Tomori niente Mondiali: perché il rossonero non è stato convocato

Non fa parte della lista dei convocati di Southgate per il Mondiale Fikayo Tomori: una scelta che lascia qualche perplessità. Il ct preferisce Maguire

Ha fatto molto discutere, soprattutto in Italia, la lista delle convocazioni per il Mondiale diramata dal CT dell’Inghilterra Gareth Southgate. Mancano infatti praticamente tutti i big della Serie A: da Abraham, la cui mancata convocazione è più comprensibile, fino a Smalling, mai preso in considerazione praticamente, passando però per Fikayo Tomori, la cui assenza fa molto discutere, soprattutto in relazione alle scelte fatte da Southgate. Il CT dei Tre Leoni ha deciso di puntare, infatti, su John Stones, Conor Coady e il contestatissimo Harry Maguire, autore di prestazioni horror col Manchester United. C’è anche Eric Dier, arruolato ormai sempre più in difesa che a centrocampo. Non figurano, come detto, Smalling e Tomori, due che avrebbero fatto molto comodo all’Inghilterra. Ma se il giallorosso non è mai entrato nelle rotazioni di Southgate, il rossonero aveva preso parte ultimamente al gruppo della Nazionale inglese e la sua convocazione sembrava più che possibile, soprattutto considerando le alternative a disposizione. Nulla da fare, invece, con Tomori che dovrà guardare in televisione il Mondiale insieme all’amico Abraham.

Tomori Mondiali: i motivi della mancata convocazione

Oggettivamente, è difficile capire le motivazioni che hanno spinto Southgate a privarsi di Tomori, se non la volontà di affidarsi al blocco Premier, per sfruttare magari determinati elementi come la condizioni fisica o l’abitudine a giocare match di un certo tipo. Il rendimento del milanista è stato superiore a quello di praticamente tutti i difensori convocati da Southgate, ad eccezione forse di Stones, vero punto di riferimento della retroguardia inglese.

Fa molto discutere soprattutto la convocazione di Maguire, che quest’anno ha disputato appena 4 partite in Premier, macchiandosi di prestazioni molto negative soprattutto nelle prime due uscite con il Brighton e il Brentford. L’altro elemento che ha pesato sono forse le presenze in Nazionale, ben 48 di Maguire contro le 3 di Tomori. Tuttavia, Coady ha collezionato solo 10 presenze con la selezione britannica, non così tante da giustificare la disparità di trattamento con il rossonero.

Insomma, da qualsiasi punto di vista si veda la vicenda, l’esclusione di Tomori non sembra una scelta azzeccatissima da parte di Southgate e l’unica spiegazione che viene in mente è quella di premiare il blocco che gioca in Premier League. Di fatti, l’unico inglese che milita all’estero che partirà per il Qatar è Jude Bellingham del Borussia Dortmund, per il resto solo calciatori presi dai confini nazionali. Una scelta che desta molte perplessità, perché Tomori avrebbe fatto molto comodo, così come Smalling, ma alla fine possono essere felici Milan e Roma che devono preoccuparsi di un giocatore in meno (due per i giallorossi con Abraham) impegnati nel temutissimo Mondiale in Qatar.