Nel calcio femminile ci sarà la prima persona transgender alle Olimpiadi

Quinn, che gioca nella Nazionale di calcio femminile del Canada, potrebbe essere la prima persona transgender della storia delle Olimpiadi

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A inizio maggio ha sollevato un grande dibattito il caso di Laurel Hubbard, 43enne sollevatrice di pesi neozelandese, che sarà la prima atleta transgender a prendere parte alle Olimpiadi, nell’ormai imminente edizione di Tokyo 2020. In realtà, però, il primato potrebbe spettare a un’altra persona.

Il torneo di sollevamento pesi, infatti, inizierà il 24 luglio, il giorno dopo la cerimonia d’apertura dei Giochi, e ben tre giorni dopo l’inizio del torneo di calcio femminile: il 21 luglio esordirà il Canada, che ha nelle sue fila un’altra persona transgender, Quinn.

Il particolare caso di Quinn

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Il caso di Quinn è molto particolare, e richiede un minimo di approfondimento. Innanzitutto va detto che Quinn, al momento del suo coming out, ha spiegato di non identificarsi né come maschio né come femmina (si parla, in casi come questo, di identità non-binaria) e che per tanto i suoi pronomi sono they/them. L’uso di questi pronomi in funzione neutra è molto radicato in inglese, e in italiano la traduzione “loro” non è ritenuta corretta: nella nostra lingua si predilige al momento l’utilizzo dello schwa (ə), e quindi da ora in avanti ci si riferirà a Quinn in questo modo.

 

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Quinn è natə a Toronto nel 1995 con il nome di Rebecca Catherine Quinn. Nel corso della sua carriera giovanile, si è affermatə nel ruolo di difensore centrale e centrocampista, militando inizialmente in squadre giovanili canadesi (North Toronto, Richmond Hill, Erin Mills Eagles, Toronto Lady Lynx) per poi entrare nel Duke Blue Devils, la squadra della Duke University, negli Stati Uniti.

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Giocatorə di discreto talento, nel 2018 è passatə al professionismo con il Washington Spirits, per poi venire a giocare a calcio in Europa, prima nel Paris FC e poi nel club svedese Vittsjo GIK, con cui si accordò per un prestito dopo il suo trasferimento all’OL Reign, nota società di Tacoma, Washington, in cui gioca tuttora.

Dal 2013 è nella Nazionale femminile del Canada, con cui ha già preso parte alle Olimpiadi del 2016, vincendo la medaglia di bronzo. Nel 2019 ha poi giocato i Mondiali in Francia, dove però la squadra canadese si è fermata agli ottavi di finale.

Il coming out e Tokyo 2020

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Quinn ha fatto coming out come persona transgender nel settembre 2020 sul suo profilo Instagram: ha precisato, come scritto poco sopra, di avere un’identità di genere non binaria, non identificandosi né come maschio né come femmina. Ha così chiesto che nei suoi confronti vengano usati pronomi neutri e che venga chiamata solamente Quinn, senza un nome che possa presupporre un determinato genere.

 

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Tuttavia, ha avuto la possibilità di proseguire il suo lavoro nel calcio femminile sulla base del suo sesso biologico (che è appunto quello femminile, non avendo effettuato alcuna operazione). Il suo caso rientra comunque sotto a dicitura di persona transgender (che significa semplicemente che la sua identità di genere è diversa dalle caratteristiche del suo sesso biologico), per questo sarà ufficialmente la prima persona trans a prendere parte alle Olimpiadi.

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Il Canada esordirà il 21 luglio alle 19.30 a Sapporo contro le padrone di casa del Giappone, dato che i tornei di calcio incominciano sempre qualche giorno prima rispetto all’inizio ufficiale delle Olimpiadi. Se la sua allenatrice Bev Priestman dovesse decidere di schierarla in campo, Quinn potrebbe a tutti gli effetti fare la storia, anticipando di qualche giorno l’esordio della sollevatrice Laurel Hubbard.

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