“Abramovich vuole il fallimento del Chelsea”: l’accusa e il dietrofront

La vendita del Chelsea per 5 miliardi di euro al gruppo guidato da Todd Boehly rischia di saltare. Per il governo Abramovich è disposto a far fallire il club

L’affare tra Roman Abramovich e il gruppo di Tobb Boehly per la vendita del Chelsea rischia incredibilmente di saltare. Dopo l’annuncio del 7 maggio, le trattative vivono una fase di stallo che mette in allarme la cessione. Il proprietario russo è stato accusato da fonti governative di essersi deliberatamente rifiutato di contrattare i termini della vendita. Tutto nasce da un credito di 1,6 miliardi di sterline che Roman Abramovich sembrava disposto a rinunciare.

Il comproprietario dei Los Angeles Dodgers Boehly e il suo consorzio speravano di completare un accordo iniziale da 2,5 miliardi di sterline, con la promessa di spendere altri 1,75 miliardi di sterline per lo stadio, l’Academy e come budget per costruire la rosa della prossima stagione. Un accordo che però sembrava vacillare a causa dello scontro tra il Chelsea e il Dipartimento della Cultura, dei Media e dello Sport inglese. Un funzionario del governo ha espresso la sua preoccupazione per la situazione, considerando anche il rischio di un fallimento del Chelsea.

Abramovich vuole il fallimento del Chelsea

La fonte ha dichiarato: “Il governo è seriamente preoccupato che l’affare possa fallire e che Roman Abramovich sia disposto a far fallire il Chelsea. Ci sono scadenze alla fine di questo mese e all’inizio di giugno, che vedrebbero il club espulso dalle competizioni europee o dalla Premier League. Una buona parte della vendita deve essere fatta questa settimana o la prossima”. Il Chelsea è fiducioso che l’accordo sarà approvato prima che l’attuale licenza operativa del club scada il 31 maggio, anche se potrebbe esserci un margine di manovra da parte del governo.

Ma il punto critico rimane la richiesta del governo che l’intero importo di 2,6 miliardi di sterline di Boehly venga depositato in un conto corrente fino a quando i funzionari non saranno certi che tutto il denaro sarà destinato a una fondazione per aiutare le vittime dell’invasione russa dell’Ucraina. Il Chelsea e Abramovich continuano a desiderare che il debito di 1,6 miliardi di sterline dovuto dalla società madre del club, Fordstam – di fatto il denaro dovuto al proprietario russo per i suoi 19 anni di regno – sia inviato a una società di investimento registrata nel New Jersey prima di essere inviato alla fondazione.

Il Chelsea chiede che il denaro venga invece congelato dopo essere stato trasferito alla Camberley International Investments prima di essere trasferito alla fondazione. Il governo, però, ritiene che questo infrangerebbe le sanzioni imposte ad Abramovich e ad altri oligarchi per il loro presunto sostegno a Vladimir Putin e alla guerra in Ucraina. I funzionari hanno detto al Chelsea che una tale mossa li lascerebbe senza garanzie legali che il denaro non finisca nelle mani di Abramovich o dei suoi associati e familiari.

La questione licenza per l’iscrizione

La fonte ha aggiunto: “C’è allarme per il divario tra ciò che Abramovich ha detto di voler fare pubblicamente e ciò che è disposto a impegnarsi legalmente come parte del processo di vendita. Ci sono scadenze pressanti questa settimana e, se non ci sarà una svolta, siamo piuttosto preoccupati che la vendita del Chelsea possa essere ostacolata da alcune scadenze”. L’attuale licenza operativa del Chelsea scade il 31 maggio, termine ultimo per l’iscrizione – tramite la FA – alle competizioni europee della prossima stagione.

Il Dipartimento della Cultura, dei Media e dello Sport ha smentito le voci riguardo alle difficoltà sulla cessione del Chelsea. Secondo quanto riferito da alcune fonti, Abramovich ha un consulente indipendente che si occupa della questione. I documenti di vendita sono arrivati ​​solo la scorsa settimana ma ci sono ancora punti chiave da risolvere. Resta da vedere cosa accadrà nelle fasi finali della vendita, con l’attuale licenza operativa del Chelsea in scadenza alla fine del mese e il consorzio di Boehly che ha fatto tutto il possibile per rilevare il club.