Strage di cani in Qatar: “Lo sport sostiene l’inciviltà?”

mondiale qatar 2022

Ancora polemiche su Qatar 2022: l’associazione animalista Gabbie Vuote denuncia l’uccisione di cani randagi nel Paese arabo in vista dei Mondiali: il comunicato.

Non si placano le polemiche attorno ai Mondiali di Qatar 2022, che inizieranno il prossimo 20 novembre e si protrarranno fino al 18 dicembre: dopo le accuse di corruzione, sfruttamento dei lavoratori e violazioni dei diritti della cOmunità LGBTQ+, c’è anche il problema delle violenze sugli animali, denunciate già a fine luglio dal Guardian.

A parlarne, in un comunicato diffuso quest’oggi, è l’associazione Gabbie Vuote ODV di Firenze per voce della sua presidente Mariangela Corrieri: “Si sono spesi 200 miliardi di dollari per la costruzione ex novo di 7 campi di calcio con aria condizionata ma sono stati schiavizzati i lavoratori e barbaramente uccisi animali innocenti. Questa non è civiltà. Lo sport in Qatar sostiene l’inciviltà”.

Di seguito, il comunicato di Gabbie Vuote sulle stragi di cani in Qatar.

“Lo sport sostiene l’inciviltà?”: il comunicato di Gabbie Vuote ODV Firenze sui Mondiali in Qatar

Egregi signori,

abbiamo letto e visto le immagini cruente della strage di cani randagi avvenuta in Qatar per i Campionati mondiali di calcio.

Niente di nuovo sotto il sole. Anche in Ucraina, per i Campionati europei di calcio del 2012 avvenne la stessa strage: 22.000 cani barbaramente uccisi.

Non è il calcio uno sport? E non è lo sport una trasmissione di valori, di rispetto per gli altri, un’attività altamente formativa ed educativa? Non è lo sport “uno strumento significativo per lo sviluppo globale della persona e fattore quanto mai utile per la costruzione di una società più a misura d’uomo” (Giovanni Paolo II)?

Non è certo rappresentato dal massacro di migliaia di animali innocenti, torturati, avvelenati, bastonati, fucilatii, bruciati vivi… con grande crudeltà e disumanità.

Ogni istituzione che rappresenta lo sport dovrebbe intervenire con indignazione per quanto sta facendo il Qatar con cani e gatti che in occidente vengono protetti dalle leggi e considerati animali d’affezione, non animali infestanti che infastidiscono i turisti.

Gli sportivi, per primi, dovrebbero rifiutare di giocare in un Paese che non rispetta gli esseri viventi e non solo i cani e i gatti ma anche le migliaia di lavoratori nei cantieri, immigrati dall’India, Nepal, Bangladesh…, che lavorano per 1 euro l’ora, per 12 ore al giorno e mesi se non anni senza neppure un giorno di riposo.

Si sono spesi 200 miliardi di dollari per la costruzione ex novo di 7 campi di calcio con aria condizionata ma sono stati schiavizzati i lavoratori e barbaramente uccisi animali innocenti.

Questa non è civiltà. Lo sport in Qatar sostiene l’inciviltà.

Distinti saluti.

 

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