Come è nato il miracolo del Sudtirol

Alle origini del Sudtirol e della sua storica impresa: cosa c’è dietro il primo club del Trentino-Alto Adige a giocare in Serie B?

Una promozione da record – ovvero il minor numero di gol subiti, appena 9, eguagliando il primato della Reggiana 1970/1971- quella del Sudtirol, la prima squadra del Trentino-Alto Adige a giocare in Serie B da quando è stato istituito il girone unico (il Bolzano ci riuscì già nel 1947/1948, nella B a tre gironi).

Ma la vera sorpresa è che il club altoatesino non ha alle spalle un qualche grosso imprenditore, ma anzi presenta un modello dirigenziale piuttosto insolito per il calcio italiano, tradizionalmente molto verticistico. I biancorossi oggi presieduti da Gerhard Comper, già dirigente del gruppo Forst, sono una delle realtà più interessanti e sostenibili nel panorama sportivo del nostro Paese, e da cui molti potrebbero prendere esempio..

La storia del Sudtirol: da Bressanone a Bolzano

Tutto è iniziato nel 1973 a Bressanone, località oggi nota soprattutto come luogo di ritiro estivo dell’Inter, con la nascita della polisportiva Sport Verein Milland, che solo quattro anni dopo aprì una squadra di calcio maschile. Bisogna però attendere il 1997 per vedere un deciso cambiamento, quando venne nominato presidente l’imprenditore Leopold Goller.

È stato lui a costruire una vera e propria tradizione calcistica in Alto Adige, sviluppando un nuovo centro sportivo per il club e lavorando sul merchandising. Il progetto si è rafforzato subito con la promozione nel calcio professionistico (l’allora Serie C2) e la ristrutturazione del club nell’attuale Fussball Club Sudtirol, trasferitosi da Bressanone nel più ampio bacino di Bolzano.

Da allora, il club ha aperto un piccolo ma invidiabile ciclo di successi: in un sistema calcio molto variabile come quello italiano, dove tante società vivono improvvise ascese e discese nelle varie categorie, il Sudtirol brilla per la sua regolarità. Dalla promozione del 2000, il club biancorosso non ha più abbandonato il calcio professionistico, e gioca in terza divisione (ex-Serie C1, ex-Lega Pro Prima Divisione, oggi solo Serie C) ininterrottamente dal 2010.

Il modello Sudtirol

Il passaggio al professionismo ha comportato anche un cambiamento a livello di status societario, con il passaggio a srl, ma ancora oggi il Sudtirol rappresenta un esempio particolare per il calcio italiano: il 90% delle quote è infatti in mano a una trentina di soci diversi, senza un proprietario “forte”, mentre il restante 10% segue un modello di azionariato popolare.

Per garantire la sostenibilità del progetto sportivo altoatesino, è stato fissato un tetto salariale attualmente di 80.000 euro annuali (ma che potrebbe essere incrementato per la Serie B), e in generale la politica societaria è improntata al contenimento dei costi. Il budget complessivo della società è tra i più bassi della Serie C, e il 30% è destinato al settore giovanile.

Il progetto economico-sportivo si concentra quindi sullo sviluppo di talenti locali, sfruttando una situazione di sostanziale predominio sul calcio di una regione da più di un milioni di abitanti, da rivendere poi per fare ottime plusvalenze. Ne sono un ottimo esempio giocatori come Manuel Fischnaller, ceduto nel 2015 all’Alessandria per 600.000 euro e oggi tornato al Sudtirol, o Lorenzo Sgarbi, passato al Napoli nel 2019 per 780.000 euro.

Ma i risultati eccellenti nella selezione dei giovani non riguardano solo i calciatori. Qui si sono formati allenatori come Giovanni Stroppa (oggi al Monza) e Paolo Zanetti (attuale tecnico del Venezia), mentre l’artefice di questa promozione è il croato Ivan Javorcic. Lunga militanza da giocatore nei campionati italiani (Brescia, Crotone, Treviso, Atalanta, Arezzo, Pizzighettone), Javorcic si è messo in mostra da allenatore delle giovanili del Brescia, vincendo un campionato Berretti nel 2011, e poi ha guidato la Pro Patria al ritorno in Serie C nel 2017.

Tutto questo potrebbe far pensare che il caso del club altoatesino rappresenti una vera e propria sorpresa per la Serie C, una di quelle “favole” che spesso trovano spazio sulle pagine della stampa sportiva. In realtà, però, parte della grandezza del Sudtirol è proprio il fatto che questa promozione non sorprende nessuno: è infatti dal 2018 che la squadra partecipa ormai regolarmente ai playoff per la promozione in Serie B. E adesso, il traguardo è stato finalmente tagliato.

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