Papetti
Fonte: Instagram @andreapapetti32

A partire da dopo il lockdown Andrea Papetti, difensore classe 2002, si è guadagnato i gradi di titolare nella retroguardia del Brescia, mostrandosi all’altezza della situazione nonostante la giovane età

Largo ai giovani italiani, a maggior ragione se cresciuti nel proprio vivaio. Una tendenza che sta riprendendo quota nel nostro calcio, come confermano i brillanti risultati ottenuti recentemente dalla Nazionale maggiore e dall’Under 21. Questo trend riguarda sia le squadre in lotta per i primi posti che quelle con l’obiettivo di salvarsi. Un esempio è dato dal Brescia che, nella parte finale della scorsa stagione, ha puntato molto su Andrea Papetti: difensore classe 2002 che sembra frequentare il calcio dei grandi da una vita.

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Bocciatura all’Inter, riscatto con il Brescia

Papetti nasce a Cernusco sul Naviglio e muove i primi passi nell’Enotria, scuola calcio collegata all’Inter. Il giovane difensore si mette talmente in mostra da attirare i dirigenti nerazzurri che però, dopo un solo anno, non puntano più su di lui. Una prima bocciatura dunque, per un ragazzo molto giovane che potrebbe soffrire per questo risultato negativo.

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Papetti invece non demorde, dimostrando di possedere doti caratteriali oltre che calcistiche. Qualità che vengono notate dagli osservatori del Brescia, che lo portano nel vivaio delle Rondinelle. Fin dalle sue prime apparizioni dimostra di avere qualcosa in più rispetto ai suoi compagni, tanto da giocare sotto età sia in Under 17 – dove conquista anche i gradi di capitano – che in Primavera. Un’escalation continua, che raggiunge il suo apice con l’ingresso in prima squadra.

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Ottimo impatto con il calcio dei grandi

Siamo nel campionato 2019/20, con il Brescia appena tornato in Serie A e desideroso di mantenere la categoria. Le Rondinelle faticano a staccarsi dal fondo della classifica, come dimostrano i numerosi cambi di guida tecnica (con Eugenio Corini, Fabio Grosso e Diego Lopez ad alternarsi sulla panchina bresciana). Proprio il tecnico uruguayano decide di dare una scossa affidandosi maggiormente ai giovani, guardando con interesse i talenti che si stanno mettendo in mostra in Primavera.

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Il più promettente è certamente Papetti che, in occasione della sfida contro il Sassuolo (l’ultima prima del lockdown), esordisce in Serie A. Nonostante il risultato finale non sia certo esaltante (3-0 per i neroverdi), Papetti non patisce minimamente l’impatto con la massima serie. Un debutto positivo premiato alla ripresa del campionato, visto che Lopez fa giocare sempre titolare Papetti (tranne che nel derby con l’Atalanta perso per 6-2). Il difensore conferma quanto fatto vedere col Sassuolo, andando anche in gol nel match vinto 2-0 contro il Verona.

Leader difensivo del Brescia anche in Serie B

Le prestazioni di Papetti non bastano al Brescia per evitare la caduta in Serie B, campionato che il patron Cellino affronta con la voglia di tornare subito in massima serie. Per l’immediata risalita si affida a Luigi Del Neri che però, come da prassi per l’ex presidente di Cagliari e Leeds United, viene esonerato al primo risultato negativo.

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Torna Lopez che, come avvenuto qualche mese prima, punta forte su Papetti al centro della difesa. Il ragazzo classe 2002 risponde presente, adattandosi al meglio ad un campionato che in precedenza non aveva mai affrontato. L’ennesima dimostrazione di saper sfruttare al meglio ogni chance concessa dall’allenatore, come accade a molti altri suoi coetanei italiani.

Andrea Papetti: ruolo e caratteristiche

Papetti è un difensore centrale, abile principalmente nell’anticipo e nella marcatura. Pur avendo ancora margini di miglioramento sul piano tecnico, non va in difficoltà nel momento in cui deve impostare l’azione o uscire palla al piede. Ben dotato sia sul piano fisico che caratteriale, ha sfruttato queste doti sin da giovanissimo per farsi rispettare contro avversari più esperti di lui.

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Oltre a giocare al centro della retroguardia, Papetti può anche ricoprire il ruolo di terzino destro. In questa posizione, infatti, giocava fino all’Under 16. Un’ulteriore skill che arricchisce il bagaglio di uno dei difensori più promettenti del panorama italiano.