Tifosi e banche contro Zhang: cosa succede al presidente dell’Inter

Steven Zhang si trova attaccato su più fronti: da un lato la Curva Nord e dall’altro le banche cinesi. Cosa sta succedendo al presidente dell’Inter?

Momento complicato per l’Inter, e non solo in campo, come ben sappiamo. Ma adesso, oltre ai ben noti problemi economici che da tempo attanagliano i vice campioni d’Italia, ci sono anche i guai che coinvolgono il giovane presidente Steven Zhang, figlio del proprietario della holding Suning, che detiene il controllo della società.

In questi giorni, il 30enne dirigente nerazzurro è finito nel mirino di due differenti avversari: la Curva Nord e le banche cinesi. Cerchiamo di spiegare la situazione e capire cosa sta succedendo (e, soprattutto, cosa potrebbe succedere) a Zhang e all’Inter alla luce di queste problematiche.

Perché la Curva Nord ha attaccato Zhang

Nella giornata di venerdì, sui social del tifo interista è stata pubblicata un’immagine abbastanza eloquente, con la scritta “Zhang vattene”. La decisione è stata presa in una riunione degli ultras avvenuta il giorno precedente, e ha sorpreso un po’ tutti, dato che fino a quel momento la Curva Nord era sempre stata dalla parte del presidente.

A scatenare le antipatie del tifo nerazzurro sono state le novità delle ultime settimane in merito al futuro del club: intorno alle metà di settembre, infatti, il giornalista Fabrizio Biasin ha rivelato che Suning avrebbe dato mandato a Goldman Sachs di cercare acquirenti a cui vendere l’Inter per 1,2 miliardi di euro. Per favorire la cessione, la proprietà cinese starebbe cercando di ottenere quanto prima il via libera alla costruzione del nuovo stadio, da cui ricavare importanti introiti, e nel frattempo limitando le spese del club, indebolendolo.

Perché le banche cinesi attaccano Zhang

Ben più preoccupante la situazione con le banche cinesi. È notizia di ieri che sette istituti di credito cinesi, tra cui la China Construction Bank Corporation Limited, sono pronte a portare Steven Zhang in tribunale.

Si tratta di sette banche pesentamente esposte verso Zhang (che è ancora presidente del ramo internazionale di Suning), per una cifra pari a 250 milioni di euro. In precedenza, il dirigente nerazzurro era stato condannato a Hong Kong a risarcire i suddetti istituti, e il 27 luglio, come scoperto da Milano Finanza, gli istituti creditori hanno presentato un’istanza in sede civile al Tribunale di Milano per ottenere i soldi dal presidente dell’Inter.

Zhang, infatti, si era rifiutato di pagare, sostenendo che le firme sul documento che approvava il rifinanziamento dei debiti erano contraffatte, ma il giudice non ha accettato questa scusante, e ha fissato un’udienza per l’8 marzo 2023. Le banche cinesi hanno chiesto l’annullamento del verbale del cda dell’Inter in cui si stabilisce che Zhang non riceve compensi per l’incarico dirigenziale nel club.

Cosa succede all’Inter adesso?

Le conseguenze per l’Inter di quest’ultima vicenda sono difficilmente prevedibili: tecnicamente, è una questione privata di Steven Zhang. Le banche creditrici vogliono conoscere effettivamente quanto percepisce e come spende i suoi soldi l’imprenditore, per dimostrare che ha modo di ripagarle. La decisione di chiedere l’annullamento del verbale del cda del club servirebbe a garantire a Zhang un compenso come presidente, e quindi una fonte ufficiale di guadagno da cui attingere per il rifinanziamento del debito.

La più ovvio conseguenza, se l’istanza verrà accolta dai giudici, è che l’Inter si troverà un’altra voce a bilancio con segno meno: cioè altre uscite economiche, per lo stipendio del presidente Zhang. Come verrà gestita questa situazione non è chiaro, ma per capirci di più bisognerà attendere diversi mesi. È possibile che una sentenza di questo tipo possa accelerare il processo per la cessione della società.