Ritiro non consentito: al Barcellona chi sarà il nuovo numero 10 dopo Messi

Il numero 10 del Barcellona resta vacante dopo l’addio di Messi: chi ne raccoglierà l’eredità e perché non può essere ritirato

L’addio di Messi al Barcellona è destinato a lasciare diversi strascichi da qui ai prossimi mesi. Nei giorni in cui i blaugrana hanno dovuto dire addio al loro campione, leader e capitano i tifosi del club sono scivolati in un turbinio di emozioni contrastanti, che vanno dall’emozione per aver vissuto in prima persona uno dei più grandi calciatori di sempre alla delusione del vederlo andare via.

Inaspettatamente, proprio come confermato dallo stesso Messi, in lacrime, durante l’ultima conferenza stampa, dove ha ringraziato e salutato – momentaneamente, visto che in Catalogna tornerà a viverci – in lacrime un intero popolo per anni inginocchiato fisso ai suoi piedi. Nel calcio, soprattutto quello moderno, d’altronde va così.

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Fonte immagine: profilo Ig @FCBarcelona

Nuovo numero 10: le valutazioni del Barcellona

Le immagini dei tifosi che depositano le magliette numero 10 dai cancelli del Camp Nou costruiscono una serie di immagini sulle quali, probabilmente, un giorno verrà anche girato un documentario. Sono fotogrammi forti, amplificati al loro interno da un fattore romantico che coinvolge una questione un filino più pragmatica rispetto alle sensazioni personali del fan.

Ovvero, a chi andrà la maglia numero 10 di Messi? Il Barcellona si prenderà qualche giorno per fare delle valutazioni, in modo tale da prendere una decisione definitiva entro l’inizio della Liga, previsto per il weekend di Ferragosto.

Infatti, durante il Trofeo Gamper vinto in scioltezza contro la Juventus, i blaugrana hanno confermato i numeri della scorsa stagione, con la sola eccezione dei nuovi arrivati. Messi ha indossato il 10 a partire dalla stagione 2008/09, aggregandosi a una dinastia di campioni quali Rivaldo, Riquelme e Ronaldinho. Per questo motivo la scelta andrà ponderata bene dalla dirigenza catalana.

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Fonte Immagine: @leomessi (Instagram)

Chi prenderà il 10 di Messi?

Al momento, in attesa di eventuali sviluppi di mercato che molto probabilmente non ci saranno – ergo, difficilmente arriverà un campione in grado di ereditare la maglia numero 10 di Messi -, il dorsale magico potrebbe essere vestito da qualcuno dei calciatori già presenti in rosa.

Memphis Depay dovrebbe essere il candidato numero uno, visto che già a Lione giocava con questo numero. Più difficile l’ipotesi Sergio Aguero, che in questi giorni – appreso l’addio del suo grande amico – sta smuovendo i propri legali per capire se sia possibile svincolarsi dal Barcellona.

Le soluzioni alternative potrebbero riguardare il giovane Pedri e Ansu Fati, entrambi considerati presente e futuro del club. Certo è che dare la 10 a uno di loro rappresenterebbe, oltre che una sfida affascinante, anche un rischio vista la giovane età di entrambi. Così, almeno fino a quando il mercato non cambierà le carte in tavola, nel gruppo di pretendenti potrebbe rientrare anche Griezmann.

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Fonte Immagine: @dunkhopes (Instagram)

Il ritiro non è consentito

In molti, soprattutto tra i tifosi, hanno invocato il ritiro della maglia numero 10 in onore del più grande calciatore di sempre del club. In realtà, questa soluzione non è praticabile.

Il motivo lo spiega bene Mundo Deportivo, specificando che i 25 giocatori delle squadra affiliate a La Liga devono avere una numerazione dall’1 al 25, con 1, 13 e 25 dedicati nello specifico ai portieri.

I giocatori aggregati dalle squadre B o dal settore giovanile possono invece scegliere una maglia che va dal 26 al 50. Ai tempi, 17 anni fa, Messi infatti scelse il numero 30, prima di passare al 19 (col 10 sulle spalle di Ronaldinho) per raccoglierne poi l’eredità quando il brasiliano lasciò il Camp Nou.

L’unica alternativa per farlo sarebbe quella di registrare 24 giocatori anziché 25, una soluzione che il Barcellona, giustamente, ritiene impraticabile per una lunga serie di motivi.

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Andrea Bracco
Andrea Bracco
Cuneese, ha fondato il primo sito di calcio sudamericano in Italia e collaborato con diverse realtà editoriali di importanza nazionale, come Ultimo Uomo e Rivista Undici. Liga e Sudamerica le sue stelle polari, il calcio minore la sua debolezza.

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