Perché Sabatini si sente “defraudato” dalla Juventus

walter sabatini
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Sabatini dice di sentirsi “defraudato” dalla Juventus, dopo le ultime rivelazioni sul club bianconero in sede di tribunale. Ma a cosa si riferisce esattamente?

Non accennano a placarsi le polemiche attorno alla Juventus, i cui affari sulle plusvalenze sono al centro dell’inchiesta Prisma, con i pm della Procura di Torino che sono arrivati a ipotizzare un vero e proprio sistema illegale per salvare i bilanci attraverso la compravendita di giocatori. La recente possibilità di riapertura del processo sportivo non ha fatto che gettare altra benzina sul fuoco.

Nel dibattito è intervenuto oggi Walter Sabatini, noto dirigente sportivo, con un’intervista al Corriere dello Sport. “Mi sento defraudato. Mentre la Juve faceva quello che le viene contestato, io perdevo un campionato a Roma con 87 punti” ha detto l’ex-direttore sportivo della Salernitana, riferendosi alla sua esperienza alla Roma tra il 2011 e il 2016. Parole che ovviamente hanno sollevato interrogativi e domande, in merito a quale specifico episodio abbia fatto da riferimento esatto per Sabatini.

Sabatini “defraudato” dalla Juventus: a cosa si riferisce

Il senso delle parole di Sabatini sembra essere abbastanza chiaro: secondo lui, la Juventus ha commesso degli illeciti che le hanno permesso di acquistare grandi giocatori, mantenendo la supremazia in Serie A, ma senza dover fare i conti con i conseguenti ammanchi di bilancio, nascosti da giri di giocatori dai valori gonfiati.

Il problema è che, se il concetto è abbastanza semplice in linea teorica, il riferimento storico preciso è meno chiaro. Infatti, l’unica stagione da 87 punti della Roma è quella 2016/2017, in cui i giallorossi allenati da Luciano Spalletti chiusero al secondo posto, dietro ai bianconeri per appena 4 punti. Ma in quell’annata Sabatini si era dimesso a ottobre 2016, quindi proprio all’inizio della stagione.

Va detto che, comunque, la Roma di quell’anno l’aveva costruita lui, dato che era nel club fin dal 2011, quindi è legittimo che senta come “sua” quella squadra. Non ci furono grandi torti arbitrali o lamentele su questo fronte, all’epoca, a differenza di quanto accadde nella stagione 2014/2015 (quella del primo scudetto bianconero di Allegri). La Roma, in questo caso, si piazzò sempre seconda dietro la Juventus, anche se separata da ben 17 punti (la Juve però chiuse a 87, un numero che riporta indirettamente alle parole di Sabatini al Corriere dello Sport).

Fu questa la stagione del famoso gesto del “violino” dell’allora allenatore romanista, il francese Rudi Garcia, avvenuto proprio durante un discusso match contro la Juventus, vinto per 3-2 dai bianconeri il 5 ottobre 2014. Nella partita fu molto criticato l’arbitro Rocchi, reo di aver commesso alcuni errori a favore della Juve. Tanto che al termine dell’incontro proprio Sabatini sentenziò che “i tre gol [della Juventus, ndr] non erano validi“.