampliata, ragion per cui anche fantacalcisticamente bisogna fare questo ragionamento, al momento di chiamare o rialzare un giocatore: fidarsi del proprio intuito o puntare sull’usato sicuro? C’è bisogno di consigli, con la c minuscola, ovvio.

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Enormi incognite

Approcciandoci all’asta del fantacalcio, ci sono squadre apparse nettamente inadatte alla Serie A, roba per cui si è letto anche che tre retrocessioni sono poche, probabilmente esagerando. Però è indubbio che Venezia, Salernitana, Spezia e ci mettiamo dentro anche Verona e Genoa sono tutti dei cantieri aperti che nemmeno la chiusura del mercato ha ricomposto.

Esistono casi anche di omonimia tra giocatori mediocri o sconosciuti, come i due Coulibaly della Salernitana, o calciatori di cui nessuno ha mai sentito parlare (e non provate a prenderci per i fondelli, perché è così).

Tipo tutti i nuovi acquisti del Venezia tranne Caldara, che però è un attimo sparito dai radar negli ultimi tempi, o dell’Hellas, con Di Francesco che ha pure perso il suo miglior giocatore, Zaccagni, passato alla Lazio.

Tutti voi sapete quanto sia importante ottenere il massimo da quelli presi a 1, molte volte sono proprio loro il fattore che decide se una fanta-squadra possa essere vincente o un flop totale, perché è troppo facile quando si parla di consigli proporre Immobile in attacco o Kessié a centrocampo, concentrarsi su chi batte i rigori e così via.

Il problema, quest’anno, è che è anche difficile, pur essendo il minimo sindacale della spesa, trovare qualcuno di schierabile e decente a 1, perché questo è l’identikit del titolare della squadra medio-bassa e abbiamo già visto, appunto, nelle prime due giornate quanto il livello sia precipitato.

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Vidal o Di Tacchio?

Il discorso all’asta del fantacalcio poi è tutto qua. Sicuramente avrete bisogno di completare la vostra rosa una volta ridottisi i vostri crediti al lumicino, che sia un’asta libera o per ruolo, ma al momento di chiamare il settimo o l’ottavo centrocampista chi chiamerete? La riserva della riserva della big o il titolare della squadra destinata a retrocedere?
Negli anni passati questo problema non si poneva granché, diciamoci la verità. Anche perché nelle prime giornate capitavano delle sorprese che perlomeno rendevano “celebri” i neo-arrivati in Serie A, mentre stavolta, davvero, le gerarchie sembrano già clamorosamente delineate.
Prendiamo una squadra come l’Inter in cui Arturo Vidal è stato per tutta l’estate nella casella “cedibili”, a qualunque costo. Esubero, chiamiamolo come vogliamo, però chiaramente fuori dal progetto tecnico di Simone Inzaghi, che ormai lì ha incasellato Calhanoglu. Bene, prima partita e gol del cileno, che bene o male anche dalla panchina qualche minuto se lo sta meritando. Però è difficile che sia titolare.

Per contro, le squadre che abbiamo già citato, quelle che hanno impressionato negativamente, hanno dei giocatori che sono titolari, ma sono stati surclassati dai rivali.

Senza concentrarci troppo su una squadra che si candida a mistero gaudioso della stagione come il Venezia, la Salernitana che in fondo ha cambiato poco ha preso 7 gol in due partite dimostrando, tipo pugilato, di valere qualche categoria in meno. D’accordo la Roma, ma il Bologna no, e per lungo tempo in superiorità numerica.

Quindi, tornando a noi, tra Vidal e un Di Tacchio su chi converrebbe andare? Sul titolare della “molto mediocre” o sulla riserva certa della big? Anche le quinte scelte di un reparto affollato come il centrocampo di una delle redivive “sette sorelle” rischiano di avere un appeal tremendamente superiore.

I vari Bakayoko, Gagliardini, Elmas, Bernardeschi, le riserve delle riserve, insomma, è giusto che costino tanto all’asta pur non avendo il posto fisso? Il guaio è che al fantacalcio non si possono avere degli esuberi, ma bene o male una ventina di titolari, esclusi i portieri. La sensazione, però, è che anche l’aver aumentato le sostituzioni da 3 a 5, nel calcio “reale”, abbia ribadito questo concetto.

A voi fanta-giocatori la scelta, se sarete audaci ve ne fregherete delle prime giornate e andrete sui carneadi, convintamente. Altrimenti sotto con le certezze-non certezze, ma delle big, a cui prima o poi una chance da titolare capiterà.

Alessandro Ruta
Alessandro Ruta
Milanese, classe 1982, vive vicino a Bilbao. Ha scritto una quindicina di libri, non solo di sport. In passato ha lavorato per La Gazzetta dello Sport e Mediaset, oggi collabora con varie testate italiane e spagnole

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