mohamed kader togo

Dall’esperienza di Parma al primo gol del Togo ai Mondiali, la carriera di Mohamed Kader meteora in Italia e idolo in Patria

Mohamed Abdel Kader Coubadja Touré, per gli amici Abdel, per noi tutti Kader. Alzi la mano chi si ricorda di questo giocatore dal nome inusitatamente lungo…eppure chi vi scrive ha puntato ad occhi chiusi su di lui…come vollero scommetterci pure un bel po’ di squadre, purtroppo per loro. Non che il talento mancasse, magari era pure bravo, ma non abbiamo mai avuto modo di testare le doti tecniche di questo giovanotto giunto dall’esotico Togo e del quale ci si ricorda per lo più perché in Fifa 99 era stato realizzato con fattezze del tutto opposte a quelle che possedeva, ovvero bianco di carnagione. Proprio a voler simboleggiare qualcosa…

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Gli inizi

Condividerà con un asso del calcio africano ed internazionale come Eto’o una cosa soltanto: l’iniziale della squadra con la quale esordisce, appunto l’Etoile Filante de Lomé. Proprio come tante giovani speranze africane riesce a farsi notare, grazie ad una velocità e ad una precisione nel tiro non comuni…tutte cose che dimenticherà di mettere nella valigia.

Il lancio verso il grande calcio avviene nel febbraio del 1998 in Burkina Faso, con la partecipazione alla Coppa d’Africa dove riesce anche a segnare un gol contro la Tunisia, pallonetto con tocco di fino dopo una galoppata dalla sua metà campo…impresa che il sito ufficiale del nostro ancora celebra (dimenticandosi di dire che aveva tirato ad occhi chiusi, ad ognuno il suo).

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Si aprono le porte dell’Italia, i lungimiranti osservatori del Parma non si lasciano sfuggire Kader, approdato assieme a future star del calcio come Saliou Lassissi, Reynald Pedros, Faustino Asprilla, cavallo di ritorno, e di ripartenza, Mario Stanic. Ma qualcosa non va, lo si intuisce dal fatto che a più riprese i magazzinieri del Parma sbagliano a consegnargli le magliette, scambiandolo per i già citati Lassissi e Asprilla o con un certo Lilian Thuram, e che al campo di allenamento di Collecchio gli chiedessero chi diavolo fosse sia quando arrivava che quando se ne andava.

In compenso i soliti bene informati giurano che il nostro fosse un asso a sedere nei ristoranti, dribblando parmigiane e culatelli ed insaccando a più riprese le specialità tipiche della cucina emiliana. Troppo poco per sfondare in Italia, oltre alle sedie. Così dopo una perfetta parità nel rapporto presenze-gol segnati (zero caps, zero reti) Mohamed Abdel Kader se ne va in Svizzera…

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…dove le cose migliorano ma non di molto. Una presenza, zero reti, in compenso è sulla bocca di tutti, la gente si chiede chi diavolo sia e cosa diavolaccio ci faccia in campo. Giunge presto il tempo di emigrare di nuovo, a sud-sud-est, destinazione Libia, Al-Ahli Tripoli! E qui Mohamed Kader rinasce, alla larga da bistecche e pastasciutta, in 29 partite realizza il notevole score di 17 gol, ma tempo una sola stagione ed ecco che il Parma che ancora detiene la proprietà del suo cartellino decide di offrirgli una nuova opportunità. Lodevole, ma si sa, perseverare è diabolico.

Almeno stavolta la dirigenza ducale impiega solo mezza stagione per capire che è il caso di lasciare che Mohamed Kader voli libero verso altri lidi, e quei lidi non stanno a Vicenza, dove da gennaio a giugno 2002 calca il campo in soltanto quattro occasioni. Forse è il caso di ritornare nelle elvetiche terre, e difatti per due anni e mezzo è l’idolo dei tifosi del Servette, la cui causa servì con, udite udite, 29 gol in 76 partite, bottino che gli vale il titolo di giocatore togolese dell’anno 2004. Ma allora perché cambiare, Mohamed?

Dal gennaio 2005 al luglio dello stesso anno veste la casacca di due diverse squadre, le francesi Sochaux e Guingamp, famosa quest’ultima per aver lanciato un asso del calibro di Jean-Pierre Papin. Come dire, da un estremo all’altro…

Star, nonostante tutto

In Togo Kader è una celebrità, almeno fino alla definitiva ascesa del connazionale Emmanuel Adebayor (e ci sembra giusto). Gioca i Mondiali di Germania del 2006, dove il Togo si qualifica anche grazie a due suoi gol (il calcio è strano) ed alla competizione iridata Mohamed Kader segna anche il primo, storico gol della sua Nazionale (il calcio è ancora più strano). Chiedere ai sudcoreani per informazioni (probabilmente neanche se lo ricorderanno). Eppure gli africani non passeranno il turno (il calcio è tornato normale). Sono gli ultimi lampi di una carriera che almeno ha consentito al nostro eroe di viaggiare un bel po’.

Gli ultimi gol li segna (finalmente li segna!) in Arabia con l’Al-Jazira (7 in 9 presenze), ancora in Francia col solito Guingamp (solo uno in 14 match disputati) ed infine nella seconda divisione degli Emirati Arabi Uniti, con l’Al-Dhafra (10 gol in 12 gettoni). Almeno con la Nazionale del Togo ha fornito un contributo notevole, ben 54 reti in 86 presenze, ma in ogni suo club di militanza è presto giunto il time To-go 🙂