Perché Asensio può essere l’acquisto perfetto per il Milan

Asensio è il nuovo obiettivo del Milan, e il suo innesto della squadra di Pioli potrebbe essere veramente decisivo per alzarne il livello tecnico.

Dalla Spagna dicono che Marco Asensio abbia già scelto: sarebbe il Milan la destinazione più gradita dello spagnolo, che a 26 anni e con una sola stagione alla scadenza del suo contratto, vorrebbe ormai lasciare il Real Madrid.

Da qui a dire che la trattativa è ormai in via di definizione ce ne passa (il Milan avrebbe offerto 30 milioni, ma da Madrid se ne aspetterebbero almeno 40), ma le possibilità di vedere in rossonero lo spagnolo durante la prossima stagione sono abbastanza buone, e stanno già stuzzicando i tifosi.

Come giocherebbe Asensio nel Milan di Pioli

Marco Asensio è un’ala destra di ruolo, ma grazie alla sua tecnica e alla visione di gioco è stato spesso utilizzato anche da trequartista centrale. Entrambi i ruoli farebbero comodo a Pioli, nel 4-2-3-1 su cui verrebbe impostato il Milan della prossima stagione.

“È perfetto sia per partire dalla destra nei tre trequartisti sia per giocare da dieci puro dietro la punta. – ha detto Filippo Maria Ricci della Gazzetta dello Sport, intervistato da MilanNews.itIo tenderei a preferirlo largo perché ha una grande capacità di rientrare e calciare“.

Senza subbio la posizione di esterno destro offensivo è quella più congeniale non solo per far rendere al meglio il giocatore, ma anche per le esigenze del Milan: attualmente, con Castillejo in uscita, in quel ruolo Pioli schiererebbe Saelemaekers o Messias, per cui un innesto di valore internazionale sarebbe di certo utile. Ma pure come trequartista, alternandosi a Brahim Diaz, il centrocampista del Real Madrid troverebbe di sicuro molto spazio e fiducia.

Una caratteristica che sicuramente alletta i rossoneri è lo sviluppo che Asensio ha avuto nell’ultima stagione, pur limitato da Rodrygo, affinando le sue capacità realizzative e chiudendo con 12 gol stagionali, il suo massimo in carriera. Un dato molto importante, poiché il Milan nella scorsa annata è stato solamente il quarto miglior attacco della Serie A, e anche l’arrivo di Origi non ha portato in rosa un bomber prolifico.